Ospedale nuovo, tra ottimismo e prudenza

Di MATTEO LAURIA
ospedale-sibaritideLa notizia è positiva, ma la prudenza rimane la via maestra in una terra che, dall’oggi al domani, ècapace di tutto.
L’ospedale nuovo si farà. Èquesto il messaggio che arriva dal recente incontro in sede prefettizia dove è stato sottoscritto il protocollo di legalità con l’impresa Tecnis, a cui nei giorni scorsi è stata revocata l’interdittiva antimafia dopo il sequestro emesso dal Tribunale, Sezione Misure di Prevenzione. Il provvedimento era stato emesso al fine di ovviare ai nutriti sospetti di infiltrazioni mafiose. Non sussistono, almeno per il momento, le cause di decadenza, di sospensione o di divieto, né elementi tali da dimostrare eventuali ingerenze della criminalità organizzata. Tale revoca, dunque, ha consentito alla Tecnis di poter procedere alla contrattualizzazione degli appalti e di aggiudicarsi nuovi bandi. La firma del protocollo di legalità, anche se non del tutto esaustiva sotto il profilo delle certezze, ha gettato un alone di entusiasmo in un momento difficile per la Sibaritide. Da più postazioni, infatti, si erano sollevate obiezioni circa la paventata volontà di distogliere il finanziamento (circa 160 milioni di euro) a favore di altri presidi sanitari. Uno spauracchio che aveva messo in apprensione un territorio che, per quest’opera, ha pagato un caro prezzo.
Il nuovo ospedale è stato usato come elemento di giustificazione alla chiusura degli ospedali di Cariati e di Trebisacce, e al depotenziamento del presidio spoke Corigliano-Rossano. Quindi, nessun ringraziamento a chi oggi vanta meriti, solo la consapevolezza che lentamente le procedure stanno andando avanti. Il territorio è in credito, non solo sul fronte sanitario, ma anche su tante altre questioni. Chi si appropria, soprattutto in periodo elettorale, della paternità su una partita che lamenta lunghi ritardi e leggerezze di gestione tenta di accreditarsi incautamente al corpo elettorale allo scopo di incassare facili consensi. Anche in questo le cose devono cambiare. Il leitmotiv deve essere: schiena dritta!
La realizzazione dell’Ospedale nuovo è un diritto ormai acquisito, non una regalia né una concessione. Il danno perpetrato al comprensorio è notevole, non ha precedenti. Prostrarsi con fare ossequioso per la sottoscrizione della firma si configura non tanto come atto di riguardo nei confronti di chi ha dato impulso all’accelerazione delle procedure, ma assume la connotazione di un servilismo fastidioso tra l’altro non richiesto.
La battaglia è appena iniziata. Sarà necessario non solo continuare a vigilare perché l’opera venga realizzata, ma avviare un serio dibattito sulla cantierizzazione dei lavori, sulle maestranze, sull’indotto occupazionale, sulla gestione dell’appalto. Un capitolo ovviamente appetibile al mercato politico e sindacale che quando si tratta di gestire posti di lavoro si precipita come un avvoltoio. Il fenomeno non è nuovo. Avviene la solita spartizione che rievoca il noto Manuale Cencelli. Il metodo è conosciuto ai più: a ogni forza in campo, un numero specifico di posti di lavoro assegnati e da distribuire. Ècosìche si fa clientela, a discapito della qualità delle prestazioni, della meritocrazia, della legalità. E si rivoluziona il “fare politica”. Spesso quel che resta delle segreterie di partito è un vuoto riempito da soggetti che nutrono aspettative lavorative. Le famose cambiali in bianco. Ci si adopera nelle campagne elettorali, ci si candida a consigliere comunale nella speranza di trovare un’allocazione. Il sistema è quindi marcio nelle fondamenta, è indispensabile invertire la rotta. La corruzione è alla base della crisi in atto. La Grecia conferma questo dato. Si faccia tesoro di ciò che accade nel mondo, in posti neanche così lontani da noi.

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