Palestra ex ITG Rossano, Tavernise: Chiusa nonostante sia formalmente agibile

Rossano – La palestra dell’ex Istituto per Geometri, oggi annesso all’area urbana di Rossano, resta chiusa nonostante sia nuova e formalmente agibile. A denunciarlo è il consigliere provinciale Salvatore Tavernise, che parla di “stallo istituzionale” e di una politica che, invece di servire la comunità, “si è trasformata in un rito burocratico senza soluzione”.

“Questa vicenda è diventata il simbolo di un impoverimento del percorso formativo generato dalla burocrazia”, sostiene Tavernise, ricostruendo una storia che – a suo dire – fatica a trovare una spiegazione razionale. La palestra, definita dal consigliere “bellissima” e “nuova di zecca”, sarebbe pronta da tempo ad accogliere gli studenti, ma la serranda è ancora abbassata.

La cronistoria: tre anni per l’agibilità, poi un altro anno di chiusura
Il consigliere parte dai fatti. “Dal 2022, in qualità di consigliere provinciale, ho letteralmente tormentato uffici e presidenza perché l’impianto venisse aperto alla comunità studentesca”, racconta. Dopo tre anni di pressioni e interlocuzioni, nel 2024 arriva finalmente la documentazione mancante: l’agibilità.
Eppure, fa notare Tavernise, “da allora è trascorso un altro anno e la palestra è rimasta ancora chiusa”.

L’Istituto vuoto e la scuola media ospite
Nel frattempo il quadro scolastico è cambiato. L’Istituto per Geometri, oggi, non ha più iscritti. A tenere vivo il grande edificio sono gli studenti della scuola media. Un plesso dell’IC Amarelli è ospite in un’ala della struttura da oltre dieci anni: 183 alunni frequentano lì le lezioni.

Secondo Tavernise, negli anni la Provincia avrebbe riconosciuto l’utilità pubblica di quella presenza, garantendo supporto gratuito all’edilizia scolastica. “L’immobile è grande e in gran parte vuoto, ma non ha mai creato problemi di promiscuità: medie e superiori hanno ingressi separati”, sottolinea.

Il contratto oneroso e lo stop sull’uso della palestra
Il punto di frizione, spiega il consigliere, arriva con l’insediamento della nuova governance provinciale. “C’è stata la necessità di recuperare risorse economiche”, afferma. Da qui, il 6 marzo 2024, la Provincia sottoscrive un contratto di concessione onerosa per i locali utilizzati dalla scuola media.

La situazione precipita quando il Comune chiede di usare la palestra per l’educazione motoria. La risposta dell’Ente Provincia è negativa: la richiesta non sarebbe accoglibile perché – si legge nella motivazione riferita da Tavernise – esisterebbero inadempienze sul “ristoro per l’utilizzo pregresso” da parte del Comune.

“Siamo davanti a un gigantesco paradosso”, attacca Tavernise. “Gli enti che dovrebbero garantire servizi trasformano la collaborazione istituzionale in una transazione economica”.

“Pagate il pregresso oppure niente”: la critica politica

Pur facendo parte della maggioranza, Tavernise rivendica una posizione netta. “Non intendo nascondere nulla: il Comune potrà avere responsabilità su eventuali mancati pagamenti”, ammette. Ma rilancia: “La Provincia porta una responsabilità più grave: privare 183 ragazzi di uno spazio fondamentale per la crescita fisica, mentale e sociale”.

Il consigliere richiama anche una partita economica opposta: secondo lui la Provincia non sarebbe esente da debiti verso il Comune, con “centinaia di migliaia di euro per servizi idrici non pagati”. Un elemento che, per Tavernise, rende ancora più incomprensibile la linea dura sull’uso della palestra.

“Di fronte a un’esigenza così, la risposta non può essere ‘pagate il pregresso oppure niente’”, insiste. “La risposta dovrebbe essere: come disponiamo le risorse per servire la collettività?”.

La chiusura come danno sociale
Nel ragionamento del consigliere, il tema supera la contabilità. “Una palestra chiusa non è un mancato introito: è un danno irreversibile a un’intera comunità”, dice. E aggiunge: “Non concedere a dei ragazzi spazi idonei e liberi, costringendoli a saltare educazione fisica, è il fallimento più grande della politica”.

La vicenda resta quindi aperta. Da una parte una struttura dichiarata agibile, dall’altra un conflitto istituzionale che si riflette direttamente sugli studenti. “Una politica così non governa: rallenta e s’impantana”, conclude Tavernise, chiedendo che Provincia e Comune trovino una soluzione immediata per restituire la palestra ai ragazzi (Comunicato stampa)

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