Il commissariamento della Federazione provinciale del Pd di Cosenza è il risultato di una crisi che, secondo Pino Le Fosse, avrebbe potuto essere affrontata attraverso un confronto politico più ampio. L’ex candidato alla segreteria provinciale interviene dopo settimane di silenzio e attribuisce l’attuale situazione a scelte, omissioni e responsabilità maturate nel tempo.
Le Fosse, che nel congresso del 2025 sfidò Matteo Lettieri alla guida del partito cosentino, parte dalla divisione emersa tra le due mozioni. La sua proposta, “Riparte da Noi”, raccolse quasi la metà dei consensi degli iscritti provinciali.
Per l’esponente democratico, proprio quel risultato avrebbe richiesto una gestione unitaria della Federazione. Una necessità diventata ancora più evidente dopo le dimissioni di Lettieri, quando sarebbe stato possibile individuare una guida autorevole e condivisa senza ricorrere a una soluzione esterna.
Le Fosse sostiene che la sua area abbia chiesto più volte l’apertura di un confronto, anche attraverso documenti, iniziative pubbliche e un ordine del giorno presentato durante l’Assemblea provinciale alla presenza del segretario regionale Nicola Irto e del responsabile nazionale dell’organizzazione Igor Taruffi. Quel confronto, afferma, non si sarebbe però mai svolto in maniera organica.
Nel suo intervento Le Fosse richiama anche le dichiarazioni di esponenti del partito che hanno parlato di proposte e mediazioni non riuscite. La sua domanda è diretta: quali soluzioni sono state realmente discusse, se la componente che rappresentava quasi metà degli iscritti non è stata coinvolta?
L’ex candidato non esclude responsabilità interne alla stessa Federazione. A suo giudizio, diverse condotte avrebbero reso più difficile una sintesi e qualcuno potrebbe avere considerato il commissariamento un’occasione per ottenere un vantaggio negli equilibri tra le correnti. Il problema principale, però, sarebbe la mancanza di un gruppo dirigente capace di intervenire quando le divisioni diventano più profonde.
La critica riguarda anche la gestione regionale del Pd. Le Fosse chiede una presenza politica costante nei territori e respinge una visione concentrata esclusivamente sul capoluogo. La Federazione, ricorda, comprende anche realtà come Corigliano-Rossano, Castrovillari e San Giovanni in Fiore, dove le difficoltà avrebbero richiesto maggiore attenzione.
Nel Consiglio comunale di Cosenza convivono intanto due gruppi riconducibili al Partito democratico. Per Le Fosse, questa frattura non può essere analizzata soltanto nei suoi effetti, ma deve essere ricostruita a partire dalle scelte che l’hanno determinata, compresa la rimozione di Francesco Alimena dal ruolo di capogruppo.
La responsabilità politica di Nicola Irto viene posta sul terreno del coordinamento e della capacità di prevenire le crisi, non come attacco personale. Davanti al Pd ci sono le amministrative del 2027, a partire da Cosenza, e le successive elezioni politiche. Per affrontarle, sostiene Le Fosse, occorre un partito presente nei circoli, aperto al dissenso e capace di costruire un’alternativa alla destra sostenendo la segreteria nazionale di Elly Schlein.
Il rischio indicato è che la riduzione del confronto interno possa servire a rendere il partito più controllabile in vista delle candidature. Una scelta che, secondo Le Fosse, produrrebbe però un Pd più debole nei Comuni, nella rappresentanza parlamentare e nel rapporto con la società.
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