La mobilitazione contro il caro carburante paralizza le consegne e coinvolge commercianti, agricoltori e pescatori. Scaffali vuoti in diverse città, mentre cresce la richiesta di interventi al Governo.
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Scaffali vuoti e consegne bloccate
Le difficoltà sono evidenti soprattutto nelle province di Cosenza e Vibo Valentia. A Corigliano Rossano diversi punti vendita registrano una progressiva riduzione delle scorte alimentari. Situazioni analoghe vengono segnalate nel Vibonese, dove alcuni supermercati hanno esaurito numerosi prodotti freschi.
La merce disponibile nei depositi non sempre riesce a raggiungere i negozi. I distributori devono fare i conti con collegamenti interrotti o rallentati, mentre gli operatori commerciali cercano di gestire le ultime forniture.
Le maggiori criticità riguardano gli alimenti deperibili, che richiedono trasporti frequenti e tempi di consegna rapidi. Per il momento non si parla di un’emergenza alimentare generalizzata, ma il prolungamento della protesta potrebbe aggravare la situazione.
Il caro carburante mette in crisi le imprese
Alla base della mobilitazione c’è il peso crescente delle spese necessarie per lavorare. Gli autotrasportatori denunciano costi ormai difficili da sostenere, con ripercussioni sull’intera filiera produttiva.
Anche gli agricoltori segnalano condizioni economiche sempre più complicate. Gasolio agricolo, fertilizzanti ed energia incidono pesantemente sui bilanci aziendali, mentre i prezzi riconosciuti ai produttori spesso non consentono di recuperare gli investimenti.
A queste difficoltà si aggiungono quelle della pesca e della panificazione. I pescatori lamentano l’aumento delle spese per le imbarcazioni, mentre i fornai devono affrontare rincari che interessano materie prime, elettricità e combustibili.
Il rischio è che molte piccole imprese siano costrette a ridurre la produzione o interrompere temporaneamente l’attività.
Presidi e solidarietà in diverse città calabresi
Il centro della mobilitazione resta il presidio lungo la Statale 106, nella zona di contrada Santa Lucia, a Corigliano Rossano. Qui agricoltori, autotrasportatori e pescatori continuano a chiedere provvedimenti concreti.
La protesta coinvolge anche il territorio di Rende e si allarga ad altre aree della regione. A Isola Capo Rizzuto sono scesi in strada anche i commercianti, mentre amministratori locali e rappresentanti istituzionali hanno espresso vicinanza alle categorie coinvolte.
Non manca il sostegno di studenti, associazioni e cittadini. In alcune località i ristoratori hanno raggiunto i manifestanti portando pasti caldi, un gesto di solidarietà verso chi trascorre intere giornate ai presidi.
Le iniziative proseguono in un clima di crescente preoccupazione per le conseguenze economiche.
La Regione attende risposte dal Governo
L’attenzione è rivolta al confronto previsto a Milano con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini. Tra le questioni sul tavolo figurano gli interventi economici per gli autotrasportatori e le misure necessarie a contenere i costi del settore.
Si discute anche delle risorse destinate al rinnovo dei mezzi pesanti e della possibilità di ampliare gli strumenti di sostegno alle imprese.
Le organizzazioni dei lavoratori chiedono risposte rapide, sottolineando che la crisi non riguarda soltanto il trasporto delle merci, ma coinvolge produzione, commercio e consumatori.
Senza un’intesa, i disagi potrebbero estendersi ulteriormente. Per molte attività calabresi, già alle prese con bilanci fragili, il protrarsi dei blocchi rischia di compromettere forniture, incassi e continuità lavorativa.






