La Regione Calabria ha presentato ricorso al Tribunale amministrativo regionale contro la decisione dell’Ufficio centrale per il referendum istituito presso la Corte d’Appello di Catanzaro che ha dichiarato ammissibile la consultazione popolare sulla modifica dello Statuto regionale relativa alla reintroduzione della figura dei sottosegretari alla Presidenza della Giunta.
L’azione legale, affidata all’Avvocatura regionale, punta a ottenere in via cautelare la sospensione dell’efficacia del provvedimento e, nel merito, il suo annullamento o la dichiarazione di nullità. Secondo la Regione, la decisione dell’Ufficio centrale sarebbe affetta da diversi profili di illegittimità e avrebbe consentito l’avvio del procedimento referendario in assenza dei presupposti previsti dalla normativa vigente.
Nel ricorso si sostiene che la richiesta di referendum avrebbe dovuto riguardare una legge regionale già promulgata e non una norma ancora priva di efficacia definitiva. I legali della Cittadella contestano inoltre la competenza dell’Ufficio centrale, ritenendo che la procedura sia stata attivata in violazione delle disposizioni della legge regionale che disciplina lo svolgimento dei referendum.
Un altro punto centrale del ricorso riguarda il ruolo dei sottosegretari regionali. Secondo l’Avvocatura, tali figure non possono essere considerate componenti della Giunta, ma rappresentano incarichi di supporto al presidente e all’esecutivo, privi di poteri deliberativi. Per questo motivo, la loro eventuale reintroduzione non determinerebbe una modifica sostanziale dell’assetto istituzionale della Regione tale da giustificare il ricorso allo strumento referendario.
Nel documento depositato davanti al Tar trova spazio anche una valutazione sugli effetti organizzativi ed economici della consultazione. La Regione evidenzia che l’avvio della macchina referendaria comporterebbe costi stimati in circa sette milioni di euro, oltre a un notevole impiego di personale e risorse amministrative. Proprio per evitare tali conseguenze, l’ente chiede la sospensione della procedura fino alla decisione dei giudici amministrativi.
Il ricorso si inserisce nel confronto politico tra maggioranza e opposizione sul ritorno dei sottosegretari regionali, tema che nelle ultime settimane ha alimentato un acceso dibattito istituzionale. Sarà ora il Tar della Calabria a pronunciarsi sull’istanza cautelare e successivamente sul merito della vicenda, stabilendo se il referendum potrà proseguire o se la consultazione dovrà essere sospesa in attesa della definizione del contenzioso.
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