La strada è stata finalmente sistemata, moderna e percorsa in sicurezza grazie agli interventi di riqualificazione urbana che hanno interessato il tratto dell’ex Statale 106 tra le frazioni di Cantinella e Mezzofato, nel tratto che unisce San Mauro al bivio municipale. Eppure, proprio al di sotto del nuovo manto stradale e del marciapiede, si è consumata l’ennesima occasione mancata per la valorizzazione del patrimonio culturale locale.
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I ritrovamenti: Sotto la coltre d’asfalto e pietrisco giace un articolato complesso murario emerso nel dicembre scorso durante gli scavi, accompagnato da sepolture con scheletri umani, frammenti ceramici e resti di anfore.
La datazione: Esperti e Soprintendenza hanno inquadrato il sito attorno al IV secolo dopo Cristo, facendone risalire l’origine tra l’età tardo-repubblicana e i primi secoli dell’impero.
L’ipotesi insediativa: Non semplici elementi marginali, ma gli indizi concreti di una villa rurale o di un vicus, un insediamento a presidio degli assi viari attorno all’antica città romana di Copiae, in un’area già nota per la vicinanza a Favella della Corte e alle necropoli storiche.
Le promesse di gennaio e la realtà a cantiere chiuso
Nel gennaio scorso, al termine di un sopralluogo congiunto tra amministratori comunali e funzionari della Soprintendenza, era stata annunciata la volontà di coniugare le opere pubbliche con la valorizzazione dei reperti, garantendone la visibilità e la fruibilità pubblica.
La realtà a cantiere ultimato si è rivelata ben diversa: le strutture murarie e le sepolture sono state interamente sotterrate, prive di coperture trasparenti o soluzioni espositive. Nell’area del ritrovamento manca persino un pannello didattico o un cartello informativo che ricordi ai passanti la ricchezza storica custodita a pochi centimetri dai loro piedi, trasformando un potenziale punto di forza in una nuova sepoltura per la memoria del territorio.






