Riaprire il Tribunale di Corigliano Rossano, le Proloco con Rapani: no allo spreco a Castrovillari

Le Proloco di Corigliano Rossano, guidate rispettivamente da Valeria Capalbo e Federico Smurra, scendono in campo a favore della riapertura del Tribunale di Corigliano Rossano. In una nota congiunta, i rappresentanti delle due realtà associative esprimono «pieno sostegno all’impegno del senatore Ernesto Rapani» e chiedono «unità politica e territoriale su un tema che riguarda il diritto dei cittadini ad avere giustizia nel proprio comprensorio». «Non possiamo permetterci ulteriori divisioni – sottolineano – su un tema che riguarda la dignità e i diritti della nostra comunità. Serve coesione, serve una voce sola per ottenere un risultato che è di tutti». Al centro della presa di posizione anche la questione economica: «Parlare oggi di un ampliamento del Tribunale di Castrovillari, con una spesa di circa 15 milioni di euro, è un’ipotesi che definiremmo irresponsabile. Si tratterebbe di un intervento inutile, se si considera che il Tribunale di Corigliano Rossano può essere riaperto a costo zero per lo Stato». L’edificio ex sede del palazzo di giustizia è già disponibile: «L’immobile è nelle condizioni per essere riutilizzato e messo immediatamente a disposizione del ministero. In questo modo si eviterebbero anche i costi e i disagi legati allo spostamento quotidiano di personale della polizia giudiziaria e penitenziaria, di testimoni, avvocati e cittadini da e per Castrovillari, dove peraltro i mezzi pubblici non garantiscono un collegamento adeguato». Le due Proloco sottolineano come «non sia solo una questione di risparmio», ma anche di funzionalità e buon senso. «Sostenere l’ipotesi Castrovillari vuol dire perseverare in un errore già commesso in passato: uno spreco di risorse pubbliche, mentre a Corigliano Rossano ci sono locali pronti e una popolazione che chiede risposte». Infine, l’appello finale: «Invitiamo tutte le forze politiche del territorio, di ogni orientamento, a trovare una sintesi vera su questo punto. Basta battaglie personali o giochi di parte. La giustizia deve tornare in casa nostra. La situazione della criminalità, delle sparatorie e degli episodi recenti ci impone lucidità e determinazione. Non possiamo sapere cosa riserverà il futuro, ma sappiamo cosa possiamo fare oggi: batterci insieme per un presidio di legalità nel cuore della Sibaritide».

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