Il Governo accelera sulla riforma dei medici di famiglia con l’obiettivo di riorganizzare l’assistenza sanitaria territoriale e rafforzare il ruolo delle Case di comunità. Una prima bozza del provvedimento è stata presentata alle Regioni dal ministro della Salute Orazio Schillaci nell’ambito del confronto avviato per definire il nuovo modello organizzativo.
La riforma punta a rendere i medici di medicina generale parte integrante delle strutture territoriali previste dal nuovo sistema sanitario, così da alleggerire la pressione sui Pronto soccorso e garantire servizi più vicini ai cittadini. Tra le ipotesi al centro della discussione c’è il cosiddetto “doppio canale”, che consentirebbe ai medici di scegliere tra il rapporto convenzionato tradizionale e la dipendenza dal Servizio sanitario nazionale per operare all’interno delle Case di comunità.
Il ministro Schillaci ha ribadito che il testo definitivo è ancora in fase di elaborazione insieme alle Regioni e che il confronto proseguirà anche con le organizzazioni di categoria. Secondo il titolare della Salute, la figura del medico di famiglia non verrebbe ridimensionata, ma inserita in un sistema più moderno e strutturato.
La proposta ha però incontrato le perplessità della Federazione italiana medici di medicina generale. La Fimmg ha espresso contrarietà rispetto ad alcune ipotesi contenute nella riforma e ha annunciato possibili iniziative legali qualora il progetto dovesse modificare in maniera sostanziale l’attuale assetto della professione.
L’obiettivo del Governo resta quello di rafforzare la medicina territoriale e migliorare l’assistenza sanitaria di prossimità.
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