Sanità, AVS davanti al Giannettasio: «Basta piano di rientro, Calabria senza cure»

 Stamattina davanti all’ospedale “Nicola Giannettasio” di Rossano si è svolto un sit-in promosso da Alleanza Verdi Sinistra per denunciare le difficoltà del sistema sanitario calabrese e richiamare l’attenzione su una situazione che, secondo i promotori, continua a peggiorare. L’iniziativa rientra in un tour regionale che sta toccando diversi presidi ospedalieri della Calabria, con l’obiettivo di portare la questione sanità al centro del dibattito politico e istituzionale. Al presidio di Rossano hanno partecipato esponenti di AVS, amministratori locali e rappresentanti politici del territorio. A spiegare le ragioni della mobilitazione è stato Giuseppe Campana, coportavoce regionale di Europa Verde, che ha ribadito come la protesta non sia limitata alla città di Corigliano-Rossano ma voglia essere un segnale esteso a tutta la regione. «Non solo qui all’ospedale di Rossano, saremo domani a quello di Corigliano, siamo stati a Cariati, siamo stati a Catanzaro, saremo in tutta la regione per chiedere l’uscita da questo famoso piano di rientro che dura da 16 anni e che ha portato la Calabria e i calabresi a non potersi più curare», ha affermato. Secondo Campana la mobilitazione punta a coinvolgere i cittadini e a costruire una vertenza capace di arrivare ai livelli nazionali. «Stiamo cercando di fare una grande mobilitazione che possa arrivare fino a Roma per chiedere una legge speciale per l’azzeramento del debito pubblico della sanità calabrese», ha dichiarato, sottolineando che il problema non può essere risolto soltanto a livello locale. «Vogliamo portare questa vertenza a Roma, ai nostri deputati nazionali, perché la sanità calabrese non può rimanere qualcosa legata qui nelle stanze calabresi», ha aggiunto.

Più articolato l’intervento di Fernando Pignataro, segretario regionale di Sinistra Italiana, che ha parlato apertamente di un sistema sanitario allo stremo. «Continuiamo questo nostro viaggio nella mala sanità calabrese, negli ospedali depotenziati, negli ospedali senza personale», ha detto, collegando la crisi ospedaliera a una rete territoriale che non riesce più a garantire servizi essenziali. Pignataro ha ricordato come, in molte aree, manchi la medicina di prossimità e siano ridotti anche i presidi di continuità assistenziale. «È l’ultima tappa di un pellegrinaggio che va dai territori dove manca la medicina territoriale, dove addirittura non ci sono le guardie mediche», ha denunciato, definendo la situazione «al collasso». Al centro delle richieste politiche, la necessità di misure straordinarie. «Abbiamo questa sanità allo sbando, c’è un piano di rientro che praticamente blocca assunzioni e individuazione delle zone svantaggiate, c’è la negazione del diritto alla salute», ha sostenuto. La proposta annunciata da AVS prevede una conferenza stampa nazionale alla Camera dei Deputati con la presenza dei leader Bonelli e Fratoianni. «Chiederemo al Governo la decretazione dello stato di emergenza sanitaria in Calabria e lo scorporo del piano di rientro dal bilancio regionale», ha spiegato. Nel suo intervento Pignataro ha posto l’accento anche sul rischio di una sanità sempre più sbilanciata verso il privato. «Crediamo che ci sia una scelta complessiva di impoverire la sanità pubblica a vantaggio di quella privata», ha affermato. «Rischiamo un’ideologia come quella americana in cui chi ha i soldi si cura e chi non ha i soldi rinuncia a curarsi», ha aggiunto, sostenendo che già oggi in Calabria si registrano segnali in questa direzione. Il dirigente di Sinistra Italiana ha inoltre richiamato un dato che, a suo dire, non può essere ignorato nella programmazione sanitaria regionale: «La Calabria ha il primato dei malati cronici», ha dichiarato, sottolineando quindi l’esigenza di un sistema capace di garantire continuità di assistenza. Sull’assetto organizzativo, Pignataro ha espresso un giudizio prudente ma non negativo rispetto alla governance unica, dopo la doppia nomina di De Salazar a commissario dell’Asp e dell’azienda ospedaliera. «L’idea di mettere tutto sotto un’unica governance non credo sia una strategia sbagliata», ha detto, spiegando che una gestione unitaria potrebbe consentire «interventi più incisivi e programmati», purché vi siano capacità e strumenti adeguati.

Al sit-in era presente anche il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, presidente della Conferenza dei sindaci, che ha parlato di un peggioramento evidente negli ultimi anni. «Una sanità peggiorata drammaticamente negli ultimi anni di commissariamento», ha dichiarato, sostenendo che i presidi ospedalieri risponderebbero «a un preciso disegno di accentramento e di smantellamento», soprattutto per quanto riguarda gli ospedali spoke. Stasi ha posto l’attenzione anche sul futuro ospedale della Sibaritide, ricordando che la recente revisione progettuale avrebbe comportato tagli rilevanti. «Si è visto tagliato la medicina nucleare, le emodinamiche», ha denunciato, collegando la questione alla preoccupazione per una possibile riduzione dei servizi sul territorio. Sul ruolo della Conferenza dei sindaci, Stasi ha evidenziato che l’organismo può esprimere indirizzi e pareri, ma senza potere vincolante. «Spesso abbiamo espresso pareri negativi nei confronti degli atti sanitari, ma ovviamente un ruolo facoltativo», ha spiegato, sottolineando come adesso sia necessario un passaggio più politico e di mobilitazione. «O si cambia rotta oppure è necessaria una mobilitazione», ha concluso. A sostegno della protesta è intervenuta anche la consigliera regionale Elisa Scutellà, che ha richiamato le promesse non mantenute sul commissariamento. «In campagna elettorale Occhiuto diceva che ci sarebbe stata un’uscita dal commissariamento, ma ancora questo non è accaduto», ha affermato, aggiungendo che la Calabria ha bisogno di «risposte concrete e dirette» e non di scelte politiche lontane dai problemi quotidiani. Il tour di Alleanza Verdi Sinistra proseguirà domani con un nuovo sit-in davanti all’ospedale “Compagna” di Corigliano, mentre i promotori ribadiscono la necessità di tenere alta l’attenzione e coinvolgere cittadini e istituzioni in una battaglia che riguarda il diritto alla salute.

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