Dopo anni di gestione straordinaria, la sanità calabrese torna sotto il controllo diretto della Regione. È arrivata da Roma la delibera che sancisce ufficialmente la fine del commissariamento, segnando un passaggio atteso da tempo e considerato decisivo per il futuro del sistema sanitario.
L’atto, formalizzato nelle scorse settimane, consente alla Calabria di riacquisire pienamente le proprie competenze in materia sanitaria. Un cambiamento che apre una fase nuova, nella quale la programmazione e le scelte operative torneranno a essere gestite in autonomia dalla Giunta regionale.
Al centro dell’attenzione c’è ora il nuovo Piano di rientro, che dovrà essere rinegoziato con i Ministeri dell’Economia e della Salute. Tra gli obiettivi indicati figurano il raggiungimento dell’equilibrio di bilancio entro il triennio previsto e il miglioramento dei livelli di assistenza, con particolare attenzione alla prevenzione e ai servizi territoriali.
Il ritorno alla gestione ordinaria permetterà anche una maggiore autonomia nelle assunzioni del personale sanitario, tema da tempo al centro del dibattito regionale. Una leva ritenuta essenziale per rafforzare ospedali e strutture sanitarie, spesso alle prese con carenze di organico.
Restano però aperte alcune questioni importanti. Tra queste, la realizzazione dei nuovi ospedali previsti in diverse aree della Calabria, oltre agli interventi legati alla sanità territoriale finanziati con le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Progetti che dovranno rispettare tempi stringenti per non perdere i finanziamenti.
La fine del commissariamento rappresenta dunque un passaggio significativo, ma non conclusivo. Il sistema sanitario regionale è chiamato ora a dimostrare capacità di gestione, efficienza e risposta ai bisogni dei cittadini.
La sfida sarà quella di trasformare questa nuova fase in un’occasione concreta di miglioramento, con servizi più accessibili e una maggiore qualità dell’assistenza.
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