Sanità, l’Osservatorio permanente chiede chiarezza: “Spostamenti incomprensibili in attesa del nuovo ospedale” |VIDEO

CORIGLIANO-ROSSANO – Preoccupazione e richiesta di trasparenza al centro della riunione dell’Osservatorio permanente per la sanità, che si è svolta a Corigliano-Rossano, in un momento delicato per l’organizzazione dei servizi sanitari sul territorio.

A far discutere sono soprattutto i recenti trasferimenti di reparti tra i presidi ospedalieri cittadini, decisioni che – secondo quanto emerso – risultano poco comprensibili ai cittadini.

«Negli ultimi tempi stiamo assistendo a movimenti strani in materia di sanità – ha dichiarato uno dei componenti dell’Osservatorio – con spostamenti di reparti da un presidio all’altro senza che si riesca a comprendere la logica di queste scelte, soprattutto in una fase in cui tutti attendono l’apertura del nuovo ospedale della Sibaritide».

Timori per il diritto alla salute

L’Osservatorio evidenzia un clima di forte preoccupazione, legato alla tutela di un diritto fondamentale come quello all’assistenza sanitaria.

«Avvertiamo un grande timore – è stato sottolineato – perché si tratta di garantire ai cittadini servizi adeguati. Dalle dichiarazioni pubbliche dei rappresentanti politici si è parlato di un’apertura del nuovo ospedale entro il 31 ottobre o, al massimo, nei primi mesi del 2027. Tuttavia, non è chiaro perché, proprio a ridosso di questa scadenza, si stiano attuando questi trasferimenti».

Un piano vecchio di oltre dieci anni

Secondo l’Osservatorio, gli spostamenti farebbero riferimento a un modello organizzativo risalente a oltre dieci anni fa, il cosiddetto “piano Scura”, elaborato quando Corigliano e Rossano erano ancora due comuni distinti.

Quel piano prevedeva la creazione di un polo chirurgico a Rossano e di un polo medico a Corigliano. «All’epoca poteva avere una sua logica – spiegano – ma oggi il contesto è completamente cambiato: esiste un unico Comune, nato nel 2018, e soprattutto è in fase avanzata la realizzazione del nuovo ospedale».

Dubbi sui tempi del nuovo ospedale

Al centro del dibattito anche le incertezze legate all’apertura della nuova struttura sanitaria.

«Chiediamo chiarezza sui tempi reali – prosegue l’Osservatorio – perché non c’è trasparenza sufficiente. Dai riscontri che abbiamo, restano criticità legate ai sottoservizi e alle infrastrutture, come la viabilità di collegamento. Senza questi elementi, l’ospedale non potrà essere pienamente funzionale».

Da qui il timore che l’apertura possa slittare: «Ci auguriamo si tratti di pochi mesi, ma potrebbero volerci anche anni».

La richiesta: servizi e partecipazione

In questo scenario, gli spostamenti dei reparti potrebbero avere una loro logica solo come soluzione temporanea, ma l’Osservatorio chiede un confronto chiaro con le istituzioni.

«Non chiediamo un ospedale sotto casa – viene precisato – ma servizi efficienti. E quando si parla di sanità bisogna guardare anche all’assistenza territoriale, alle case di comunità e a un sistema più ampio».

Infine, un appello alla cittadinanza: «Serve maggiore partecipazione. Se oggi ci troviamo in questa situazione è anche perché manca una mobilitazione civica forte. La salute è un diritto fondamentale e va difesa con il contributo di tutti».

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