Sanità nel territorio ionico, la Cgil denuncia ritardi e scelte senza risposte

 Dal trasferimento del punto nascita al nuovo ospedale: chieste spiegazioni e incontro con istituzioni per fare chiarezza


La Cgil Pollino Sibaritide Tirreno lancia un allarme sullo stato dei servizi sanitari nel territorio ionico e del Pollino. Il sindacato, attraverso il segretario generale Andrea Ferrone, chiede un intervento delle istituzioni per chiarire una serie di criticità che da mesi restano senza risposta.

Al centro della denuncia c’è la vicenda del trasferimento del punto nascita dallo Spoke di Corigliano a quello di Rossano. Una decisione che, secondo la Cgil, rappresenta solo una parte di un quadro più ampio di disorganizzazione. Sul provvedimento, costato circa 1,6 milioni di euro, si sono registrati passaggi contraddittori, culminati con le dimissioni della dottoressa Bernardo dal ruolo di referente sanitaria dell’Asp di Cosenza.

«Ad oggi nessuna spiegazione è stata fornita alla popolazione», sottolinea il sindacato, evidenziando il silenzio della politica regionale su una questione che da tempo alimenta preoccupazioni tra i cittadini.

Dubbi vengono sollevati anche sul nuovo ospedale della Sibaritide. Secondo quanto riferito dalla ditta ai rappresentanti sindacali, i lavori avrebbero raggiunto il 75 per cento. Restano però interrogativi sui tempi effettivi di completamento e sulla realizzazione dei sottoservizi necessari al funzionamento della struttura.

La Cgil richiama inoltre l’attenzione sulle difficoltà diffuse nei presidi territoriali, citando tra gli esempi il caso delle guardie mediche, come a Longobucco, e una generale carenza di personale e risorse.

«È arrivato il momento di fare luce su alcuni punti critici e rassicurare la popolazione», afferma Ferrone, chiedendo un incontro con il presidente della Regione Roberto Occhiuto, le istituzioni locali e le parti sociali.

Per il sindacato, la sanità calabrese non può essere oggetto di decisioni poco chiare: «È un tema troppo delicato per essere trattato in questo modo». Da qui l’appello a un confronto immediato, ritenuto sempre più urgente alla luce delle condizioni attuali.

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