Spopolamento in Calabria è emergenza: primato nazionale per emigrazione interna e fuga verso il Centro-Nord

di Antonio Caruso
Il nuovo report dell’Istat fotografa una regione in forte sofferenza demografica: il tasso migratorio interno crolla a -3,8 per mille e si registrano quasi 8 partenze ogni mille abitanti dirette verso le regioni settentrionali e centrali.
La Calabria si conferma al centro della crisi demografica e migratorio-territoriale del Mezzogiorno. È quanto emerge impietosamente dall’ultimo report pubblicato dall’Istat sulle Migrazioni interne e internazionali della popolazione residente. Se a livello nazionale si registra una generale ripresa della mobilità tra Comuni (1 milione e 455mila trasferimenti, in aumento del 5,1% rispetto all’anno precedente) e un netto calo degli espatri verso l’estero, la situazione calabrese evidenzia ferite profonde e squilibri strutturali che continuano a impoverire il tessuto sociale ed economico della regione.
Il primato negativo della mobilità interna: quasi 8 partenze su mille verso il Centro-Nord
Analizzando i dati relativi ai trasferimenti di residenza all’interno del Paese, il Mezzogiorno mostra una dinamica cronicamente sfavorevole, con saldi migratori interni negativi sia nel Sud (-2,6 per mille) sia nelle Isole (-1,8 per mille). Tuttavia, è la Calabria a registrare una delle situazioni più critiche d’Italia.
Il tasso migratorio interno calabrese si attesta infatti a -3,8 per mille residenti, un dato allarmante superato in negativo solo dalla Basilicata (-5,5 per mille). Ancora più emblematico è l’indicatore dell’emigratorietà verso le altre regioni: tra i territori del Mezzogiorno, il primato spetta proprio alla Calabria, da cui partono quasi otto individui su mille residenti (7,8 per mille) alla volta del Centro-Nord.
Emigrazione all’estero: tassi elevati e perdita di capitale umano
Accanto ai flussi interni verso le aree economicamente più attrattive del Paese, la Calabria mantiene una forte propensione all’espatrio anche oltre i confini nazionali. Secondo i dati diffusi dall’Istat, a fronte di una riduzione generale degli espatri dei cittadini italiani a livello nazionale (scesi a 109mila unità, -22,7%), la Calabria figura tra le regioni meridionali con i tassi di emigratorietà verso l’estero più elevati, registrando circa tre cittadini partiti per l’estero ogni mille residenti (al pari del Molise).
Il divario nazionale e lo scenario futuro
I dati calabresi si inseriscono in un quadro nazionale in cui il Nord continua a fare da magnete: l’Emilia-Romagna, ad esempio, guida la classifica delle regioni più attrattive con un tasso migratorio interno positivo di +2,1 per mille. Nel complesso, il Mezzogiorno ha perso circa 45mila residenti netti in un solo anno a favore del Centro-Nord, alimentando un circolo vizioso di perdita demografica e di competenze qualificate.
La fotografia scattata dall’Istat impone una riflessione urgente sulle politiche di coesione territoriale, di sviluppo economico e di investimento sui giovani, elementi chiave per invertire una rotta che vede la Calabria costantemente capofila nei flussi in uscita.

Articoli correlati: