Statale 106, lavori oltre l’80%: attesa per lo svincolo nord di Trebisacce

Il progetto del nuovo accesso è all’esame dell’Anas nazionale. Il completamento del Terzo Megalotto punta a ridurre i tempi di viaggio tra Sibari e Roseto Capo Spulico.

Il Terzo Megalotto della statale 106 ha superato l’80% di completamento, mentre resta da definire l’inserimento dello svincolo nord di Trebisacce. Il nuovo accesso si aggiungerebbe ai quattro già previsti dal progetto originario e consentirebbe l’ingresso e l’uscita dalla strada in direzione di Taranto.

Il progetto, elaborato da Sirjo-Webuild, è passato dalla struttura territoriale dell’Anas Calabria a quella nazionale. Si attende ora il suo inserimento nel nuovo Piano delle opere. Secondo quanto riportato, lo studio di fattibilità tecnico-economica è pronto; il passaggio successivo riguarda il via libera e la programmazione dell’intervento.

Lo svincolo è stato individuato nell’area compresa tra i viadotti Pagliara e Canale Monaco. La soluzione risponde alla richiesta di realizzare un accesso completo sul lato nord di Trebisacce: il progetto attuale prevede infatti un semisvincolo con entrata verso sud e uscita verso nord, vicino allo sbocco meridionale della galleria più a nord.

Per affrontare la questione è previsto un incontro a Catanzaro tra il sindaco Franco Mundo e il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini aveva già definito legittima la richiesta del nuovo svincolo.

Intanto, lungo i 38 chilometri del Terzo Megalotto, da Roseto Capo Spulico a Sibari, quasi 18 chilometri risultano prossimi al completamento. Proseguono gli interventi sui 15 viadotti e sulle 14 gallerie che compongono il tracciato.

La conclusione dell’opera dovrebbe portare il tempo di percorrenza tra Sibari e Roseto Capo Spulico dagli attuali 36 minuti a circa 20, migliorando anche la sicurezza degli spostamenti lungo la fascia ionica.

L’avanzamento dei lavori arriva dopo ritardi legati anche all’aumento dei costi dei materiali. Il cantiere ha coinvolto centinaia di tecnici e operai del territorio, con ricadute sull’occupazione e sulle attività dell’indotto. Per Trebisacce, il passaggio ancora da risolvere riguarda soprattutto il nuovo accesso nord e il suo inserimento nella programmazione dell’Anas.

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