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	<title>citta di rossano Archivi - Informazione e Comunicazione</title>
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	<description>News, Editoria e Servizi</description>
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		<title>La sinagoga di Rossano, racconto di Martino A. Rizzo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Informazione &#38; Comunicazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Oct 2023 12:06:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi e Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[bios di san nilo]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa di San Nicola della Comitia]]></category>
		<category><![CDATA[citta di rossano]]></category>
		<category><![CDATA[comunità ebraica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se si visita Pitigliano, nel grossetano, si può ammirare, ben conservato, il quartiere ebraico, vicino a una porta della città, con la sinagoga, i locali per il bagno mikveh, la cantina kasher, la stanza della conceria e tintoria, il forno delle azzime, il macello. A Rossano invece l’antico quartiere ebraico è andato distrutto a causa [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-133757" src="https://www.informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/10/1.jpg" alt="" width="1396" height="1336" /></p>
<p>Se si visita Pitigliano, nel grossetano, si può ammirare, ben conservato, il quartiere ebraico, vicino a una porta della città, con la sinagoga, i locali per il bagno <em>mikveh</em>, la cantina kasher, la stanza della conceria e tintoria, il forno delle azzime, il macello.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-133759" src="https://www.informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/10/2-2-scaled.jpg" alt="" width="2352" height="2560" /></p>
<p>A Rossano invece l’antico quartiere ebraico è andato distrutto a causa di eventi sismici e dell’azione umana che nel tempo hanno trasformato il tessuto urbano e pertanto per raffigurarcelo non possiamo che affidarci alle ricostruzioni e alle descrizioni fatte dagli studiosi che si sono occupati della storia di Rossano.</p>
<p>Degli ebrei di Rossano si parla innanzitutto nel Bios di San Nilo, del X secolo, grazie ai rapporti che il Santo intratteneva con Shabbatai Donnolo, scienziato e medico di religione ebraica suo contemporaneo, e poi in alcuni rogiti notarili del XVI e XVII secolo mentre l’unica testimonianza dell’antico quartiere ancora tangibile è la Porta Giudecca, situata nei pressi del Liceo Classico, Porta che pertanto andrebbe conservata e ben mantenuta in quanto unica rappresentazione concreta di un capitolo importante della storia cittadina. Infatti secondo alcuni la comunità ebraica di Rossano, verso la fine del XV secolo, arrivava a contare circa sedicimila persone. Ma pur considerando questo numero assolutamente sovrastimato è comunque indicativo che la stessa fosse molto numerosa.</p>
<p>In tempi recenti uno studio approfondito della Giudecca è stato realizzato da Franco Joele Pace che all’argomento ha dedicato anni di ricerca e di approfondimenti scrivendo in proposito vari articoli e pubblicando nel 2022 un libro dal titolo “<em>La Judeca di Rossano al tempo di Shabbatai Donnolo e di San Nilo Juniore (sec. X)</em>” che in apertura si pregia di una nota di Anna Quarzi, presidente dell’Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara, e di una prefazione di Amedeo Spagnoletto direttore del Museo Nazionale dell’ebraismo italiano e della Shoah Meis di Ferrara. E da tali pubblicazioni sono ricavate le notizie utilizzate per scrivere quest’articolo.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-133760" src="https://www.informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/10/3-1-scaled.jpg" alt="" width="1872" height="2560" /></p>
<p>Da profani della materia ma curiosi della storia cittadina il primo quesito che viene spontaneo porsi, parlando della comunità ebraica rossanese, verte sul luogo dove si trovava la sinagoga. Prima di arrivare però a tentare di rispondere a questa domanda “insidiosa” risulta utile iniziare a definire i confini del quartiere ebraico dell’epoca che non poteva che essere collegato al centro cittadino, pur dovendosi trovare in una situazione di “emarginazione religiosa”, alla quale era costretta la comunità israelita, e di una “emarginazione ambientale” in quanto gli ebrei realizzavano la tintoria dei panni e la conceria delle pelli, dalle quali ricavavano le pergamene, il cui trattamento provocava odori nauseanti. Nelle vicinanze di Porta Giudecca esisteva l’avvallamento di Catiniti con le sue sorgenti (a solo scopo indicativo immaginabile tra la curva di via XX settembre e via Catiniti), che il de Rosis chiama “fonte di acqua perenne”, che servivano appunto per queste lavorazioni. Nella parte bassa della Città, a ricordo dell’antica lavorazione, esiste tutt’ora la “Via Conceria”.</p>
<p>La comunità ebraica doveva comunque trovarsi non lontana dal vescovato in quanto tra il decimo e dodicesimo secolo era passata sotto la supervisione e il controllo dell’autorità religiosa della Città che provvedeva anche a riscuotere i tributi che incassava la Curia.</p>
<p>Secondo lo storico Henri Brese alla comunità ebraica per potersi dire tale necessitavano &#8211; come si è visto in apertura con Pitigliano &#8211; la sinagoga, il bagno, il mattatoio e il cimitero che doveva essere fuori dalle mura cittadine, con una porta per l’accesso.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-133761" src="https://www.informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/10/4-scaled.jpg" alt="" width="2357" height="2560" /></p>
<p>A Rossano la Porta per fortuna ancora c’è ed è quindi facile presumere che il quartiere ebraico si estendesse dalla Porta Giudecca a salire, in direzione della Cattedrale. Un ulteriore indizio, marginale ma che comunque si vuole segnalare, è rappresentato dalla circostanza che in quest’ambito &#8211; a metà strada tra la Cattedrale e la Porta Giudecca &#8211; risiedeva anche la nobile famiglia De Russis di origine ebraica. L’affermazione dello storico Brese, riportata da Joele Pace, è assolutamente in linea con l’esempio di Pitigliano e aiuta a escludere dalla probabile localizzazione della sinagoga ipotesi di luoghi distanti da Porta Giudecca mentre bisogna considerare che ci fu un tempo in cui l’antico monastero delle clarisse, che data inizio XVI secolo, per intendersi il grande complesso che va dal Liceo Classico all’ex Scuola Elementare di Santa Chiara, non esisteva e non a caso venne realizzato dopo l’espulsione degli ebrei da Rossano.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-133762" src="https://www.informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/10/5-1.jpg" alt="" width="1763" height="2049" /></p>
<p>Ed è proprio su questa vasta area che, insieme a delle abitazioni, si trovava la sinagoga che quando gli ebrei furono espulsi, tra il XV e XVI secolo, venne trasformata nella chiesa di San Nicola della Comitia (da non confondere con le chiese di San Nicola all’Olivo, San Nicola al Vallone e San Nicola la Placa) e successivamente inglobata nel costruendo convento delle clarisse. La Comitia era la “piazza piccola” cittadina che era situata proprio in quest’area, come da rogiti notarili del XVI secolo, dove si ritiene appunto che la sinagoga fosse collocata. Per precisione esisteva anche una “piazza grande” che comprendeva all’incirca l’odierna Piazza del Popolo e la cosiddetta Piazzetta.</p>
<p>Il testo di Franco Joele è uno scrigno dal quale si possono estrarre mille notizie e tanti particolari sull’ebraismo rossanese e questo articoletto ne ha utilizzato indegnamente solo pochissimi elementi comunque utili per tentare di farsi un’idea sulla collocazione topografica di quel particolare mondo cittadino oggi scomparso.</p>
<p><strong>Martino A. Rizzo </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>I racconti di Martino A. Rizzo. Ogni mercoledì su I&amp;C</strong></p>
<p>Martino Antonio Rizzo è un grande curioso di storie e avvenimenti rossanesi,</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-60746 alignleft" src="https://www.informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG-20200414-WA0010.jpg" alt="" width="153" height="135" srcset="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG-20200414-WA0010.jpg 553w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG-20200414-WA0010-300x265.jpg 300w" sizes="(max-width: 153px) 100vw, 153px" /></p>
<p>coriglianesi e più in generale calabresi e gli articoli che prepara per Informazione &amp; Comunicazione</p>
<p>non sono altro che il risultato delle ricerche utili a soddisfare queste sue curiosità.</p>
<p>Frutto di tale attività è stata anche la realizzazione del sito</p>
<p><a href="http://www.AnticaBibliotecaCoriglianoRossano.it">www.AnticaBibliotecaCoriglianoRossano.it</a> che ormai si è meritato un posto di rilevo</p>
<p>tra i siti contenenti libri, articoli e fotografie sulla Calabria, tutti liberamente scaricabili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Rossano narrata nel 1796, racconto di Martino A. Rizzo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Informazione &#38; Comunicazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Apr 2023 12:00:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi e Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/04/1-1-150x150.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/04/1-1-150x150.jpg 150w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/04/1-1-80x80.jpg 80w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/04/1-1-320x320.jpg 320w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/04/1-1-45x45.jpg 45w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p>«Città Arcivescovile nella Provincia di Cosenza, situata sopra un&#8217;alta collina sassosa cinta da profondi precipizi, d&#8217;aria salubre nella distanza di tre miglia dal Mar Jonio di quaranta dalla Città di Cosenza, e sotto il grado quarantesimo in circa di latitudine settentrionale e trentesimo quarto e minuti trenta di longitudine, che si appartiene con titolo di [&#8230;]</p>
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<p>«Città Arcivescovile nella Provincia di Cosenza, situata sopra un&#8217;alta collina sassosa cinta da profondi precipizi, d&#8217;aria salubre nella distanza di tre miglia dal Mar Jonio di quaranta dalla Città di Cosenza, e sotto il grado quarantesimo in circa di latitudine settentrionale e trentesimo quarto e minuti trenta di longitudine, che si appartiene con titolo di Principato alla Famiglia Borghese di Roma. Questa Città, secondo lo Scrittore Gabriele Barrio, riconosce per suoi primi fondatori gli Enotri. Secondo poi Procopio ella fu edificata da&#8217; Romani, i quali vi dedussero una Colonia. Decaduto l&#8217;Imperia Romano, la Città di Rossano soggiacque alla comune sciagura di tutte le Città d&#8217;Italia, allorché Totila Re de&#8217; Goti la prese per assalto, e troncò le mani, ed i virili al Comandante della Fortezza, per non essersi prima arreso, siccome avea pattuito. Finalmente dopo d&#8217;essere stata signoreggiata da varie illustri Famiglie, quali furono Marzano, Aldobrandino, passò alla Casa Borghese, la quale seguita ad esserne in possesso. Si ammirano in questa Città un sontuoso Duomo tutto vestito di finissimi marmi (quindi già nel 1796 la Cattedrale era sontuosa e ricca di marmi), il quale viene ufiziato da ventiquattro Canonici; quattordici Parrocchie di mediocre struttura (San Domenico, San Bernardino, San Nilo, Santa Maria della Rocca, San Pietro, San Biagio, San Martino, San Giovanni di Dio, San Giacomo, Santa Trinità in Piazza Steri, San Marco, San Michele Arcangelo di Codigno, …? ); due Monisteri di Monache di clausura (Santa Chiara e Santa Maria Maddalena in Piazza Santi Anargiri); sette Conventi di Regolari, il primo de&#8217; Padri Basiliani nella distanza di due miglia in circa dalla Città (il Patire), il secondo de&#8217; Domenicani (San Domenico), il terzo di San Giovanni di Dio (all’Annunziata), il quarto de&#8217; Minimi di San Francesco da Paola (il Seminario), il quinto de&#8217; Conventuali (Sant’Antonio), il sesto de&#8217; Riformati (San Bernardino), ed il settimo de’ Cappuccini (Santa Maria di Costantinopoli ex Ospedale); quattro Confraternite Laicali sotto i titoli dell&#8217;Annunciata (a Celadi), del Rosario (a San Domenico), della Vergine de&#8217; Sette Dolori (Addolorata), e di San Marco Evangelista (a San Marco); uno Spedalo per ricovero degl&#8217; infermi poveri (in Piazza Steri a fianco della Chiesa della Santa Trinità .. ?); due Monti di Pietà per varie Opere pie; un Sedile con distinzione di Ceto (il Consiglio Comunale dell’epoca dove sedevano i nobili e gli onorati); vari sontuosi edifizi; ed un Seminario Diocesano capace di molti Alunni, e fornito di tutte le scienze necessarie all&#8217;istruzione della gioventù. Le produzioni del suo territorio sono grani, legumi, frutti, vini, oli, gelsi per seta, pascoli per greggi; e ne&#8217; suoi contorni vi sono varie erbe medicinali, le principali delle quali sono il dittamo, l&#8217;anonide, il centauro, l&#8217;oleandro, il zafferano selvatico, la manna, ed il terebinto.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-125120" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/04/2-Pacichelli.jpg" alt="" width="1372" height="1068" srcset="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/04/2-Pacichelli.jpg 1372w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/04/2-Pacichelli-385x300.jpg 385w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/04/2-Pacichelli-1024x797.jpg 1024w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/04/2-Pacichelli-768x598.jpg 768w" sizes="(max-width: 1372px) 100vw, 1372px" /></p>
<p>La sua popolazione ascende a settemila e duecento sotto la cura spirituale del Capitolo e di vari Parrochi.</p>
<p>Questa stessa Città vanta d&#8217;essere stata patria di San Nilo Abate dell&#8217;Ordine di San Basilio, del Pontefice Giovanni VII, il quale fiorì nella fine del settimo Secolo, e principio dell&#8217;ottavo; del Filosofo, e Medico Mario Paramato (che pubblicò i trattati “De angina pectoris” e il “De potu frigido” che presentava un efficace farmaco antinefritico: «Multi a dolore nefritico liberati sunt potione aqua gelida»); del Giureconsulto Leonardo de Amarellis; e del Poeta Angelo Greco.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-125121" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/04/3-Rossano-alla-fine-del-500-De-Benedetto.jpg" alt="" width="960" height="662" srcset="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/04/3-Rossano-alla-fine-del-500-De-Benedetto.jpg 960w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/04/3-Rossano-alla-fine-del-500-De-Benedetto-435x300.jpg 435w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/04/3-Rossano-alla-fine-del-500-De-Benedetto-768x530.jpg 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p>In questa stessa Città vi è stata un&#8217;Accademia rinomata sotto il titolo degli Spensierati, e della quale fa lodevole menzione il Gimma nella sua Opera degli uomini illustri, in cui rapporta d&#8217;essere stato il Principe di essa Accademia Cammillo Toscano verso la fine del XV. Secolo. Questo Patrizio di Rossano ha lasciati molti Manuscritti, i quali tra poco si daranno alla luce dal suo discendente Giuseppe Toscano noto nella Repubblica Letteraria per la sua celebre Opera pubblicata in sette Tomi, e che porta il titolo de Causis Romani Juris, ove sviluppa le variazioni del Diritto Romano, che ha avuto sotto le varie vicende del Governo. La medesima Città comprende sotto la sua giurisdizione Arcivescovile venti luoghi, i quali sono 1. Bacchigliano, o sia Bacchiglieri, 2. Campana, 3. Cropalari, 4. Caloveti, 5, Calopeazzati, 6. Crosia, 7. Corigliano, 8. Longobucco, 9. Mandatorizzo, 10. Macchia, 11. Paludi, 12. Pietrapaola, 13. Spezzano, 14. San Cosimo, 15. San Demetrio, 16. San Giorgio, 17. San Lorenzo, 18. Tarsia, 19. Terranova, 20. Vaccarizzo; ciascuno de&#8217; quali distintamente sarà descritto a suo proprio luogo»*.</p>
<p>*da Francesco Sacco, <em>Dizionario geografico Istorico Fisico del Regno di Napoli, </em>Napoli 1796. Gli incisi nelle parentesi, non di Sacco, sono delle note aggiunte. Tutto il Dizionario è consultabile su: <a href="https://anticabibliotecacoriglianorossano.it/libri-giornali-articoli/libri/altri/">https://anticabibliotecacoriglianorossano.it/libri-giornali-articoli/libri/altri/</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Martino A. Rizzo </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>I racconti di Martino A. Rizzo. Ogni mercoledì su I&amp;C</strong></p>
<p>Martino Antonio Rizzo, rossanese, vive da una vita a</p>
<p>Firenze. Per passione si occupa di ricerca storica</p>
<p>sul Risorgimento in Calabria. Nel 2012 ha pubblicato<img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-60746 alignleft" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG-20200414-WA0010.jpg" alt="" width="153" height="135" srcset="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG-20200414-WA0010.jpg 553w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG-20200414-WA0010-300x265.jpg 300w" sizes="(max-width: 153px) 100vw, 153px" /></p>
<p>il romanzo <em>Le tentazioni della</em></p>
<p><em>politica</em> e nel 2016 il saggio <em>Il Brigante Palma e i misteri</em></p>
<p><em>del sequestr</em><em>o de Rosis</em>. Nel 2017 ha fondato il sito</p>
<p><a href="http://www.anticabibliotecacorigianorossano.it">www.anticabibliotecacoriglianorossano.it</a>.  Nel 2019 ha curato la pubblicazione</p>
<p>dei volumetti <em>Passo dopo passo nella Cattedrale di Rossano</em>,</p>
<p><em>Passo dopo pas</em><em>so nella Chiesa di San Nilo a Rossano</em>,</p>
<p><em>Le miniature del Codice Purpureo di Rossano</em>.</p>
<p>Da fotografo dilettante cerca di cogliere</p>
<p>con gli scatti le mille sfaccettature del paese natio</p>
<p>e le sue foto sono state pubblicate anche nel volume di poesie</p>
<p>su Rossano <em>Se chiudo gli occhi </em>di Grazia Greco.</p>
<p>L'articolo <a href="https://informazionecomunicazione.it/rossano-narrata-nel-1796-racconto-di-martino-a-rizzo/">Rossano narrata nel 1796, racconto di Martino A. Rizzo</a> proviene da <a href="https://informazionecomunicazione.it">Informazione e Comunicazione</a>.</p>
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		<item>
		<title>Piazza Matteotti: un luogo simbolo dell&#8217;evoluzione di una città, racconto di Martino A. Rizzo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Informazione &#38; Comunicazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Jan 2022 14:59:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi e Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/01/2-1800-fine-Foto-di-fine-800-150x150.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/01/2-1800-fine-Foto-di-fine-800-150x150.jpg 150w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/01/2-1800-fine-Foto-di-fine-800-80x80.jpg 80w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/01/2-1800-fine-Foto-di-fine-800-320x320.jpg 320w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/01/2-1800-fine-Foto-di-fine-800-45x45.jpg 45w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p>Piazza Matteotti, in circa ottant’anni ha subito una lenta trasformazione che ben rispecchia e riassume l’evoluzione della città tra la seconda metà dell’Ottocento e la prima metà del Novecento. Nella mappa catastale del 1873 era conosciuta solo come “Largo della Fontana Nuova”, adiacente al “Largo del Progresso”. Comunque i rossanesi nella quotidianità cittadina non utilizzavano [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/01/2-1800-fine-Foto-di-fine-800-150x150.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/01/2-1800-fine-Foto-di-fine-800-150x150.jpg 150w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/01/2-1800-fine-Foto-di-fine-800-80x80.jpg 80w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/01/2-1800-fine-Foto-di-fine-800-320x320.jpg 320w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/01/2-1800-fine-Foto-di-fine-800-45x45.jpg 45w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p><strong><em>Piazza Matteotti, in circa ottant’anni ha subito una lenta trasformazione che ben rispecchia e riassume l’evoluzione della città tra la seconda metà dell’Ottocento e la prima metà del Novecento.</em></strong></p>
<p>Nella mappa catastale del 1873 era conosciuta solo come “Largo della Fontana Nuova”, adiacente al “Largo del Progresso”. Comunque i rossanesi nella quotidianità cittadina non utilizzavano la dizione “Largo” ma quella di piazza e l’allora Piazza del Progresso indicava anche l’attuale Piazza Matteotti. Questa piazza iniziò a trasformarsi di pari passo all’arrivo dell’acqua in paese. Infatti era un’epoca in cui l’acqua nelle case ancora non c’era. L’acquedotto era stato completato nel 1852 fino a San Biagio di Vale. Nel 1864, racconta Alfredo Gradilone, il sindaco Agostino Staiani fece proseguire la conduttura dell’acquedotto fino Piazza Santi Anargiri “convenientemente sistemata con l’abbattimento di alcune baracche” che l’occupavano. Prima, per fare la provvista dell’acqua, bisognava recarsi con i muli alla “Acqua di Vale”, passando dalla “Porta dell’Acqua” al Tirone o da Porta Portello. Così il Largo, con quella centralissima fontana utilizzata per il rifornimento dell’acqua potabile e la vendita dei prodotti dei contadini che lì esponevano la loro mercanzia, divenne un luogo molto frequentato.</p>
<p>Sono tante le cartoline illustrate arrivate fino ai nostri giorni che documentano con le immagini l’evoluzione della piazza. Quelle più antiche portano la dicitura Piazza (e non Largo) del Progresso, la stessa con la quale per decenni, come già detto, nella seconda metà dell’800 veniva individuata Piazza Santi Anargiri.</p>
<p>Sul finire di quel secolo la fontana fu poi abbellita con la statua della cosiddetta “Calabrisella”. Su questa statua va raccontata una curiosità. La statua, forse di fattura napoletana, è una riproduzione della “Venere portatrice”, statua di età classica della quale anche oggi si trovano sul web le riproduzioni che sono facilmente acquistabili. Una copia della Venere portatrice fa bella mostra anche in Place Felix Garrigou di Tarascon sur Ariège, nel dipartimento dell’Ariège della regione dell’Occitania al Sud della Francia.</p>
<p>Calabrisella o Venere portatrice quello che è certo è che la statua ben rappresenta l’umile lavoro femminile che in quell’epoca comprendeva, tra gli altri compiti, anche quello di provvedere al rifornimento dell’acqua per la famiglia, come testimonia questa foto di fine Ottocento dove si vedono donne che portano “gummule” piene d’acqua.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-107847" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/01/1-1901-Rossano-cartolina-piazza-del-Progresso3.jpg" alt="" width="512" height="368" srcset="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/01/1-1901-Rossano-cartolina-piazza-del-Progresso3.jpg 512w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/01/1-1901-Rossano-cartolina-piazza-del-Progresso3-417x300.jpg 417w" sizes="(max-width: 512px) 100vw, 512px" /></p>
<p>Da tener presente che ci vollero gli anni ’30 del Novecento per iniziare ad avere l’acqua nelle case e chi scrive ricorda come anche nei primi anni ’60 in alcuni rioni continuava il via vai quotidiano dalla fontana pubblica che serviva quella determinata zona.</p>
<p>A differenza della cartolina dove si vedono le donne che “carriiaini” l’acqua, nella successiva si possono notare i signori mariti che baldanzosi si mettono in posa intorno alla fontana per una bella foto di gruppo.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-107848" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/01/2-1800-fine-Foto-di-fine-800.jpg" alt="" width="1534" height="999" srcset="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/01/2-1800-fine-Foto-di-fine-800.jpg 1534w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/01/2-1800-fine-Foto-di-fine-800-461x300.jpg 461w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/01/2-1800-fine-Foto-di-fine-800-1024x667.jpg 1024w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/01/2-1800-fine-Foto-di-fine-800-768x500.jpg 768w" sizes="(max-width: 1534px) 100vw, 1534px" /></p>
<p>La fontana era circondata da una balaustra in ferro e ai piedi dell’edificio si scorgono i venditori con i loro prodotti. Poiché il barone Domenico Labonia alla sua morte lasciò al Comune 8.000 ducati “da spendersi esclusivamente per la conduzione delle acque potabili per comodo di questa città”, l’Amministrazione dell’epoca ritenne opportuno intitolargli la piazza che, sul finire dell’800, prese il nome di Piazza Domenico Labonia, come si evince da questa gioiosa cartolina con uomini, donne, bambini e asinello che gravitano intorno alla fontana, animando la scena.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-107849" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/01/3-1915-Piazza-D.-Labonia.jpg" alt="" width="768" height="478" srcset="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/01/3-1915-Piazza-D.-Labonia.jpg 768w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/01/3-1915-Piazza-D.-Labonia-482x300.jpg 482w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></p>
<p>Nel 1932 la Piazza venne ristrutturata dal podestà Ignazio Pisani con la sopraelevazione del fabbricato esistente e la costruzione della vasca intorno alla fontana, che così perse l’antica funzione di approvvigionamento dell’acqua, mentre i venditori dei prodotti locali furono spostati nei locali alle spalle dell’attuale palazzo comunale, appositamente realizzati sullo spazio recuperato da una scarpata che c’era prima. Nell’edificio di Piazza Labonia, rimesso a nuovo, vennero sistemati gli uffici postali che precedentemente erano collocati nel pianterreno di Palazzo Rizzuti, in quei locali laterali posti di fronte a Piazza Steri ai quali si accede dalla veranda. La Piazza iniziò altresì a svolgere la funzione di sosta dei mezzi di trasporto pubblico che garantivano il collegamento Stazione Ferroviaria – Centro Cittadino e il servizio di trasporto dei plichi postali. Vi sostavano anche le auto a noleggio. Gli spazi, lasciati liberi dalle Poste nel Palazzo Rizzuti, vennero invece occupati dalla Cassa di Risparmio che vi si trasferì dall’attuale sede di Rifondazione Comunista. Le Poste occuparono anche il pianterreno dell’edificio rimesso a nuovo, tranne i due locali a sinistra dove vennero collocati gli uffici dei Vigili Urbani.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-107855" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/01/4-vigili-urbani-in-Piazza-Labonia.-1940-1.jpg" alt="" width="2460" height="1707" srcset="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/01/4-vigili-urbani-in-Piazza-Labonia.-1940-1.jpg 2460w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/01/4-vigili-urbani-in-Piazza-Labonia.-1940-1-432x300.jpg 432w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/01/4-vigili-urbani-in-Piazza-Labonia.-1940-1-1024x711.jpg 1024w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/01/4-vigili-urbani-in-Piazza-Labonia.-1940-1-768x533.jpg 768w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/01/4-vigili-urbani-in-Piazza-Labonia.-1940-1-1536x1066.jpg 1536w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/01/4-vigili-urbani-in-Piazza-Labonia.-1940-1-2048x1421.jpg 2048w" sizes="(max-width: 2460px) 100vw, 2460px" /></p>
<p>Quando le Poste nel 1958 si spostarono in Piazza Steri, nell’edificio di Piazza Matteotti fu sistemato l’Ufficio del Registro. L’ulteriore salto di qualità avvenne però con la Galleria del Traforo che si deve alla lungimiranza del podestà Antonio De Florio che, per intraprendere l’avvio di questo importante collegamento del paese con la sua bellissima montagna, sfruttò i finanziamenti che durante la guerra erano messi a disposizione per la costruzione dei rifugi antiaerei. L’apertura del Traforo comportò il sacrificio della scalinata dalla quale si accedeva alla parte alta della Città.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-107856" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/01/5-Scalinata-al-posto-del-tunnel.jpg" alt="" width="495" height="512" srcset="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/01/5-Scalinata-al-posto-del-tunnel.jpg 495w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/01/5-Scalinata-al-posto-del-tunnel-290x300.jpg 290w" sizes="(max-width: 495px) 100vw, 495px" /></p>
<p>Subito dopo la seconda guerra mondiale, la piazza cambiò nome e venne dedicata a Giacomo Matteotti e la Calabrisella fu spostata in Piazza del Popolo. Nel 1958 vi furono realizzati i gabinetti pubblici.</p>
<p>Nel 2006 la piazza è stata abbellita con la statua di San Nilo, il santo rossanese Patrono della Calabria, opera realizzata dallo scultore coriglianese Carmine Cianci.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-107857" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/01/6-statua-San-Nilo-scaled.jpg" alt="" width="2560" height="2379" srcset="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/01/6-statua-San-Nilo-scaled.jpg 2560w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/01/6-statua-San-Nilo-323x300.jpg 323w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/01/6-statua-San-Nilo-1024x952.jpg 1024w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/01/6-statua-San-Nilo-768x714.jpg 768w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/01/6-statua-San-Nilo-1536x1427.jpg 1536w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2022/01/6-statua-San-Nilo-2048x1903.jpg 2048w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Insomma, Piazza Matteotti si porta dietro un po’ di storia. Ricorda l’arrivo dell’acqua a Rossano, la ricerca del decoro cittadino con le vasche e le statue, l’insediamento degli uffici, i servizi e la viabilità con la geniale realizzazione della Galleria del Traforo che aprì tante nuove potenzialità per la Città.</p>
<p>PS. Altre foto e cartoline della Piazza si possono ammirare sul sito:</p>
<p><a href="https://anticabibliotecacoriglianorossano.it/mostre/piazza-domenico-labonia-poi-giacomo-matteotti/">https://anticabibliotecacoriglianorossano.it/mostre/piazza-domenico-labonia-poi-giacomo-matteotti/ </a></p>
<p><strong>Martino A. Rizzo</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>I racconti di Martino A. Rizzo. Ogni mercoledì su I&amp;C</strong></p>
<p>Martino Antonio Rizzo, rossanese, vive da una vita a</p>
<p>Firenze. Per passione si occupa di ricerca storica</p>
<p>sul Risorgimento in Calabria. Nel 2012 ha pubblicato<img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-60746 alignleft" src="https://i0.wp.com/informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG-20200414-WA0010.jpg?resize=153%2C135&amp;ssl=1" sizes="(max-width: 153px) 100vw, 153px" srcset="https://i0.wp.com/informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG-20200414-WA0010.jpg?w=553&amp;ssl=1 553w, https://i0.wp.com/informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG-20200414-WA0010.jpg?resize=300%2C265&amp;ssl=1 300w" alt="" width="153" height="135" data-recalc-dims="1" /></p>
<p>il romanzo <em>Le tentazioni della</em></p>
<p><em>politica</em> e nel 2016 il saggio <em>Il Brigante Palma e i misteri</em></p>
<p><em>del sequestr</em><em>o de Rosis</em>. Nel 2017 ha fondato il sito anticabibliotecacoriglianorossano.it. Nel 2019 ha curato la pubblicazione dei volumetti <em>Passo dopo passo nella Cattedrale di Rossano</em>,</p>
<p><em>Passo dopo pas</em><em>so nella Chiesa di San Nilo a Rossano</em>,</p>
<p><em>Le miniature del Codice Purpureo di Rossano</em>.</p>
<p>Da fotografo dilettante cerca di cogliere</p>
<p>con gli scatti le mille sfaccettature del paese natio</p>
<p>e le sue foto sono state pubblicate nel volume di poesie</p>
<p>su Rossano <em>Se chiudo gli occhi</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Calcio: la Rossanese d’un tempo, lavorare e crederci</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Informazione &#38; Comunicazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Mar 2017 16:00:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<category><![CDATA[citta di rossano]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Abbruzzese]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2016/02/stadio-stefano-rizzo-e1489914640370-150x150.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="calcio" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2016/02/stadio-stefano-rizzo-e1489914640370-150x150.png 150w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2016/02/stadio-stefano-rizzo-e1489914640370-160x160.png 160w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2016/02/stadio-stefano-rizzo-e1489914640370-320x320.png 320w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2016/02/stadio-stefano-rizzo-e1489914640370-45x45.png 45w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p>Lo sport e il calcio in particolare non vive momenti felici, in linea con la crisi che vive il Paese ai vari livelli. Il passato glorioso della Rossanese di un tempo appartiene a una storia che le nuove generazioni non conoscono, o conoscono poco. Ma c’è voglia di calcio, e c’è sete di rivedere gli [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2016/02/stadio-stefano-rizzo-e1489914640370-150x150.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="calcio" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2016/02/stadio-stefano-rizzo-e1489914640370-150x150.png 150w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2016/02/stadio-stefano-rizzo-e1489914640370-160x160.png 160w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2016/02/stadio-stefano-rizzo-e1489914640370-320x320.png 320w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2016/02/stadio-stefano-rizzo-e1489914640370-45x45.png 45w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p>Lo sport e il calcio in particolare non vive momenti felici, in linea con la crisi che vive il Paese ai vari livelli. Il passato glorioso della Rossanese di un tempo appartiene a una storia che le nuove generazioni non conoscono, o conoscono poco. Ma c’è voglia di calcio, e c’è sete di rivedere gli spalti dello “S.Rizzo” gremiti. Nelle ultime ore il presidente dell’Asd Rossanese Fabio Abbruzzese torna sul tema ponendo al centro la necessità di riportare il calcio al centro delle attività sociali e sportive della Città e dell’intero territorio della Sibaritide. “Credo sia una priorità per tutti &#8211; presidenti, dirigenti, atleti e sportivi – che in questi anni, per diverse vicissitudini, hanno volto il loro impegno affinché “il pallone” in questa realtà non sparisse. E dicendo questo, sono sicuro di sintetizzare unanimemente il pensiero di chi gravita attorno a questo mondo. Addetti ai lavori e non. Il primo obiettivo, sicuramente non facile, è quello di restituire entusiasmo e calore ad una delle piazze più blasonate e importanti dell’intero panorama calcistico calabrese e meridionale che negli ultimi anni, purtroppo, ha subito una spiacevole involuzione. Specie dopo la chiusura della bellissima parentesi rossoblù che ha visto la Rossanese ad un passo dall’agognato traguardo del professionismo. Una mira per gli addetti ai lavori, un obiettivo per le dirigenze che si sono susseguiti in oltre 100 anni di storia, un sogno per i tifosi di sempre in cui, ancora oggi, noi crediamo e dal quale non ci distogliamo. Perché chi ama il calcio, in tutto il mondo, in tutte le categorie, lo fa perché desidera che la sua squadra del cuore vinca sempre. Ma per far ciò, c’è bisogno che innanzitutto si voglia bene alla propria squadra del cuore. Nel nostro caso alla squadra della nostra Città. Che oggi – e di questo ne siamo lucidamente consapevoli – non c’è. E non c’è più da tempo! Questo non significa che gli sforzi compiuti dalla nostra società, così come dalle altre che gravitano nell’ambiente locale, in questo ultimo lustro non siano serviti a nulla, o siano stati vani. Tutt’altro! Ma probabilmente è maturo il tempo, così come speriamo anche la voglia e la volontà dei tifosi, dei cittadini e dell’Amministrazione comunale, di pensare in grande e farlo con una sola entità. Dico di più: farlo con una duplice ed univoca entità che guardi dal Trionto al Crati. Noi, da gruppo dirigente giovane e affiatato, ci siamo. Purché si ritorni a parlare dell’edificazione di qualcosa di buono e positivo. Ma soprattutto nuovo e lungimirante. Poniamo solo una prerogativa. Che, del resto, è quella che pongono da sempre tifosi e addetti ai lavori: a ognuno il suo ruolo! Senza nessuna sibillina promiscuità, che storicamente è stata alla base di tutti i fallimenti programmatici calcistici cittadini. Essendo tutori, custodi e responsabili del titolo della Rossanese abbiamo la grande responsabilità di riattivare l’entusiasmo attorno ad un’unica entità sportiva e calcistica. Ribadisco, abbiamo una grande responsabilità. Pertanto, nei prossimi giorni – prima della conclusione del campionato calcistico di Prima categoria, che sta vedendo protagoniste le due squadre cittadine –, accogliendo con piacere anche il costruttivo invito di altre società sportive locali, convocherò un incontro al quale chiederò la partecipazione dei dirigenti delle società sportive dilettantistiche Città di Rossano e Vigor Rossano per avviare un primo tavolo di concertazione verso la creazione di un’unica entità calcistica, già a partire dalla prossima stagione sportiva. Dopodiché ci attiveremo con l’Amministrazione comunale e con le forze imprenditoriali cittadine per proporre l’ampliamento e la realizzazione di una società forte che possa contemplare anche la partecipazione attiva dei cittadini. Noi vogliamo bene alla Rossanese, ma prima di tutto vogliamo bene a questa città che deve ritrovare lo spirito giusto per ricollocarsi nel panorama calcistico che conta”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(fonte: La Provincia di Cosenza)</p>
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		<title>Operazione Sport , Pascuzzo e Pacino: trend su Olympic Acri e Città di Rossano &#124;VIDEO</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2017 07:26:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[citta di rossano]]></category>
		<category><![CDATA[MARIO PASCUZZO]]></category>
		<category><![CDATA[OPLYMPIC ACRI]]></category>
		<category><![CDATA[VINCENZO PACINI]]></category>
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