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	<title>rossano calabro Archivi - Informazione e Comunicazione</title>
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		<title>Centrale Enel. Francesco Amantea fu un idealista o un precursore dei tempi?, racconto di Martino A. Rizzo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Informazione &#38; Comunicazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2023 14:28:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi e Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/02/1a-17-150x150.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/02/1a-17-150x150.png 150w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/02/1a-17-80x80.png 80w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/02/1a-17-320x320.png 320w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/02/1a-17-45x45.png 45w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p>&#160; “Prosegue lo smantellamento della centrale Enel, ma sul futuro &#8230;”, “… fiato sospeso per le prospettive e il futuro della centrale dell’Enel”, “Le ciminiere della centrale Enel di Sant&#8217;Irene spariranno dallo &#8230;”, “Centrale Enel di Rossano: quale futuro?”, “Nuova vita per la centrale di Corigliano Rossano?”, “Riqualificazione centrale Enel Corigliano Rossano”, “Conversione a carbone [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://informazionecomunicazione.it/centrale-enel-francesco-amantea-fu-un-idealista-o-un-precursore-dei-tempi-racconto-di-martino-a-rizzo/">Centrale Enel. Francesco Amantea fu un idealista o un precursore dei tempi?, racconto di Martino A. Rizzo</a> proviene da <a href="https://informazionecomunicazione.it">Informazione e Comunicazione</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/02/1a-17-150x150.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/02/1a-17-150x150.png 150w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/02/1a-17-80x80.png 80w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/02/1a-17-320x320.png 320w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/02/1a-17-45x45.png 45w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p>&nbsp;</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-121664" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/02/1a-17.png" alt="" width="749" height="525" srcset="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/02/1a-17.png 749w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/02/1a-17-428x300.png 428w" sizes="(max-width: 749px) 100vw, 749px" /></p>
<p>“Prosegue lo smantellamento della centrale Enel, ma sul futuro &#8230;”, “… fiato sospeso per le prospettive e il futuro della centrale dell’Enel”, “Le ciminiere della centrale Enel di Sant&#8217;Irene spariranno dallo &#8230;”, “Centrale Enel di Rossano: quale futuro?”, “Nuova vita per la centrale di Corigliano Rossano?”, “Riqualificazione centrale Enel Corigliano Rossano”, “Conversione a carbone della centrale ENEL di Rossano ..”, “…, sul futuro dell&#8217;ex Centrale Enel è &#8230;”, “…, cala il silenzio sul futuro della centrale Enel”.</p>
<p>Rileggendo questi titoli di giornali sul futuro dell’ex Centrale termoelettrica ENEL di Rossano, viene spontaneo domandarsi se alla fine non avesse ragione Francesco Amantea che a suo tempo condusse una personale e fiera opposizione contro la costruzione della Centrale. A dirla tutta non fu il solo, anche cittadini, alcuni politici e qualche giornale si schierarono contro, ma la contrarietà di Amantea fu particolare perché lui era il proprietario dei terreni sui quali la Centrale doveva nascere e rifiutando la vendita di quelle aree perse una montagna di soldi che l’ENEL gli avrebbe dato per chiudere in fretta la partita dell’acquisizione. Si andò invece verso l’esproprio che fu accompagnato dalle lungaggini delle successive vertenze processuali e comunque lui non toccò l’indennizzo che l’ENEL dovette in ogni caso riconoscergli depositandolo presso la Cassa Depositi e Prestiti.</p>
<p>Nel 2021 l’editore Rubbettino ha pubblicato il libro “Francesco Amantea. Lo sviluppo possibile e le occasioni mancate della Calabria”, a cura di Alice Palmer, che spiega molto bene le ragioni di quel rifiuto.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-121665" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/02/2aa-scaled.jpg" alt="" width="1843" height="2560" srcset="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/02/2aa-scaled.jpg 1843w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/02/2aa-216x300.jpg 216w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/02/2aa-737x1024.jpg 737w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/02/2aa-768x1067.jpg 768w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/02/2aa-1106x1536.jpg 1106w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/02/2aa-1474x2048.jpg 1474w" sizes="(max-width: 1843px) 100vw, 1843px" /></p>
<p>Francesco Amantea apparteneva a un’antica e nobile famiglia di Rossano, grande proprietaria terriera. Nato a Roma nel 1925, aveva studiato ingegneria senza però conseguire la laurea a causa di due esami che gli mancavano quando decise di abbandonare gli studi per dedicarsi ai beni di famiglia, aveva viaggiato molto e frequentato amicizie importanti e internazionali. Nelle sue proprietà aveva ospitato anche Paola Ruffo di Calabria, futura regina del Belgio.</p>
<p>Amantea non voleva vendere l’area a cui era interessata l’ENEL perché perseguiva un progetto imprenditoriale agricolo-turistico-ricettivo ben definito del quale costituivano fulcro centrale le sue più importanti proprietà: il grande palazzo cittadino, l’azienda collinare di “Pantaleo” di circa novanta ettari, gli immobili a Sant’Angelo con la torre e i fabbricati del “Fondaco”, due castagneti sulla Presila, il fondo “Fabbrica” di quaranta ettari vicino il fiume Trionto, il fondo rustico “Cutura” di circa cinquanta ettari sul mare davanti a Sant’Irene, il fondo rustico “Susanna” a Strongoli. Tutti questi beni sarebbero dovuti diventare parte di un unico e variegato complesso turistico capace di offrire agli ospiti diverse occasioni di riposo e di svago grazie a quella miniera infinita di risorse offerte dal territorio: mare, campagna, agricoltura, monti, monumenti, storia, cultura. L’originaria idea, diventata poi un progetto ben articolato, aveva iniziato a muovere i primi passi con restauri, nuove acquisizioni, cure specialistiche per gli ulivi secolari, moderne stalle con bovini provenienti dalla Svizzera e dal Friuli.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-121666" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/02/3a-4a-scaled.jpg" alt="" width="2560" height="1495" srcset="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/02/3a-4a-scaled.jpg 2560w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/02/3a-4a-500x292.jpg 500w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/02/3a-4a-1024x598.jpg 1024w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/02/3a-4a-768x448.jpg 768w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/02/3a-4a-1536x897.jpg 1536w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/02/3a-4a-2048x1196.jpg 2048w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Nel 1962, insieme ad altri agricoltori calabresi, Amantea aveva dato vita al C.J.S.E., “Consorzio Jonico di Sviluppo Economico”, con sede a Rossano, con l’obiettivo di perseguire il miglioramento fondiario e delle condizioni agronomiche di raccolta, concentrazione dell’offerta e trasformazione del prodotto allo scopo di renderlo più appetibile sul mercato. Al C.J.S.E. aderivano circa novemila titolari del molto frazionato parco olivicolo dei ventitré comuni dell’area jonica-silana e tutti insieme coprivano un’estensione di ventimila ettari. Nel 1965, in Campidoglio, Francesco Amantea, insieme a Rinaldo Chidichimo, Alfredo Diana e altri, era stato uno dei quattordici giovani dirigenti di Confagricoltura che aveva partecipato alla fondazione di “Agriturist”, “Associazione Nazionale Agricoltura e Turismo”, con lo scopo di promuovere un’agricoltura evoluta incentrata sulla salvaguardia ambientale e paesaggistica. Il progetto che Amantea aveva elaborato per Rossano era denominato “Laboratorio jonico-silano” ed era stato presentato allo Iasm, “Istituto per l&#8217;assistenza allo sviluppo del Mezzogiorno”, riscuotendo apprezzamenti e consensi. L’Ufficio per la Promozione delle iniziative turistiche della Cassa del Mezzogiorno aveva definito il progetto “Laboratorio jonico-silano” un «modello per il Mezzogiorno» e questi giudizi avevano convinto anche altri imprenditori a unirsi all’iniziativa. Una banca svizzera aveva dato la sua disponibilità a intervenire dal punto di vista finanziario per sostenere l’impresa, una scuola alberghiera svizzera avrebbe inaugurato una sua succursale a Rossano e un tour operator svizzero si sarebbe insediato in Italia aprendo la sua sede proprio a Rossano.</p>
<p>Insomma c’erano tutte le premesse per far diventare l’antico centro bizantino un punto di richiamo importante nel panorama internazionale, ma …, ci fu un “ma” decisivo: il «Pacchetto Colombo».</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-121667" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/02/4a-18.png" alt="" width="496" height="439" srcset="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/02/4a-18.png 496w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/02/4a-18-339x300.png 339w" sizes="(max-width: 496px) 100vw, 496px" /></p>
<p>All&#8217;indomani della creazione degli enti regionali e della rivolta di Reggio Calabria dell’estate del 1970 per l&#8217;attribuzione della sede degli organi regionali (a proposito: a quell’epoca in Calabria si facevano battaglie violente e sanguinose per la localizzazione di semplici uffici), il CIPE deliberò un programma di investimenti industriali da realizzare in Calabria che avrebbe dovuto creare circa 14.860 nuovi posti di lavoro, coinvolgendo grandi aziende pubbliche e private. La localizzazione degli impianti venne decisa a tavolino in una logica spartitoria avendo davanti la cartina geografica della regione: un Centro Siderurgico a Gioia Tauro insieme a un grande porto, l’industria chimica SIR a Sant’Eufemia, la Liquichimica a Lamezia e Saline Joniche, la Liquigas a Reggio Calabria, una nuova officina grandi riparazioni delle FS a Saline Joniche, una industria tessile a Castrovillari, la Centrale ENEL sulla Piana di Sibari, quindi a Rossano sul fondo Cutura di Amantea, e infine una sede universitaria a Cosenza. Insomma la Calabria sarebbe dovuta diventare una specie di “Lombardia-industriale-del-Sud” secondo una logica priva di un minimo disegno organico rispettoso della vocazione storica-geografica della regione, ma volto solo a dispensare cattedrali nel deserto per tamponare le emergenze sociali e “tappare la bocca” ai territori più “impertinenti”.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-121669" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/02/5a-13.jpg" alt="" width="960" height="720" srcset="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/02/5a-13.jpg 960w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/02/5a-13-400x300.jpg 400w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2023/02/5a-13-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p>Al tavolo dove spartirsi i duemila miliardi di lire previsti dal “Pacchetto” per la Calabria sedevano in prima fila i più importanti costruttori nazionali e in seconda fila gli innominabili che in Calabria, come in Sicilia, non mancano mai ma nascondono il volto. I calabresi, invece, almeno la maggior parte dei calabresi, figli di una terra con ataviche storie di povertà e di emigrazione, furono soddisfatti con le briciole che cadevano dal tavolo restando indifferenti alla violenza che si sarebbe perpetrata nei confronti dell’orografia, della collocazione geografica, dei titoli storici e culturali e delle vere prospettive della loro regione. È in questo contesto che avvenne anche la costruzione della Centrale Termoelettrica ENEL di Rossano contro la quale Francesco Amantea, disarmato di potere e provvisto solo dei suoi buoni progetti, nulla poté.</p>
<p>C’è da aggiungere, per concludere il racconto, che di tutti gli investimenti del “Pacchetto Colombo”, adesso restano in piedi solo l’Università di Cosenza e il malandato porto di Gioia Tauro. Forse, invece, il progetto di Francesco Amantea di un centro turistico-culturale-agricolo nel cuore del Mediterraneo – dopo cinquant’anni e in un’epoca in cui il turismo è diventato un’importante industria internazionale – sarebbe stato oggi in grado di competere con i grandi poli attrattivi europei.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>(sul sito <a href="https://anticabibliotecacoriglianorossano.it/aree-tematiche/la-centrale-termoelettrica-enel-di-rossano-articoli-documenti-foto/">https://anticabibliotecacoriglianorossano.it/aree-tematiche/la-centrale-termoelettrica-enel-di-rossano-articoli-documenti-foto/</a> è possibile consultare qualche documento e articolo relativo alla nascita della Centrale ENEL e vedere alcune foto della stessa)</p>
<p><strong>Martino A. Rizzo </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>I racconti di Martino A. Rizzo. Ogni mercoledì su I&amp;C</strong></p>
<p>Martino Antonio Rizzo, rossanese, vive da una vita a</p>
<p>Firenze. Per passione si occupa di ricerca storica</p>
<p>sul Risorgimento in Calabria. Nel 2012 ha pubblicato<img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-60746 alignleft" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG-20200414-WA0010.jpg" alt="" width="153" height="135" srcset="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG-20200414-WA0010.jpg 553w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG-20200414-WA0010-300x265.jpg 300w" sizes="(max-width: 153px) 100vw, 153px" /></p>
<p>il romanzo <em>Le tentazioni della</em></p>
<p><em>politica</em> e nel 2016 il saggio <em>Il Brigante Palma e i misteri</em></p>
<p><em>del sequestr</em><em>o de Rosis</em>. Nel 2017 ha fondato il sito</p>
<p><a href="http://www.anticabibliotecacorigianorossano.it">www.anticabibliotecacoriglianorossano.it</a>.  Nel 2019 ha curato la pubblicazione</p>
<p>dei volumetti <em>Passo dopo passo nella Cattedrale di Rossano</em>,</p>
<p><em>Passo dopo pas</em><em>so nella Chiesa di San Nilo a Rossano</em>,</p>
<p><em>Le miniature del Codice Purpureo di Rossano</em>.</p>
<p>Da fotografo dilettante cerca di cogliere</p>
<p>con gli scatti le mille sfaccettature del paese natio</p>
<p>e le sue foto sono state pubblicate anche nel volume di poesie</p>
<p>su Rossano <em>Se chiudo gli occhi </em>di Grazia Greco.</p>
<p>L'articolo <a href="https://informazionecomunicazione.it/centrale-enel-francesco-amantea-fu-un-idealista-o-un-precursore-dei-tempi-racconto-di-martino-a-rizzo/">Centrale Enel. Francesco Amantea fu un idealista o un precursore dei tempi?, racconto di Martino A. Rizzo</a> proviene da <a href="https://informazionecomunicazione.it">Informazione e Comunicazione</a>.</p>
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		<title>Efisio Orano, il confinato deceduto a Rossano, racconto di Martino A. Rizzo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Informazione &#38; Comunicazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Sep 2021 15:07:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi e Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Alfredo Caria]]></category>
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		<category><![CDATA[Sebastiano Satta]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/09/1-Orano-E._edit_263154576096822-150x150.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/09/1-Orano-E._edit_263154576096822-150x150.png 150w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/09/1-Orano-E._edit_263154576096822-80x80.png 80w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/09/1-Orano-E._edit_263154576096822-320x320.png 320w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/09/1-Orano-E._edit_263154576096822-45x45.png 45w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p>&#160; L’8 agosto del 1940 uno strano corteo funebre attraversò le strade di Rossano. Dietro il carro si notava qualche “forestiero” e qualche “attenzionato” dalla polizia perché di idee sovversive, comunque poca gente. Di preti nemmeno l’ombra. Poi il defunto fu seppellito nel cimitero di Rossano. Chi era morto? Efisio Orano. E chi è Efisio [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://informazionecomunicazione.it/efisio-orano-il-confinato-deceduto-a-rossano-racconto-di-martino-a-rizzo/">Efisio Orano, il confinato deceduto a Rossano, racconto di Martino A. Rizzo</a> proviene da <a href="https://informazionecomunicazione.it">Informazione e Comunicazione</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/09/1-Orano-E._edit_263154576096822-150x150.png" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/09/1-Orano-E._edit_263154576096822-150x150.png 150w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/09/1-Orano-E._edit_263154576096822-80x80.png 80w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/09/1-Orano-E._edit_263154576096822-320x320.png 320w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/09/1-Orano-E._edit_263154576096822-45x45.png 45w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-103225" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/09/1-Orano-E._edit_263154576096822-361x300.png" alt="" width="361" height="300" srcset="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/09/1-Orano-E._edit_263154576096822-361x300.png 361w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/09/1-Orano-E._edit_263154576096822.png 580w" sizes="(max-width: 361px) 100vw, 361px" />L’8 agosto del 1940 uno strano corteo funebre attraversò le strade di Rossano. Dietro il carro si notava qualche “forestiero” e qualche “attenzionato” dalla polizia perché di idee sovversive, comunque poca gente. Di preti nemmeno l’ombra. Poi il defunto fu seppellito nel cimitero di Rossano. Chi era morto? Efisio Orano. E chi è Efisio Orano se nemmeno Wikipedia ne parla? Efisio Orano ha attraversato la storia della prima metà del &#8216;900 sempre in prima fila nella difesa degli umili e degli oppressi.</p>
<p>Era nato a Cagliari il 3 gennaio 1873 da Antonio e da Felicita Marghinotti, una famiglia della buona borghesia sarda. Avvocato, aveva un fratello maggiore, Carmine, avvocato a Cagliari e un fratello minore, Paolo, giudice presso il tribunale penale di Roma. Ma lui nella vita aveva preso tutt’altra strada. Socialista, grande oratore, pubblicista, i primissimi anni del ‘900 diresse il periodico “La Lega” fondato da Giuseppe Cavallera, attivo propagandista del socialismo e dell&#8217;organizzazione sindacale tra i minatori di Buggerru e del bacino minerario del Sulcis che lottavano contro le inumane condizioni in cui erano costretti a lavorare.</p>
<p>Intellettuale, appassionato di sociologia, studioso di Marx, di Darwin, del materialismo, dell’evoluzionismo, Orano faceva il corrispondente da Cagliari per l’“Avanti!” e scriveva sul quotidiano radicale sardo “Il Paese” attaccando le amministrazioni locali. Oratore suggestivo, il 27 giugno del 1904 fu condannato una prima volta “per aver con violenza e contumelie turbato le funzioni religiose del rito cattolico”.</p>
<p>Il 20 maggio del 1906 finì in galera, scontò tredici mesi di carcere preventivo nel carcere di Boncammino, definito la “tomba dei vivi”, per aver preso parte attiva al movimento sardista represso con l’esercito. Si trattava della più ampia e drammatica protesta popolare che si verificò in Sardegna in età contemporanea, con violente sollevazioni delle masse urbane e rurali che esplosero come conseguenza di una crisi generale dell&#8217;economia sarda. Infatti in quel periodo il costo della vita aveva registrato nell’isola un pauroso balzo in avanti mentre, al contrario, i salari degli operai e dei braccianti, già bassissimi, a fronte di orari di lavoro massacranti, continuavano a diminuire, così molti cagliaritani non erano in grado di acquistare nemmeno il pane. Le conseguenze furono drammatiche soprattutto nelle città. Domenica 13 maggio, a Cagliari, la folla esasperata si riunì spontaneamente per protestare nel bastione di Saint Remy dove si svolse un comizio in cui prese la parola, tra gli altri, Efisio Orano, indicato nelle cronache e nelle carte processuali come la guida della sommossa. E per tre giorni Cagliari fu in un vero e proprio stato d&#8217;assedio, con saccheggi dei forni, abbattimento dei casotti per la riscossione del dazio, vagoni tramviari rovesciati, bruciati o buttati in mare, assalti agli uffici della dogana.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-103223" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/09/2-sciopero-generale-Cagliari-397x300.jpg" alt="" width="397" height="300" srcset="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/09/2-sciopero-generale-Cagliari-397x300.jpg 397w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/09/2-sciopero-generale-Cagliari.jpg 603w" sizes="(max-width: 397px) 100vw, 397px" /></p>
<p>Intervenuto l’esercito, il 15 maggio si registrarono venti feriti e due morti, Giovanni Casula, un manovale quindicenne, e Alfredo Caria, un fruttivendolo di 19 anni. Orano, che fu uno dei protagonisti della protesta, fu arrestato e fece – come già detto &#8211; tredici mesi di carcere preventivo in attesa della sentenza di primo grado che lo condannò a quattro mesi di carcere. Successivamente la sentenza di appello del 4 novembre 1907 rimodulò la pena e lo condannò a quattro anni e quattro mesi di carcere. Quindi, per sottrarsi al nuovo arresto, espatriò clandestinamente prima in Corsica e poi in Svizzera. Inoltre, nello stesso anno, la Corte di Appello di Roma con una sentenza del 2 ottobre 1907 gli inflisse un’altra condanna per ingiurie e diffamazione.</p>
<p>Il grande poeta sardo Sebastiano Satta gli dedicò una indimenticabile ode dal tiolo “A Efisio Orano” che inizia con questi versi: «No, tu non hai paura / Della loro galera. / Essi vanno nell’ombra della sera / Tra larve e mostri, e tu guardi all’aurora…». Ode contenuta nel suo volume “Canti barbaricini” del 1910. Secondo Giuseppe Fiori, autore di una importante biografia di Antonio Gramsci, insieme a quelle per i morti di Buggerru e l’altra dedicata a Giuseppe Cavallera, era tra le poesie di Satta quella più amata dal grande dirigente comunista sardo.</p>
<p>In Svizzera Orano si mantenne insegnando, senza però rinunciare alla sua opera di proselitismo rivoluzionario che estese anche alla Francia, provocando di conseguenza problemi con la polizia di questi due paesi.</p>
<p>Nel 1914, grazie alle tante amnistie, potette rientrare in Italia da uomo libero e fu accolto a Cagliari dai suoi concittadini con grande entusiasmo. In suo onore fu organizzata un’imponente manifestazione di giubilo nella centrale via Roma.</p>
<p>Nel frattempo la prima guerra mondiale era alle porte e Orano fu in prima fila contro gli interventisti per scongiurare l’ingresso dell’Italia nel conflitto.</p>
<p>Comunque a Cagliari rimase poco. Sposato con Almira Angela Cao, nata a Cagliari il 15 gennaio 1894, sempre nel 1914 accettò l’incarico di segretario della Camera del Lavoro di Bitonto per organizzare la lotta contro il cosiddetto “partito dei mazzieri” che era stato denunciato da Gaetano Salvemini con il suo libro del 1910 “Il ministro della mala vita”. In tale veste Orano contribuì anche alla protesta dei lavoratori edili e del tabacco, sostenendo gli scioperi organizzati dalla Camera del Lavoro di Bari diretta da Guido Maledandri ai quali prese parte anche Giuseppe Di Vittorio, allora segretario della Camera del Lavoro di Minervino.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-103224" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/09/3-1-480x300.jpg" alt="" width="480" height="300" srcset="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/09/3-1-480x300.jpg 480w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/09/3-1-1024x640.jpg 1024w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/09/3-1-768x480.jpg 768w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/09/3-1.jpg 1280w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /></p>
<p>Successivamente accettò un impiego presso il Comune di Napoli, città dove il 14 luglio 1915 nacque il figlio Efor e il 20 settembre 1923 l’altro figlio Bruno. Nel frattempo, nel 1922, c’era stata la presa del potere da parte di Mussolini e Orano fu in prima fila tra coloro che facevano propaganda contro il regime, in particolar modo tra gli impiegati del Comune di Napoli. Dopo dieci anni di impiego, venne perciò licenziato senza pensione e buonuscita e al contempo radiato dall’albo degli avvocati al quale era iscritto dal 1912.</p>
<p>Trasferitosi a Roma visse insieme alla sua famiglia in profonde ristrettezze economiche, in una stanza in affitto in via di Forte Boccea 9, con la moglie che guadagnava qualcosa andando a servizio presso le famiglie. Lui comunque, senza mai abdicare alle sue idee, continuava la sua incessante opera di proselitismo antigovernativo con tutte le persone con le quali entrava in contatto nel quartiere dove risiedeva. Pertanto alcuni delatori lo denunciarono alla polizia che il 13 giugno del 1937 eseguì una perquisizione a casa sua. Arrestato, fu portato a Regina Coeli e deferito alla Commissione Provinciale per i Provvedimenti di Polizia. Poiché dalla perquisizione emerse anche che “Il figlio Bruno dedicava il suo tempo a disegnare l’emblema comunista ed a scrivere poesie offensive per la Persona del Duce”, il ragazzo venne assegnato al Centro di Rieducazione per Minorenni di via Sabelli in Roma</p>
<p>Con ordinanza del 5 luglio dello stesso anno, a Efisio vennero inflitti cinque anni di confino in quanto “irriducibile sovversivo”, prima nella colonia di Ponza e dal 2 maggio 1939, per motivi di salute, ottenne di essere trasferito a Rossano.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-103228" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/09/4-1-208x300.jpg" alt="" width="208" height="300" srcset="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/09/4-1-208x300.jpg 208w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/09/4-1-711x1024.jpg 711w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/09/4-1-768x1105.jpg 768w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/09/4-1-1067x1536.jpg 1067w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/09/4-1-1423x2048.jpg 1423w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/09/4-1-scaled.jpg 1779w" sizes="(max-width: 208px) 100vw, 208px" /></p>
<p>Nel frattempo le sue condizioni fisiche peggiorarono terribilmente, pertanto fu consentito alla famiglia di trasferirsi a Rossano, ma non al figlio Bruno che doveva essere sottratto alle “malefiche influenze antigovernative” paterne e non “avvelenato dalle teorie sovversive”.</p>
<p>Il 6 giugno 1940 Efisio venne ricoverato all’Ospedale di Rossano e il prof. Casciaro, direttore dell’ospedale cittadino, certificò che era affetto da un tumore e che pertanto sarebbe stato indispensabile ricoverarlo al Regina Elena di Roma o in altro istituto attrezzato, circostanza che non si verificò.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-103229" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/09/5-certificato-prof.-Casciaro-240x300.jpg" alt="" width="240" height="300" srcset="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/09/5-certificato-prof.-Casciaro-240x300.jpg 240w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/09/5-certificato-prof.-Casciaro-817x1024.jpg 817w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/09/5-certificato-prof.-Casciaro-768x962.jpg 768w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/09/5-certificato-prof.-Casciaro-1226x1536.jpg 1226w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/09/5-certificato-prof.-Casciaro-1635x2048.jpg 1635w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2021/09/5-certificato-prof.-Casciaro-scaled.jpg 2044w" sizes="(max-width: 240px) 100vw, 240px" /></p>
<p>Orano spirò a Rossano l’8 agosto 1940.<br />
Dice il senatore Mario Mammuccari, confinato anche lui a Rossano in quel periodo, che “eravamo in parecchi i confinati a Rossano, ma ricordo solo il nome di Efisio Orano antifascista insigne, uomo di grande cultura, filosofo che morì dopo lunga sofferenza”. E nel libriccino del 1946 “Efisio Orano, martire della libertà” si legge: “I suoi funerali l’8 agosto si svolsero in silenzio con la più grande modestia e semplicità. La modesta cassa di legno era accompagnata dai familiari e dai conoscenti. Si notavano tra gli altri vari compagni di sventura a lui uniti da un sacro vincolo di fede e di passione, i quali fino all’ultimo gli furono accanto prodigandosi in mille premure”.<br />
Il 9 novembre 1943 il rettore dell’Università di Padova Concetto Marchesi inaugurando l’Anno accademico pronunciò il famoso discorso nel quale – tra l’altro &#8211; si legge: “Non frugate nelle memorie o nei nascondigli del passato i soli responsabili di episodi delittuosi; dietro ai sicari c&#8217;è tutta una moltitudine che quei delitti ha voluto e ha coperto con il silenzio e la codarda rassegnazione; c&#8217;è tutta la classe dirigente italiana sospinta dalla inettitudine e dalla colpa verso la sua totale rovina”. In questa moltitudine muta di sicuro Efisio Orano non aveva posto.<br />
La città di Roma gli ha dedicato una strada, nel cimitero di Rossano, invece, non è stato possibile nemmeno individuare il luogo della sua sepoltura per avere la possibilità di deporvi un fiore.</p>
<p>PS: Il libro “Efisio Orano, martire della libertà” allegato all’Unità del 7 agosto 1946 è scaricabile dal sito:<br />
http://anticabibliotecacoriglianorossano.it/wp-content/uploads/2021/09/Orano-Efisio-martire-della-Liberta.-a-cura-della-Sez.-Aurelia-del-PCI-1946.pdf</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Martino A. Rizzo</p>
<p><strong>I racconti di Martino A. Rizzo. Ogni mercoledì su I&amp;C</strong></p>
<p>Martino Antonio Rizzo, rossanese, vive da una vita a</p>
<p>Firenze. Per passione si occupa di ricerca storica</p>
<p>sul Risorgimento in Calabria. Nel 2012 ha pubblicato<img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-60746 alignleft" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG-20200414-WA0010.jpg" sizes="(max-width: 153px) 100vw, 153px" srcset="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG-20200414-WA0010.jpg 553w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2020/04/IMG-20200414-WA0010-300x265.jpg 300w" alt="" width="153" height="135" /></p>
<p>il romanzo <em>Le tentazioni della</em></p>
<p><em>politica</em> e nel 2016 il saggio <em>Il Brigante Palma e i misteri</em></p>
<p><em>del sequestr</em><em>o de Rosis</em>. Nel 2017 ha fondato il sito</p>
<p>anticabibliotecacoriglianorossano.it. Nel 2019 ha curato la pubblicazione</p>
<p>dei volumetti <em>Passo dopo passo nella Cattedrale di Rossano</em>,</p>
<p><em>Passo dopo pas</em><em>so nella Chiesa di San Nilo a Rossano</em>,</p>
<p><em>Le miniature del Codice Purpureo di Rossano</em>.</p>
<p>Da fotografo dilettante cerca di cogliere</p>
<p>con gli scatti le mille sfaccettature del paese natio</p>
<p>e le sue foto sono state pubblicate nel volume di poesie</p>
<p>su Rossano <em>Se chiudo gli occhi</em>.</p>
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		<title>Rossano, sanità: sale la tensione. Ruote squarciate a sindaco, consigliere e ds &#124;VIDEO</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2016 11:22:22 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Squarciate le ruote delle auto del sindaco di Rossano Stefano Mascaro, del Consigliere comunale Teodoro Calabrò e del direttore sanitario Francesco Giudiceandrea. Il vile atto si è consumato nel centro storico dopo il caos verificatosi in Consiglio comunale sulla sanità rinviato ad altra data sostanzialmente per incompatibilità ambientale. Momenti di tensione all’arrivo del fiduciario Franco Pacenza delegato dal presidente Oliverio impedito per motivi di salute. Era quasi impossibile prendere la parola per le reazioni roboanti di chi ha vibratamente protestato per l’assenza del Governatore Oliverio. Dopo il consiglio comunale (mai iniziato) il primo cittadino unitamente ad altri componenti della giunta, del consiglio, dei vertici Asp e di Franco Pacenza, si sono recati a cena in un ristorante nel centro storico. All’uscita l’amara sorpresa. Con ogni probabilità i malviventi avranno equivocato l’auto di Giudicendrea che aveva a bordo Franco Pacenza (tra i più contestati durante la serata). Sul posto i carabinieri e la scientifica. Il Consiglio comunale è stato rinviato a data da destinarsi.</p>
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		<title>Decennale Ricicl&#8217;Art, successo di presenze &#124;VIDEO</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Nov 2016 14:45:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Decennale Ricicl&#8217;art. Eccezionale cornice di pubblico nel giorno dell’inaugurazione del decennale dell’Associazione Ricicl’Art che ha aperto i battenti nella nuova sede della Cittadella dei Bambini e dei Giovani di Via Nestore Mazzei, a Rossano. “Arte creativa tra Provocazione e Sensibilizzazione”,  il tema affrontato nel corso del primo momento di riflessione a cui hanno preso parte: il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Decennale Ricicl&#8217;art. Eccezionale cornice di pubblico</strong> nel giorno <strong>dell’inaugurazione del decennale dell’Associazione Ricicl’Art</strong> che ha aperto i battenti nella nuova sede della <strong>Cittadella dei Bambini e dei Giovani</strong> di Via Nestore Mazzei, a Rossano. <strong><em>“Arte creativa tra Provocazione e Sensibilizzazione”</em></strong><em>,</em>  il tema affrontato nel corso del primo momento di riflessione a cui hanno preso parte: il sindaco di Corigliano <strong>Giuseppe Geraci</strong>, l’assessore all’Ambiente del Comune di Rossano <strong>Giovanni De Simone</strong>, il docente Unical <strong>Prof. Natale Arcuri</strong>, il socio-fondatore di Ricicl’Art <strong>Lucia Passavanti</strong>, il presidente dell’Associazione Ricicl’Art <strong>Walter Pulignano</strong>. A moderare i lavori <strong>Rossella Molinari</strong>, giornalista. L’esordio del <strong>sindaco Geraci</strong> tocca le corde emozionali quando afferma: <strong>«Mi sento concittadino di Rossano»</strong>, parlando poi, in riferimento alla fusione tra Corigliano e Rossano, di un processo oggi più che mai «irreversibile». La mostra del <strong>Riuso Creativo</strong> è visitabile <strong>fino al 27 novembre</strong>, dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 21, ingresso gratuito.</p>
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		<title>Rossano: Sanità, urge tavolo tecnico/politico</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Nov 2016 14:58:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2016/11/img_3570-e1478971827678-150x150.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2016/11/img_3570-e1478971827678-150x150.jpg 150w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2016/11/img_3570-e1478971827678-160x160.jpg 160w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2016/11/img_3570-e1478971827678-320x320.jpg 320w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2016/11/img_3570-e1478971827678-45x45.jpg 45w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p>SANITA&#8217; ROSSANO. la situazione resta drammatica da tutti i punti di vista. Con l’ultimo atto aziendale non soltanto non viene apportato alcun miglioramento e non vengono prese in alcuna considerazione le indicazioni più volte esposte ai vertici dell’ASP.  Infatti  si assiste al completo annullamento dell’intero territorio della costa ionica. Il patrimonio sanitario dell’intera area viene [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2016/11/img_3570-e1478971827678-150x150.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2016/11/img_3570-e1478971827678-150x150.jpg 150w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2016/11/img_3570-e1478971827678-160x160.jpg 160w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2016/11/img_3570-e1478971827678-320x320.jpg 320w, https://informazionecomunicazione.it/wp-content/uploads/2016/11/img_3570-e1478971827678-45x45.jpg 45w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p>SANITA&#8217; ROSSANO. la situazione resta drammatica da tutti i punti di vista. Con l’ultimo atto aziendale non soltanto non viene apportato alcun miglioramento e non vengono prese in alcuna considerazione le indicazioni più volte esposte ai vertici dell’ASP.  Infatti  si assiste al completo annullamento dell’intero territorio della costa ionica. Il patrimonio sanitario dell’intera area viene suddiviso in tre distretti senza alcuna logica apparente. Si perde addirittura l’identità di CORIGLIANO e ROSSANO, le due più importanti città della provincia di Cosenza dopo il Capoluogo e da sempre poli di riferimento della sanità territoriale. Urge la convocazione di un tavolo tecnico politico. È quanto denuncia e chiede <strong>l’assessore alla sanità Dora MAURO</strong> definendo inconcepibile quanto contenuto in un provvedimento che – dice – produrrà soltanto un ulteriore depauperamento della sanità territoriale. Nel rimarcare l’universalità del diritto alla salute come bene comune, pubblico e assolutamente primario tra tutti i diritti fondamentali, costituzionalmente garantito, le istituzioni – continua l’assessore – hanno l’onere di assicurare prestazioni sanitarie assistenziali e di prevenzione, coerentemente al mandato sociale caratterizzante il nostro ordinamento. Purtroppo le situazioni di criticità esistenti nel settore, in termini di efficienza di struttura, di posti letto, attrezzature e sistemazione logistica dei reparti dello <strong>Spoke CORIGLIANO-ROSSANO</strong>, le numerose denunce provenienti dall’utenza, dagli amministratori e dagli stessi operatori, evidenziano come la situazione sia drammatica. Anche la realtà del Pronto Soccorso, più volte sollevata e denunciata, le difficoltà dei medici costretti a lavorare in situazioni di stress e la mancanza di supporti, genera, purtroppo, una risposta non sempre adeguata. A fronte – scandisce – di un quadro disastroso che è stato portato all’attenzione delle figure preposte, degli organi politici di riferimento, è inconcepibile quanto si legge nell’ultimo atto aziendale (pubblicato con deliberazione n. 1769 del 9.11.2016) nella quale si assiste al completo annullamento dell’intero territorio della costa ionica e il cui patrimonio sanitario risulta suddiviso in tre distretti. Criterio – va avanti la MAURO – senza alcuna apparente logica. Addirittura nella denominazione dei tre distretti si perde l’identità di due grandi realtà abitative quali ROSSANO e CORIGLIANO, da sempre poli di riferimento della sanità territoriale. Da una prima analisi della nuova organizzazione sanitaria del territorio ionico non sembra sia stato apportato alcun miglioramento rispetto alla situazione precedente, ma al contrario, appare evidente la volontà di annullare la sanità dell’intero territorio. Alcune associazioni geografiche – denuncia l’assessore – restano incomprensibili, lasciando intendere volontà rispondenti ad altre logiche. In considerazione di tutti gli incontri precedenti con i vertici dell’Asp, col Governatore della Calabria e della sanità regionale avvenuti sempre in un clima di cordiale e fattiva collaborazione, si resta basiti dal contenuto dell’atto aziendale che non ha tenuto in nessuna considerazione le indicazioni formulate in quelle circostanze. Indicazioni  che miravano alla soluzione delle enormi problematiche e individuavano le vere priorità, quelle che interessano l’utenza. La preoccupazione che la nuova organizzazione sanitaria, così come formulata, non possa che apportare un ulteriore depauperamento della sanità territoriale, è dunque fortissima. Nell’esprimere forte dissenso – conclude <strong>Dora MAURO</strong> – si ritiene necessaria ed urgente la convocazione di un tavolo tecnico-politico sul tema, onde valutare le azioni da intraprendere unitamente a tutto il territorio interessato. – (Comunicato stampa)</p>
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