Turismo, FdI contesta i dati del Comune: Tre milioni di euro spesi, ma la crescita resta minima

Corigliano-Rossano – Di fronte alle recenti dichiarazioni dell’assessore al Turismo, che ha liquidato come «cabaret» le legittime domande poste in Consiglio comunale dal capogruppo Guglielmo Caputo, Fratelli d’Italia ritiene necessario riportare il dibattito sui dati ufficiali e sui risultati concreti delle politiche turistiche dell’Amministrazione comunale. Peccato che il cabaret, semmai, lo recitino i numeri che l’Amministrazione sventola: perché quando si abbandonano gli slogan e si aprono le tavole ufficiali dell’ISTAT — le uniche che facciano statistica, non propaganda — la narrazione del “raddoppio dei pernottamenti” si dissolve come nebbia al sole.

Ad intervenire sono il Responsabile del Dipartimento Turismo e Cultura di Fratelli d’Italia Giuseppe F. Zangaro e la Coordinatrice Dora Mauro: «Il raddoppio che non c’è. I pernottamenti risultano “raddoppiati” soltanto se si sceglie come termine di paragone il 2021, ovvero l’anno delle restrizioni sanitarie, dei confini chiusi e del turismo internazionale azzerato. È un artificio statistico elementare: qualunque territorio d’Italia, confrontato con l’anno della pandemia, esibisce crescite trionfali. Il confronto onesto si fa con il 2019, ultimo anno ordinario: 710 mila presenze allora, 769 mila nel 2025 — dato, quest’ultimo, ancora provvisorio nelle tavole ISTAT, ma già eloquente. Una crescita dell’8,3% in sei anni — poco più dell’1% l’anno — in linea con la ripresa fisiologica dell’intero Mezzogiorno, altro che miracolo amministrativo!».

Tre milioni per diciottomila notti. Ma il dato più severo riguarda proprio il triennio dei grandi eventi. Il salto delle presenze avviene tutto nel 2023: 751 mila. Poi, mentre il Comune riversava oltre tre milioni di euro sul calendario estivo, la curva si è appiattita: 764 mila nel 2024, 769 mila nel 2025. Più 2,4% in due anni. Tradotto: circa 115 euro di denaro pubblico per ogni singola notte aggiuntiva. «Se questo è il ritorno dell’investimento, qualunque imprenditore della ricettività avrebbe già cambiato gestione».

L’alberghiero affonda mentre si paga la musica. «C’è di più, e di peggio. Dentro quel totale apparentemente stabile si consuma un crollo che l’assessore si guarda bene dal raccontare: le presenze negli esercizi alberghieri — alberghi, villaggi, residenze turistico-alberghiere, cioè le imprese strutturate che danno lavoro e pagano le imposte — precipitano da 385 mila del 2023 a 265 mila del 2025. Meno trentuno per cento in due anni. La crescita residua è tutta extralberghiera e coincide, guarda caso, con l’entrata in vigore dell’obbligo del Codice Identificativo Nazionale: gli alloggi in affitto censiti dall’ISTAT passano da 18 a 148 in ventiquattro mesi. Non è turismo nuovo: è sommerso che emerge. Ospiti che c’erano già e che finalmente vengono dichiarati».

Gli stranieri sono spariti. Nel 2019 il mercato internazionale valeva il 26% delle presenze: 183 mila notti. Nel 2025 vale il 10%: 79 mila. Meno 57%. Sei anni e tre milioni di eventi dopo, Corigliano-Rossano è un territorio che parla soltanto a sé stesso. «E la permanenza media — l’indicatore che misura la capacità di trattenere il turista — è scesa da 8,1 a 7,5 notti. Esattamente i parametri che il consigliere Caputo chiedeva e che l’Amministrazione, evidentemente, preferisce non misurare».

La tassa “triplicata” è un effetto fiscale, non turistico. Quanto al gettito dell’imposta di soggiorno, l’aritmetica è impietosa: come risulta dagli atti di bilancio, 234 mila euro nel 2022, 304 mila nel 2023, 291 mila nel 2024, circa 800 mila proiettati per il 2026. Ma tra il 2024 e il 2026 le presenze crescono di meno dell’uno per cento. Da dove viene allora l’impennata? Dall’estensione dell’imposta all’intero anno, dall’abolizione delle esenzioni decisa a marzo, dall’emersione delle strutture obbligate al CIN. È crescita normativa e tariffaria, non crescita turistica: si tassa di più, non si accoglie di più. «Presentarla come trionfo è, questa sì, un’operazione da palcoscenico».

Il moltiplicatore immaginario. Per difendere la spesa, l’assessore invoca studi — che non nomina — secondo cui ogni euro investito in eventi ne genererebbe da 2,25 a oltre 6 di ricadute sul territorio. «Prendiamolo sul serio, allora: tre milioni e duecentomila euro avrebbero dovuto produrre tra i sette e i venti milioni di euro di economia aggiuntiva. Dove sono? Non nelle presenze, ferme. Non negli alberghi, che perdono un terzo delle notti. Non nei soggiorni, che si accorciano. Non nei mercati esteri, dimezzati. Un moltiplicatore che non moltiplica nulla di misurabile non è scienza economica: è un atto di fede chiesto ai contribuenti».

Una domanda, infine, che merita risposta. «L’assessore annuncia 480 mila pernottamenti attesi per il 2026. L’ISTAT ne certifica 769 mila già nel 2025. Delle due l’una: o la piattaforma comunale intercetta appena il sessanta per cento dei pernottamenti reali — e allora il problema si chiama evasione dell’imposta, ed è enorme — oppure i numeri esibiti in Consiglio non sono quelli della statistica ufficiale. In entrambi i casi, la città merita chiarezza.

Fratelli d’Italia non contesta che a Corigliano-Rossano si faccia animazione estiva: contesta che la si scambi per politica turistica. Una destinazione si costruisce con l’allungamento della stagione, con il ritorno dei mercati esteri, con il sostegno all’impresa alberghiera che oggi arretra, con obiettivi misurabili e rendicontati. Tutto ciò che in sette anni non si è visto. I numeri, quelli veri, non smontano il cabaret: smontano chi li recita» (Ufficio Stampa – FDI – Corigliano Rossano).

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