Anche Corigliano Rossano risponde alle proteste regionali e nazionali contro il caro benzina, il caro prezzi e il caro vita. La mobilitazione ha coinvolto gli studenti delle scuole superiori in due momenti distinti: a Corigliano i ragazzi hanno aderito al presidio in corso da giorni presso la rotatoria di contrada Santa Lucia; a Rossano le scolaresche hanno partecipato a un presidio in piazza Bernardino Le Fosse. Al centro, le difficoltà delle famiglie e delle categorie produttive colpite dagli aumenti.
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Alla protesta ha portato la propria solidarietà Andrea Ferrone, segretario generale della CGIL Pollino Sibaritide Tirreno. Il rappresentante sindacale ha collegato le ragioni degli studenti a quelle di agricoltori, pescatori e autotrasportatori, indicando nel costo della vita un ostacolo sempre più pesante per chi lavora e per le giovani generazioni.
«Tante persone vorrebbero semplicemente lavorare e vivere dignitosamente, ma oggi questo diritto è negato», ha dichiarato Ferrone. Nel suo intervento ha richiamato la precarietà dei giovani, le difficoltà legate alla casa e al diritto allo studio, denunciando la scarsa attenzione riservata alla scuola pubblica. Per il sindacalista, alla pressione dei rincari si aggiungono le difficoltà nella vendita dei prodotti e l’assenza di tutele adeguate da parte del governo.
Al fianco dei manifestanti anche Ranieri Filippelli, portavoce del Forum del Terzo settore. «Siamo a fianco degli agricoltori, dei pescatori, dei trasportatori, ma soprattutto delle famiglie», ha spiegato, descrivendo bilanci domestici messi in difficoltà dagli aumenti dei carburanti e dei beni alimentari. L’obiettivo, ha aggiunto, è far arrivare a Roma la protesta del territorio e del Mezzogiorno, sollecitando maggiore attenzione da parte dei media nazionali.
Filippelli si è soffermato sulle aziende agricole, strette, secondo la sua analisi, tra costi crescenti e difficoltà commerciali. Ha citato olio, grano e latte, denunciando la concorrenza di prodotti stranieri presentati come italiani. Una situazione che, ha sostenuto, riduce i margini di reddito mentre restano le spese, i debiti degli investimenti e la necessità quotidiana di accudire gli animali e irrigare le colture.
Da qui la richiesta al governo di interventi capaci di dare respiro alle imprese e alle famiglie. Nel suo intervento Filippelli ha inoltre attribuito alle guerre una responsabilità nei rincari, criticando le scelte italiane di sostegno militare e chiedendo un cambiamento di indirizzo politico.
La voce degli studenti è quella di Mattia Luzzi, candidato rappresentante della lista «Ultima Impronta» della ragioneria. La partecipazione, ha spiegato, nasce dalla volontà di dare forza a una protesta che rischia di essere trascurata e che riguarda direttamente anche i ragazzi, attraverso le difficoltà vissute nelle proprie famiglie.
«La nostra è una manifestazione pacifica e apartitica», ha precisato Luzzi, insistendo su ordine, rispetto e disciplina. Gli studenti chiedono ascolto e rivendicano la possibilità di contribuire al dibattito sui problemi sociali ed economici. «Lo Stato senza il popolo non è nulla», ha affermato. Ha prospettato la possibilità di proseguire la mobilitazione nei prossimi giorni, qualora l’iniziativa riesca a ottenere attenzione. I due presìdi portano nella protesta contro il caro vita anche le preoccupazioni delle scuole e dei nuclei familiari del territorio.






