Un resort turistico di lusso sulla costa jonica di Villapiana è stato sottoposto a sequestro conservativo per oltre 30 milioni di euro su disposizione della Corte dei Conti. Il provvedimento arriva dopo l’attività della guardia di finanza del Gruppo di Sibari, che aveva già eseguito un sequestro penale preventivo nel giugno scorso su richiesta della Procura di Castrovillari.
La struttura ricettiva, attualmente affidata a un amministratore giudiziario nominato dal tribunale, sarebbe al centro di un sistema contabile ritenuto artificioso dagli investigatori. Secondo quanto emerso, la società di gestione avrebbe simulato un aumento del capitale sociale per ottenere finanziamenti pubblici destinati allo sviluppo economico del territorio.
L’operazione avrebbe consentito all’azienda di apparire solida e idonea a ricevere risorse erogate da Invitalia. Gli accertamenti patrimoniali hanno invece delineato un quadro diverso, indicando un incremento solo formale, privo di reale consistenza economica.
I fondi ottenuti sarebbero stati impiegati per realizzare il complesso turistico, comprensivo di centro congressi e area benessere. Il decreto della magistratura contabile riguarda sette fabbricati destinati all’attività turistica e sette porzioni di terreno su cui insiste il resort.
Sei persone risultano indagate per aver contribuito al presunto danno erariale. A tutti è stato notificato l’invito a dedurre, atto che consente di presentare memorie difensive e documentazione prima dell’eventuale giudizio.
Gli inquirenti parlano di un «artificio contabile di rilevante entità», al centro dell’indagine che punta a chiarire responsabilità e utilizzo delle risorse pubbliche.
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