TREBISACCE, 24 luglio 2025 – La grave siccità che da mesi affligge l’Alto Jonio Cosentino sta mettendo in ginocchio l’agricoltura locale. Non solo si registrano problemi nell’approvvigionamento idrico potabile, ma l’irrigazione delle colture è gravemente compromessa, con ricadute drammatiche sull’economia e l’occupazione del territorio.
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Mancanza d’acqua e costi aggiuntivi per gli agricoltori
La richiesta di sospensione dei pagamenti è motivata dalla drastica riduzione della dotazione idrica, passata da 8 a soli 4 milioni di metri cubi. Nel territorio di Trebisacce, in particolare, l’acqua per fini irrigui non viene erogata da oltre due mesi.
“Molti agricoltori sono stati costretti a realizzare pozzi e/o attingere acqua mediante trasporto e altri mezzi con costi notevoli ulteriori, anche per l’energia elettrica”, si legge nella nota. Per questo motivo, il Sindaco sollecita “un immediato intervento teso alla sospensiva degli avvisi di pagamento per l’annualità 2025 emessi da Consorzio di Bonifica della Calabria, stante la mancata erogazione dell’acqua per uso irriguo”.
Richiesta dello stato di calamità naturale
Oltre alla sospensione dei pagamenti, il primo cittadino ha esortato la Regione a richiedere al Governo nazionale la dichiarazione dello stato di calamità naturale. Ha evidenziato come l’agricoltura dell’Alto Jonio, specialmente quella intensiva, stia affrontando “una fase di estrema difficoltà, con produzioni ridotte o compromesse e gravi conseguenze occupazionali”.
Appello alle associazioni di categoria
La nota è stata inviata per conoscenza anche alle principali associazioni di categoria, Confagricoltura e Coldiretti. A queste ultime viene chiesto di sostenere attivamente la richiesta del Comune di Trebisacce e di attivarsi per tutelare concretamente gli interessi degli agricoltori, che finora, secondo il Sindaco, sono stati “lasciati senza un’adeguata rappresentanza politica e istituzionale”.
Il Sindaco Mundo sottolinea la necessità di un’azione corale e decisa per difendere un comparto vitale per l’economia locale e per prevenire che l’attuale crisi idrica degeneri in un “disastro sociale”.
Cosa ne pensano gli agricoltori locali di queste richieste e della situazione attuale?






