Occhiuto si dimette: verso lo scioglimento del Consiglio regionale, elezioni in autunno

Roberto Occhiuto ha ufficializzato ieri le proprie dimissioni da presidente della Regione Calabria. La comunicazione è stata depositata a Palazzo Campanella, sede del Consiglio regionale, aprendo di fatto l’ultima fase della legislatura. La prossima seduta dell’assemblea sarà dedicata alla presa d’atto dell’uscita di scena del governatore. Sarà anche l’ultimo passaggio istituzionale prima dello scioglimento dell’organo legislativo e del ritorno alle urne, previsto per l’autunno. Le dimissioni sono ora all’esame del presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso, che ha già avviato le procedure formali. In giornata, incontrerà i presidenti dei gruppi consiliari per convocare l’aula. Il punto all’ordine del giorno sarà uno solo: la presa d’atto della comunicazione del presidente della Giunta. Da quel momento scatteranno i dieci giorni previsti dalla normativa per la convocazione ufficiale dell’ultima seduta, nella quale si chiuderà formalmente la legislatura in corso.

I tempi

Secondo quanto emerge dalle tempistiche previste, la prossima seduta del Consiglio regionale dovrebbe tenersi entro il mese di agosto, prima della pausa estiva. Una volta presa d’atto della cessazione del mandato di Occhiuto, sarà compito del Consiglio certificare l’interruzione della legislatura. Da lì scatteranno i termini per lo scioglimento ufficiale dell’assemblea e l’avvio delle procedure per l’indizione delle nuove elezioni. Il ritorno al voto è previsto per l’autunno, con ogni probabilità tra fine ottobre e novembre. Sarà il ministero dell’Interno, in accordo con la Regione, a indicare la data esatta. Intanto i partiti si preparano alla campagna elettorale.

Le motivazioni

Le dimissioni di Occhiuto arrivano a meno di quattro anni dalla sua elezione, avvenuta nell’autunno 2021. Alla base della decisione c’è la volontà di presentarsi nuovamente alle urne per ottenere un secondo mandato, approfittando del consenso politico costruito in questi anni di governo. Il presidente uscente, espressione di Forza Italia e sostenuto dalla coalizione di centrodestra, ha scelto di accelerare i tempi per andare al voto anticipato. Contestualmente, Occhiuto ha ricevuto il sostegno del suo partito e della Lega, il cui leader Matteo Salvini è atteso nei prossimi giorni in Calabria per affiancarlo nella nuova fase politica. Salvini ha già fatto sapere che la Lega sosterrà la sua ricandidatura, confermando l’alleanza di governo uscente.

Il ruolo di Mancuso

Il presidente dell’assemblea regionale Filippo Mancuso ha confermato che lascerà a sua volta la guida del Consiglio al termine della legislatura. Ha annunciato che non si ricandiderà alla presidenza dell’aula, spiegando che il suo impegno si concluderà con l’insediamento del nuovo Consiglio regionale. Mancuso ha però ribadito il sostegno alla decisione di Occhiuto, condivisa – ha detto – con senso di responsabilità e continuità politica.

Le reazioni delle opposizioni

Le opposizioni non hanno risparmiato critiche alla gestione della fase finale della legislatura. Il Partito Democratico, il Movimento 5 Stelle e il gruppo misto hanno attaccato la maggioranza, accusando il presidente uscente di piegare le istituzioni a fini personali. Secondo le opposizioni, Occhiuto avrebbe utilizzato le proprie dimissioni non come gesto politico trasparente, ma come manovra per controllare i tempi elettorali e pilotare la successione. Hanno inoltre denunciato il rischio che, in assenza di un Consiglio pienamente operativo, si produca un vuoto di rappresentanza in un momento delicato per la Calabria, con diversi dossier aperti su sanità, trasporti e fondi europei. A criticare apertamente l’operazione sono stati, tra gli altri, Mimmo Bevacqua (Pd), Davide Tavernise (M5S) e Antonio Lo Schiavo (Misto), che parlano di una chiusura “a orologeria” della legislatura. I tre esponenti hanno annunciato una conferenza stampa per approfondire gli effetti istituzionali e politici del gesto di Occhiuto. L’incontro è previsto per oggi a mezzogiorno nei locali del gruppo Pd a Palazzo Campanella.

La gestione del periodo transitorio

Nei prossimi giorni, l’attenzione sarà rivolta alla gestione della macchina amministrativa regionale durante il periodo transitorio. Il presidente uscente manterrà le funzioni ordinarie fino all’insediamento del nuovo governo regionale. Il rischio, secondo l’opposizione, è che in questi mesi si possa operare senza un adeguato controllo da parte dell’assemblea legislativa, con il Consiglio ormai in dismissione. Nonostante le critiche, dalla maggioranza si sottolinea il percorso portato avanti in questi anni: dalla riorganizzazione della sanità alla gestione delle risorse del Pnrr. Il centrodestra punta a riproporsi come blocco compatto, con Occhiuto nuovamente candidato alla guida della Regione.

Le prossime mosse

Oggi è previsto l’incontro tra il presidente Mancuso e i capigruppo per avviare formalmente le operazioni di chiusura della legislatura. Una volta convocata la prossima e ultima seduta, si aprirà la fase pre-elettorale. La data del voto sarà annunciata nelle settimane successive, ma già da ora si può considerare iniziata la corsa verso le urne. Occhiuto, da parte sua, è pronto a rilanciare la sua candidatura. Il centrodestra si prepara a ricompattarsi intorno al suo nome, mentre il centrosinistra lavora a una possibile coalizione alternativa. Nei prossimi giorni, anche i vertici nazionali dei partiti potrebbero intervenire nella definizione delle alleanze locali. La Calabria si prepara dunque a un nuovo passaggio elettorale. Dopo quasi quattro anni di governo, la legislatura volge al termine con un voto anticipato che si preannuncia determinante per gli equilibri politici regionali.

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