Iraceb abbandonato: la Regione tace, ma il patrimonio culturale non può essere dimenticato

 

CORIGLIANO-ROSSANO (CS) – L’Istituto Regionale per le Antichità Calabresi e Bizantine (IRACEB), un’istituzione culturale istituita da una legge regionale e con sede a Rossano, si trova in uno stato di completo abbandono, e la Regione Calabria non ha ancora fornito spiegazioni. In un comunicato stampa, il Consigliere Uva, denuncia l’immobilismo dell’ente, che da anni non rende operativo l’Istituto, nonostante il suo prezioso patrimonio e l’esistenza di una legge ancora in vigore.

Nel comunicato si sottolinea che l’IRACEB non è mai stato formalmente soppresso, eppure è privo di un organo direttivo e di personale, e il suo ricco patrimonio librario è inaccessibile. La Regione ha ignorato le comunicazioni inviate, comprese le delibere del Comune di Corigliano-Rossano (n. 152/2016 e n. 487/2023) che mettevano a disposizione locali gratuiti per il trasferimento dell’Istituto.

Un dovere verso la cultura e la legalità

Il silenzio della Regione viene definito “istituzionalmente inaccettabile”. Non intervenire, si legge nel comunicato , significa non solo ignorare un preciso dovere verso la cultura, la ricerca e la memoria storica, ma anche violare la legge regionale n. 6/89, che ha istituito l’IRACEB e che è ancora valida.

Per sbloccare la situazione, sono state inviate tre precise richieste alla Regione Calabria:

  • La copertura del debito per la sede attuale.
  • Il trasferimento del materiale nei locali comunali messi a disposizione.
  • Il ripristino degli organismi gestionali.

Il comunicato conclude avvertendo che, in assenza di risposte immediate, verranno intraprese tutte le azioni pubbliche necessarie per tutelare la legalità, la trasparenza e il patrimonio culturale calabrese.

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