Cosenza, 22 ottobre 2025 – I dati più aggiornati sull’assistenza territoriale in Italia restituiscono un quadro preoccupante. Sebbene il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza abbia favorito un incremento complessivo del numero di assistiti, la qualità e la continuità delle cure domiciliari mostrano un’evidente flessione.Secondo le rilevazioni presentate nel corso del XXIII Congresso Nazionale della Confederazione Associazioni Regionali di Distretto (CARD), la quota di assistenza domiciliare “vera e propria”, destinata a pazienti con bisogni complessi e continuativi, è scesa dal 58,7% del 2021 al 41,1% del 2023.Parallelamente, è cresciuto il numero di interventi “prestazionali”, salito al 58,9%, e di accessi “spot”, iniziati e conclusi nella stessa giornata, passati dal 15% al 29% nello stesso arco temporale. Nonostante l’aumento degli utenti serviti, la media di accessi per assistito anziano è diminuita, attestandosi a 14,3 nel 2023, valore inferiore al periodo precedente al PNRR e lontano dai 39 accessi per utente indicati come obiettivo di riferimento.
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Secondo l’associazione, la crescita dei servizi “prestazionali” a scapito delle cure integrate segnala un ritorno a un modello di intervento episodico e frammentato. CARD ha sottolineato che il vero obiettivo del PNRR — rendere la casa il primo luogo di cura — resta ancora lontano e che la carenza di personale dedicato, insieme alla limitata interoperabilità dei sistemi informativi, ostacola la costruzione di percorsi continui. Il congresso ha dato ampio spazio alle proposte operative presentate dalle Associazioni Regionali aderenti a CARD. Tra i principali ambiti di approfondimento: Le Centrali Operative Territoriali (COT) e il ruolo del numero unico 116117 come strumento di continuità assistenziale e orientamento del cittadino. La presa in carico integrata, che valorizza l’intervento multidisciplinare e il raccordo tra assistenza domiciliare e servizi ospedalieri. La salute mentale, con attenzione particolare ai giovani e alle conseguenze psicologiche post-pandemia. Le liste di attesa, e il possibile ruolo dei Distretti nell’ottimizzare i percorsi di accesso. La salute penitenziaria, competenza affidata ai Distretti, e le criticità nell’assicurare livelli essenziali di assistenza nelle carceri. Sono stati inoltre trattati i temi delle vaccinazioni, delle cure palliative, della telemedicina e della necessità di un coordinamento unico per le attività di prevenzione e promozione della salute. Su un punto, CARD ha espresso una posizione ferma: la governance della medicina generale e della pediatria di libera scelta deve essere collocata nel Distretto. «Al di là degli aspetti contrattuali — si legge nella dichiarazione finale — occorre individuare con chiarezza il luogo di governo delle funzioni territoriali. Per CARD, questo luogo è il Distretto». Il Congresso di Rende ha visto la presenza di numerosi rappresentanti istituzionali e del mondo accademico. L’Asp di Cosenza ha presentato nel corso del congresso le proprie linee di intervento per il potenziamento dei servizi distrettuali, in coerenza con gli obiettivi del PNRR e con le indicazioni regionali. In particolare, sono state illustrate le attività relative a: potenziamento delle Centrali Operative Territoriali; attivazione delle Case della Comunità e dei servizi di prossimità nei comuni periferici; rafforzamento delle Unità di Continuità Assistenziale e dei percorsi di assistenza integrata per pazienti cronici e fragili; sviluppo di sistemi informativi condivisi per la presa in carico digitale e il monitoraggio degli accessi domiciliari.
ASP DI COSENZA – UFFICIO STAMPA






