A Corigliano Rossano si è svolta una giornata informativa dedicata all’agricoltura di precisione e alla sostenibilità delle filiere, con particolare attenzione all’applicazione del modello agrovoltaico in ambito agrumicolo. L’incontro, tenutosi presso l’azienda agricola Martilotti Gabriella, ha offerto un quadro concreto su come l’innovazione tecnologica possa integrarsi con la tradizione agricola del territorio. La giornata è stata aperta con interventi tecnici su tracciabilità digitale, tecniche agronomiche e nuove soluzioni di risparmio energetico. A margine dell’incontro, abbiamo ascoltato Gabriella Martilotti, che ha raccontato l’esperienza diretta della propria azienda, pioniera nell’applicazione di un impianto agrovoltaico innovativo. «Al momento l’integrazione del modello agrovoltaico nella nostra azienda procede ottimamente. Lo stiamo monitorando da gennaio 2025, data in cui abbiamo attivato un impianto sperimentale da un mega di potenza. Ad aprile abbiamo impiantato le prime Naveline risanata su un portinnesto compatibile con la struttura fotovoltaica, e da allora osserviamo uno sviluppo equilibrato sia nella produzione di energia sia nella crescita delle piante». La combinazione di agricoltura e produzione elettrica, spiega Martilotti, permette di ottenere risultati sorprendenti. «Abbiamo notato un’ottima produzione di energia compatibile con l’evoluzione naturale delle piante. In questi mesi il sistema ha mostrato stabilità e risultati incoraggianti, con uno sviluppo vegetativo costante e senza segni di stress».
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Uno degli aspetti più interessanti riguarda il risparmio idrico e la qualità delle piante. «Non possiamo ancora parlare di resa degli agrumi, perché le piante sono giovani, ma abbiamo riscontrato benefici significativi sullo sviluppo. Il primo è il risparmio d’acqua: le piante crescono bene anche con una quantità ridotta di irrigazione. Il secondo è l’effetto ombreggiante dei pannelli, che protegge le foglie dal calore eccessivo e favorisce una fotosintesi più equilibrata». Martilotti spiega che la presenza dei pannelli fotovoltaici ha migliorato anche la resistenza delle piante alle alte temperature. «La vegetazione è più performante, le foglie mantengono un colore più intenso e uniforme. All’esterno dell’impianto, invece, le foglie risultano più chiare, segno che il microclima sotto la struttura agrovoltaica è più favorevole. È un cambiamento evidente e misurabile».
Sul piano tecnico, l’impianto agrovoltaico realizzato dall’azienda si estende su circa un ettaro e 300 metri e ha una potenza nominale di un mega. «Trattandosi di un sistema innovativo con tracker e pannelli bifacciali ad inseguimento solare – precisa Martilotti – dovrebbe produrre fino a 1800 mega all’anno. Si tratta di una produzione stimata che conferma l’efficienza dell’impianto e la compatibilità con la coltivazione agrumicola». Il progetto rappresenta un modello replicabile di gestione sostenibile delle risorse agricole, con vantaggi non solo energetici ma anche gestionali. «Questo tipo di impianto riduce l’uso di acqua, fertilizzanti ed erbicidi. L’ombreggiamento naturale e la subirrigazione più vicina alle radici permettono di risparmiare risorse e, nel tempo, anche mano d’opera. È un passo importante verso un’agricoltura più efficiente e meno impattante». Sulla percezione della tecnologia nel settore, Martilotti è chiara. «A chi ritiene che la tecnologia spersonalizzi l’agricoltura rispondo che è esattamente il contrario. Questa è un’evoluzione naturale del comparto agricolo.
Nella Piana di Sibari, dove la terra è stata bonificata e resa fertile, l’agricoltura ha sempre seguito un percorso di trasformazione. Oggi possiamo unire la produzione agricola con quella energetica, creando un equilibrio tra tradizione e modernità». Secondo Martilotti, l’agrovoltaico non rappresenta solo un’opportunità tecnica, ma anche culturale. «Se vogliamo stare al passo coi tempi e affrontare i cambiamenti climatici, dobbiamo evolverci. La tecnologia non sostituisce il lavoro agricolo, lo valorizza. La conoscenza dei dati, l’uso mirato delle risorse e la capacità di leggere il comportamento delle piante ci rendono agricoltori più consapevoli». La giornata di Corigliano Rossano ha così mostrato come l’innovazione possa dialogare con l’esperienza. Il progetto dell’azienda Martilotti diventa un esempio di transizione agricola: un modo concreto di produrre energia pulita senza sottrarre terra alla coltivazione. In un territorio che da sempre vive di agrumi, l’agrovoltaico apre una nuova prospettiva: quella di un’agricoltura capace di generare valore economico e ambientale insieme, unendo la luce del sole e la forza della terra.






