Corigliano-Rossano, 30 ottobre 2025 – comunicato stampa – La bocciatura della delibera da 13 miliardi di euro per il ponte sullo stretto da parte della corte dei conti non è solo un colpo per il ministro salvini, ma rappresenta soprattutto la “totale inesistenza di politiche strategiche” del governo meloni. È quanto dichiara in una nota il sindaco di corigliano-rossano, flavio stasi, che coglie l’occasione per denunciare il disinteresse del governo verso gli asset infrastrutturali del sud italia.
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Il sindaco sposta il focus della critica dal ministro dei trasporti alla premier: “il dato politico non riguarda solo il ministro salvini, che su queste operazioni ha messo la faccia, ma soprattutto riguarda la totale inesistenza di politiche strategiche di meloni e del suo governo.” Secondo stasi, non c’è una risorsa strategica nazionale – dalle ferrovie ad enel – che non sia attualmente “totalmente impantanata”.
La richiesta per la calabria: il nodo di tarsia
La bocciatura della delibera impone ora al governo un’azione immediata. Stasi chiede che vengano immediatamente rimessi i 10 miliardi di euro che erano stati sottratti dal fondo complementare al pnrr e che erano destinati all’alta velocità e, crucialmente, al nodo di tarsia. L’opera è definita come “la più importante opera infrastrutturale per lo sviluppo della calabria”.
Non meno aspra è la critica alla gestione della zes (zona economica speciale). Il sindaco la definisce “totalmente stravolta dall’assurda impostazione del governo che, come sempre alla carlona, piuttosto che valorizzare le aree strategiche ha annacquato la misura includendo tutto il mezzogiorno, ma con gli stessi fondi di prima”. Questa mossa, secondo stasi, è la ragione per cui sono “saltati investimenti anche sul nostro territorio”, a causa della “inadeguatezza, o forse dell’assenza, delle politiche incentivanti del governo”.
In conclusione, stasi chiede che i fondi del ponte restino al sud, ma vengano investiti in “opere vere che garantiscono sviluppo alle comunità”, riaffermando che il comune è pronto a dare battaglia per il ripristino dei fondi per il nodo di tarsia.






