Sindaci eletti al primo turno con il 40 per cento: cosa cambia davvero nei Comuni

 Il ballottaggio alle elezioni comunali potrebbe diventare un ricordo. In Senato è tornata al centro del dibattito una proposta che prevede l’elezione diretta del sindaco al primo turno con il 40 per cento dei voti nei Comuni sopra i 15 mila abitanti.

La maggioranza sostiene che il secondo turno registra meno partecipazione e rischia di ribaltare il risultato iniziale. Secondo questa impostazione, chi arriva primo al primo turno dovrebbe avere la possibilità di governare senza passaggi successivi, ottenendo anche un premio in Consiglio comunale.

Le opposizioni non condividono l’impianto della riforma. «Così si indebolisce la rappresentanza e si riduce il peso degli elettori», spiegano esponenti del centrosinistra, che temono sindaci eletti con una base di consenso ristretta.

La modifica avrebbe effetti immediati anche in Calabria. Crotone e Reggio Calabria voteranno già quest’anno, mentre nel 2027 toccherà a Catanzaro e Cosenza. In queste città, in passato, il secondo turno ha cambiato l’esito del voto.

Il confronto parlamentare è ancora aperto, ma l’obiettivo dichiarato è arrivare all’approvazione in tempi rapidi per applicare le nuove regole già alle prossime amministrative.

Articoli correlati: