COSENZA – La prevenzione oncologica in Calabria finisce al centro di un’interrogazione regionale. La consigliera Rosellina Madeo (Partito Democratico) ha sollevato il caso del blocco degli screening per il tumore al colon retto, denunciando gravi carenze strutturali che impedirebbero ai cittadini di accedere ai test preventivi, in particolare nel territorio dell’Asp di Cosenza.
Progetti fermi e carenza di materiali
Secondo quanto dichiarato dalla consigliera, i programmi di prevenzione risulterebbero inefficaci a causa della mancata spedizione degli inviti o, nei casi più gravi, per l’impossibilità di effettuare gli esami. Nei 150 comuni del cosentino, l’esecuzione dei test sarebbe ostacolata dall’assenza di macchinari e reagenti necessari. Madeo richiama l’attenzione su un progetto annunciato oltre un anno fa, che prevedeva l’attivazione di sei ambulatori dedicati in tutta la provincia, ma che ad oggi sembrerebbe rimasto sulla carta.
L’appello alla Giunta regionale
Con l’interrogazione rivolta al presidente e commissario alla Sanità, Roberto Occhiuto, l’esponente dem chiede chiarimenti sullo stato di attuazione dei programmi di screening e sull’utilizzo dei fondi destinati. «Investire sulla diagnosi precoce – sottolinea Madeo – è una priorità che fa bene alla salute dei cittadini e alle casse regionali». La consigliera sollecita un intervento immediato per innalzare i livelli essenziali di assistenza (Lea), sottolineando come la mancanza di materiali di consumo e strumentazioni alimenti la sfiducia degli utenti verso il sistema sanitario calabrese.
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