Epatite A, pazienti di Corigliano Rossano tra i casi sotto osservazione

Si allarga il numero dei casi sospetti di epatite A nel territorio cosentino. Tra le persone colpite figurano anche due pazienti residenti a Corigliano Rossano, inseriti nel quadro clinico che ha portato diversi ricoveri all’ospedale Annunziata di Cosenza.

A fare il punto è stato nei giorni scorsi Martino Rizzo, direttore del Dipartimento di Igiene Pubblica dell’Asp di Cosenza, dalle colonne della Gazzetta del Sud.

Rizzo ha spiegato che risalire con precisione all’origine del contagio richiede tempo e verifiche accurate: «Non si tratta di un’indagine semplice perché il virus dell’epatite A si diffonde per via orofecale». Un elemento comune, però, emerge dalle storie cliniche analizzate: «Non sappiamo con certezza l’origine del contagio, ipotizziamo solo che il virus possa essersi diffuso attraverso il consumo di cozze o mitili».

Il possibile legame con alimenti di mare si collega a quanto già osservato nei giorni scorsi nel Catanzarese e nel Lametino, dove si sono registrati diversi accessi ospedalieri. In quelle aree sono stati individuati più focolai, con pazienti ricoverati nei reparti di Malattie infettive e Medicina generale.

Le autorità sanitarie hanno avviato indagini epidemiologiche e campionamenti delle acque, che finora non hanno evidenziato anomalie. L’attenzione resta alta, soprattutto sul fronte alimentare, con verifiche sulla conservazione dei prodotti ittici.

L’evoluzione della situazione viene monitorata costantemente dall’Asp, mentre si invita la popolazione a prestare attenzione alle norme igieniche e alla provenienza degli alimenti consumati.

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