Welfare, scontro Straface-Grillo. L’Assessore di Corigliano-Rossano chiarisce: «Nessun fondo bloccato, dati letti male»

CORIGLIANO-ROSSANO – Non si placa la polemica sulla gestione dei servizi sociali in Calabria. Dopo i rilievi mossi dall’assessore regionale Pasqualina Straface, arriva la secca replica di Marinella Grillo, Assessore alle Politiche Sociali di Corigliano-Rossano. Una risposta che punta a smontare la narrazione di una presunta inerzia burocratica, riportando la discussione sul binario della tecnica contabile e della programmazione.

La distinzione tra “impegno” e “liquidazione”

Il punto centrale della difesa di Marinella Grillo riguarda la differenza tra fondi fermi e fondi già impegnati. «Confondere la fase contabile con quella della liquidazione significa offrire una rappresentazione non corretta», attacca l’assessore comunale. Secondo il braccio operativo del welfare cittadino, le somme indicate come “residui” non sono affatto dormienti, ma risultano già vincolate a servizi attivi o a procedure di gara in corso.

Sotto la lente finisce soprattutto il Fondo Povertà (QSFP): Grillo smentisce categoricamente l’esistenza di 7,1 milioni di euro bloccati. Al contrario, circa 3 milioni sono stati recentemente programmati per il biennio 2024/2025, mentre le annualità precedenti sono interamente impegnate.

I nodi del “Dopo di Noi” e la burocrazia regionale

L’Assessore Grillo sposta poi l’attenzione sulle criticità di sistema, rigettando le accuse di inefficienza locale. Sul tema delicato del “Dopo di Noi”, la difesa è netta: le difficoltà di applicazione non dipenderebbero dall’Ambito territoriale, ma da linee guida regionali giudicate “non coerenti con i bisogni reali delle famiglie”, che ne avrebbero reso quasi impossibile l’attuazione concreta.

A complicare il quadro, secondo Grillo, si è aggiunto il passaggio tra diverse piattaforme informatiche ministeriali e regionali, che avrebbe generato un naturale aggravio procedurale senza però interrompere la continuità dei servizi erogati ai cittadini.

«No alla strumentalizzazione delle fragilità»

In chiusura, Marinella Grillo lancia un monito politico e istituzionale: «Trasformare il welfare in un attacco politico utilizzando le fragilità come leva comunicativa è scorretto. Il sociale non si misura con le dichiarazioni, ma con le risposte garantite ogni giorno sul territorio».

L’assessore invita al rigore nella lettura dei dati, ricordando che i target di rendicontazione (fissati al 75% su base regionale e non locale) sono pienamente rispettati in vista delle scadenze del 2026.

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