Sanità, il “caso Calabria” approda in Senato: Furlan e Musolino interrogano il Governo sul debito da commissariamento

REGGIO CALABRIA / ROMA – La gestione della sanità calabrese non è più solo una questione territoriale, ma diventa un caso parlamentare. L’iniziativa parte da una mozione depositata lo scorso febbraio in Consiglio Regionale da Filomena Greco (Casa Riformista – Italia Viva), che oggi trova una sponda istituzionale a Roma grazie all’interrogazione parlamentare presentata dalle senatrici di Italia Viva, Annamaria Furlan e Dafne Musolino.

La tesi: «Commissariati nei poteri, ma soli nei debiti»

Il cuore della battaglia politica risiede nella ripartizione delle responsabilità finanziarie. Dal 2010, la sanità calabrese è stata gestita da commissari di nomina governativa che hanno operato con pieni poteri su personale, spesa e organizzazione. Quindici anni di “gestione sostitutiva” che, secondo Greco, hanno prodotto una massa debitoria enorme, a fronte della chiusura di 18 ospedali, del blocco del turnover e di una mobilità passiva record verso le regioni del Nord.

«Non chiediamo regali, ma una corretta attribuzione delle responsabilità — aveva dichiarato Filomena Greco —. Se le scelte gestionali sono state assunte integralmente dallo Stato attraverso i suoi commissari, lo Stato deve farsi carico anche degli effetti finanziari di quelle decisioni».

L’interrogazione ai Ministri Schillaci e Giorgetti

Le senatrici Furlan e Musolino hanno ora chiamato in causa i Ministri della Salute e dell’Economia, ponendo tre quesiti precisi:

  1. Ricognizione analitica: Se sia in corso un’analisi per stabilire quanta parte del debito sia figlia delle scelte commissariali.

  2. Tavolo interistituzionale: Se il Governo intenda avviare un piano di riparto del debito con una compartecipazione statale.

  3. Sollievo fiscale: Se siano previste misure per alleggerire la pressione fiscale (IRPEF e IRAP) che i calabresi pagano ai massimi livelli da anni per risanare i conti sanitari.

Greco: «Ora la politica regionale non può più attendere»

Nonostante la mozione sia ferma in Consiglio Regionale dal 25 febbraio, Filomena Greco esprime soddisfazione per il traguardo romano: «Questo è il metodo di Italia Viva: costruire proposte serie sul territorio e portarle dove il Governo è obbligato a rispondere. Mentre la politica regionale sconta lungaggini burocratiche, Roma ora deve scoprire le carte».

Secondo la consigliera regionale, un eventuale riconoscimento della corresponsabilità statale libererebbe risorse vitali: «Meno debito da ripianare per la Calabria significa più fondi per abbattere le liste d’attesa, potenziare i presidi territoriali e assumere personale. Mi aspetto che anche il presidente Occhiuto faccia la sua parte in questa battaglia».

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