Trebisacce, truffa a un anziano disabile: due arresti dopo finti controlli dei carabinieri

A Trebisacce un anziano invalido è stato raggirato con una truffa costruita nei dettagli. Due uomini, identificati con le iniziali F.P.D.S. e R.A.P., entrambi di origine napoletana, sono finiti sotto indagine e arrestati con l’accusa di aver messo in atto un piano basato su telefonate e finte verifiche delle forze dell’ordine. Sono stati rinchiusi nel carcere di Castrovillari in attesa della convalida dell’arresto.

Secondo quanto emerge i fatti risalgono al 30 aprile 2026. La vittima, un uomo con invalidità totale, è stata contattata telefonicamente da un soggetto che si è presentato come «maresciallo dei carabinieri». Durante la chiamata gli è stato riferito che, a seguito di indagini su una rapina avvenuta a Policoro, il suo nominativo risultava collegato al libretto di circolazione dell’auto usata per il reato.

Poco dopo, sempre al telefono, sarebbe intervenuto anche un presunto «pubblico ministero», che avrebbe confermato la necessità di verifiche immediate. All’anziano è stato quindi chiesto di collaborare, consentendo un controllo sui beni presenti in casa per escludere eventuali collegamenti con la rapina.

Nel giro di pochi minuti, uno dei due indagati si sarebbe presentato presso l’abitazione della vittima, qualificandosi come carabiniere. L’altro sarebbe rimasto in auto con il ruolo di supporto. L’uomo entrato in casa ha chiesto di mostrare denaro e gioielli, spiegando che si trattava di una procedura necessaria per documentare e verificare la provenienza dei beni.

Convinto dalla situazione e dal tono autoritario degli interlocutori, l’anziano ha consegnato quanto richiesto. Secondo gli atti, sarebbero stati sottratti contanti per circa 1010 euro, oltre a diversi oggetti in oro e argento: anelli, spille, una collana e bracciali. Il tutto sarebbe stato portato via con la promessa di una restituzione dopo i controlli.

La Procura contesta ai due indagati il reato di truffa aggravata in concorso, con l’aggravante di aver approfittato delle condizioni della vittima, legate all’età e allo stato di disabilità. Per uno dei due viene inoltre ipotizzata anche la violazione della normativa sulle armi, per il possesso ingiustificato di un coltello multiuso.

Dopo l’intervento dei carabinieri, è stata eseguita una perquisizione con sequestro di diversi oggetti ritenuti utili alle indagini. Tra questi, telefoni cellulari, un coltello e un’autovettura utilizzata per gli spostamenti. Il provvedimento è stato successivamente convalidato dalla Procura, che ha ritenuto legittime le operazioni svolte.

Gli indagati risultano assistiti dagli avvocati Alfonso Loria, del foro di Castrovillari, e Maria Matràngolo, anch’ella del foro di Castrovillari.

Le indagini proseguono per chiarire eventuali ulteriori episodi analoghi e verificare se vi siano altri soggetti coinvolti nello stesso schema di raggiro.

 

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