CORIGLIANO-ROSSANO – Alta tensione politica e sociale attorno alla casa circondariale di Rossano. Dopo il presidio di protesta svoltosi domenica 3 maggio per chiedere la libertà di Salem Ahmad, questa mattina l’Eurodeputato Mimmo Lucano ha varcato la soglia del penitenziario per far visita ai detenuti palestinesi Salem Ahmad, Yaser Asaly e Reyad Bustanji.
Lo stop all’interprete: è polemica
La visita è stata segnata da una denuncia immediata da parte delle attiviste del coordinamento “Corigliano-Rossano per la Palestina” e degli attivisti della “Freedom Flotilla Italia”. La direzione del carcere ha infatti impedito l’ingresso a Shokri Hroub, membro della Freedom Flotilla e interprete di fiducia che in passato aveva già affiancato parlamentari in ispezioni analoghe.
Secondo quanto dichiarato da Hroub e Lucano, la motivazione addotta è che l’accesso sia consentito esclusivamente ai collaboratori dei parlamentari. Una norma definita dall’Eurodeputato come «illogica e antidemocratica», poiché impedisce di fatto a un rappresentante delle istituzioni di sincerarsi correttamente delle condizioni di salute dei detenuti senza il supporto di una traduzione.
Le condizioni dei detenuti e il “reato di Palestina”
Durante l’ispezione, Lucano ha interloquito singolarmente con i tre palestinesi, sollevando un allarme particolare per Reyad Bustanji, affetto da diabete e in attesa di una visita urologica urgente.
L’ex sindaco di Riace ha espresso piena solidarietà ai tre, contestando duramente le ragioni della loro detenzione:
«La loro colpa è solo quella di essere palestinesi e di voler solidarizzare con il loro popolo, vittima da tre anni di un criminale genocidio. La loro detenzione è assurda e inconcepibile: se questa è la colpa, allora sono colpevole anche io del reato di Palestina».
La denuncia contro l’economia di guerra
Gli attivisti calabresi per la Palestina hanno ribadito che le accuse hanno una matrice politica volta a reprimere chi solidarizza con la causa palestinese. La polemica ha investito anche il ruolo della Calabria nel conflitto, con riferimento al porto di Gioia Tauro, definito centro dell’economia di guerra per il transito di materiale “dual use” e per il precedente del giugno 2025, quando furono intercettati container di armi diretti in Israele.
Nuove iniziative in programma
La battaglia per la scarcerazione dei tre detenuti non si ferma. Mimmo Lucano e i coordinamenti locali hanno già annunciato l’intenzione di organizzare una nuova visita collettiva nella casa circondariale di Rossano, coinvolgendo altri parlamentari per garantire lo svolgimento dei colloqui in modalità consone e mantenere accesi i riflettori sulla vicenda.
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