Scuola, cortei in tutta Italia contro la riforma degli istituti tecnici

Dalle grandi città ai centri universitari, migliaia di studenti, insegnanti e lavoratori della scuola sono scesi in piazza contro la riforma degli istituti tecnici proposta dal governo. Le manifestazioni si sono svolte in oltre 50 città italiane durante la giornata di sciopero nazionale promossa da sindacati e movimenti studenteschi.

Nel mirino dei cortei ci sono le modifiche al sistema scolastico, i percorsi scuola-lavoro, il precariato e le politiche legate alla formazione professionale. In diverse piazze sono comparsi striscioni e slogan contro quella che i manifestanti definiscono una scuola sempre più legata alle esigenze delle imprese.

Le proteste più partecipate si sono registrate a Roma, Torino e Milano. Nella capitale gli studenti hanno manifestato davanti al Ministero dell’Istruzione chiedendo maggiori investimenti per scuola, università e diritto allo studio.

Durante la giornata non sono mancati momenti di tensione politica. Al centro delle polemiche sono finite anche alcune parole pronunciate dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara durante un evento in Irpinia dedicato a Piersanti Mattarella. Nel suo intervento il ministro ha attribuito alle Brigate Rosse l’omicidio del fratello del presidente della Repubblica, ucciso invece dalla mafia. Poco dopo Valditara ha parlato di un lapsus chiarendo l’errore.

Sui social e tra le opposizioni si sono moltiplicate le critiche, mentre il ministro ha difeso il proprio operato accusando alcuni ambienti politici di strumentalizzare la vicenda.

Dibattito anche sui numeri dello sciopero. Secondo il governo l’adesione sarebbe stata limitata, mentre sindacati e organizzatori parlano di una partecipazione significativa in molte città italiane.

La riforma degli istituti tecnici resta adesso uno dei temi più discussi nel confronto tra governo, scuola e studenti.

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