La Calabria rischia di pagare uno dei conti energetici più pesanti d’Italia. Secondo le stime elaborate dall’Ufficio studi della Cgia, tra carburanti, luce e gas l’impatto economico per famiglie e imprese calabresi potrebbe sfiorare i 5 miliardi di euro tra il 2025 e il 2026.
A pesare sono soprattutto gli aumenti legati all’energia elettrica e ai carburanti. La regione registra infatti il tasso di crescita più alto a livello nazionale per i rincari della corrente elettrica, con effetti diretti sui bilanci domestici e sulle attività produttive.
Il caro benzina continua a incidere fortemente in una regione dove gran parte degli spostamenti avviene ancora su gomma. L’aumento del prezzo del gasolio e dei carburanti sta facendo crescere i costi di trasporto delle merci e di conseguenza anche quelli dei prodotti di consumo quotidiano.
Secondo l’analisi della Cgia, oltre 500 milioni di euro in più all’anno sarebbero assorbiti soltanto dal settore carburanti. A questo si aggiungono gli aumenti delle bollette elettriche che colpiscono soprattutto piccole imprese, negozi, laboratori artigiani e strutture turistiche.
Le associazioni che si occupano di disagio economico segnalano un aumento delle richieste di aiuto per il pagamento delle utenze domestiche. Sempre più famiglie sarebbero costrette a tagliare spese essenziali per riuscire a sostenere i costi di energia e trasporti.
Il paradosso, evidenzia lo studio, è che tutto questo accade in una regione che produce energia ma che continua a subire rincari molto elevati.
Secondo gli esperti, le misure finora adottate dal governo non sarebbero sufficienti a compensare l’impatto dell’aumento dei prezzi. E il rischio è che la pressione economica continui a crescere nei prossimi mesi.
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