A Corigliano Rossano una giornata dedicata al neurosviluppo tra testimonianze, sanità e nuovi progetti regionali per l’inclusione – Le richieste di assistenza per disturbi dello spettro autistico e problemi del neurosviluppo continuano ad aumentare nello Ionio cosentino. Un fenomeno che negli ultimi anni ha assunto dimensioni sempre più evidenti e che oggi coinvolge centinaia di famiglie costrette a confrontarsi con lunghe attese, carenza di specialisti e percorsi spesso complessi.
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Musica, testimonianze, stand informativi e momenti artistici hanno accompagnato una giornata che ha cercato di accendere l’attenzione su un tema che riguarda sempre più famiglie. Dietro ai numeri, infatti, ci sono genitori che ogni giorno affrontano difficoltà legate alle diagnosi, alle terapie, all’inserimento scolastico e all’inclusione sociale dei propri figli.
Secondo quanto emerso durante l’incontro, negli ultimi dieci anni le richieste di valutazione per disturbi in età evolutiva sono aumentate sensibilmente anche nello Ionio Nord. Un dato che i professionisti del settore registrano quotidianamente negli ambulatori territoriali. «Negli ultimi dieci anni sono aumentate le richieste per disturbi in età evolutiva a partire anche da 10 mesi di vita», ha spiegato la neuropsichiatra infantile che opera nel distretto Ionio Nord e Sud Domenica Puntorieri da circa venticinque anni.
L’aumento dei casi non ha ancora una spiegazione scientifica definitiva. Le ipotesi guardano soprattutto a fattori ambientali che inciderebbero già nei primi mille giorni dal concepimento, una fase considerata molto delicata per lo sviluppo neurologico del bambino. Uno degli aspetti più importanti resta quello della diagnosi precoce. Intervenire tempestivamente permette infatti di migliorare il percorso evolutivo del bambino e aumentare le possibilità di autonomia futura. «La diagnosi precoce, se riusciamo a farla, è fondamentale», ha spiegato la specialista, evidenziando però come sia molto difficile effettuare valutazioni definitive nei bambini di appena 18 o 24 mesi. Nonostante questo, l’intervento anticipato continua a rappresentare uno strumento decisivo. «L’intervento precoce ci permette di migliorare la traiettoria evolutiva di quel bambino e migliorare la qualità di vita», ha aggiunto.
In alcuni casi i risultati possono essere particolarmente positivi. La stessa neuropsichiatra ha raccontato episodi di bambini che, grazie ai percorsi terapeutici avviati in tempo, sono riusciti a superare molte difficoltà iniziali raggiungendo una buona autonomia personale e relazionale. Accanto all’aspetto sanitario, resta però il problema quotidiano delle famiglie. I tempi per ottenere visite specialistiche continuano a essere lunghi e il numero di neuropsichiatri infantili presenti sul territorio viene considerato insufficiente rispetto alla crescente domanda di assistenza.
«Le famiglie incontrano tante difficoltà ancora nel 2026», è stato sottolineato nel corso dell’incontro. Tra i problemi principali vengono indicate proprio le liste d’attesa per le visite neuropsichiatriche infantili, ma anche la difficoltà nel mettere concretamente in pratica i percorsi terapeutici suggeriti dopo la diagnosi. Molti genitori, infatti, devono affrontare spostamenti continui, costi elevati e carenza di servizi specializzati vicini al luogo di residenza. A pesare ulteriormente è anche il pregiudizio sociale che continua a colpire chi vive una condizione legata all’autismo. «Un’altra difficoltà è lo stigma ancora esistente nei territori», è stato evidenziato durante il confronto pubblico.
Il tema dell’inclusione sociale è stato uno dei punti centrali della manifestazione di Corigliano Rossano. L’obiettivo dichiarato dagli organizzatori è quello di costruire una comunità più attenta e capace di comprendere le fragilità senza isolare chi vive situazioni di disagio. Nel corso della giornata è intervenuta anche l’assessore regionale al Welfare Pasqualina Straface, che ha parlato dei progetti messi in campo dalla Regione Calabria per rafforzare la rete dedicata alle persone con disabilità e disturbi dello spettro autistico.
Secondo l’assessore, i servizi attualmente presenti non bastano ancora a rispondere alle esigenze delle famiglie. «Stiamo lavorando per costruire una rete forte di servizi», ha dichiarato. La Regione punta ora a sviluppare un modello basato sull’integrazione sociosanitaria, superando l’idea di un’assistenza limitata esclusivamente alle cure mediche.
«Non parliamo più solo di cure o assistenzialismo, ma di mettere al centro la persona attraverso una valutazione multidimensionale», ha spiegato l’assessore, richiamando la riforma introdotta dal decreto legislativo 62 del 2024. Il nuovo sistema dovrebbe coinvolgere sanità, servizi sociali, scuola, lavoro e famiglia in un percorso unico pensato per garantire maggiore autonomia alle persone con disabilità. Tra gli strumenti previsti ci sono i Punti unici di accesso e le Unità di valutazione multidimensionale, strutture che dovrebbero coordinare la presa in carico dei pazienti e ridurre i tempi necessari per avviare terapie e progetti personalizzati.
Nel corso dell’incontro è stato annunciato anche un piano regionale che prevede la nascita di 14 centri polivalenti distribuiti sul territorio calabrese. Si tratterà di spazi aperti dedicati ad attività educative, artistiche, informatiche e relazionali, con laboratori e percorsi pensati per favorire autonomia personale e inclusione sociale. L’idea è quella di creare luoghi non isolati dal contesto cittadino, ma inseriti nella vita quotidiana delle comunità attraverso collaborazioni con scuole, biblioteche, oratori e realtà associative.
«Le famiglie hanno bisogno di punti di riferimento», è stato ribadito durante la manifestazione. Il messaggio lanciato da piazza Salotto è stato chiaro: l’autismo non può essere affrontato soltanto dalle famiglie o dai servizi sanitari. Serve una rete stabile tra istituzioni, scuola, territorio e associazioni capace di sostenere concretamente chi vive ogni giorno queste difficoltà. Una richiesta che arriva da molte famiglie dello Ionio cosentino e che oggi, davanti all’aumento dei casi e delle richieste di assistenza, appare sempre più urgente.






