L’intervento | «Tagliare 300 abeti a Cozzo del Pesco è un errore ambientale»

300 abeti tagliati con la scusa di aiutare i castagni. Questo è in atto ad opera del comune di Corigliano-Rossano, proprietario del demanio forestale di Rossano. In realtà è un taglio di legna che avrà certamente conseguenze peggiorative rispetto all’erosione della neve, del vento e sulla riduzione del tasso di umidità; conseguenze a danno dei castagni secolari. Nel frattempo si tagliano 300 piante a fusto alto di una cinquantina d’anni. SOLDI IN CAMBIO DI TAGLIO DEGLI ABETI. … IL COMUNE di Corigliano-Rossano ritorna indietro di almeno 40 anni seguendo una vecchia teoria forestale del diradamento dei boschi mediante tagli generalizzati di una singola specie (l’abete douglas), ignorando le conoscenze botaniche moderne che riconoscono alla natura la capacità di autoregolazione dei vegetali nei boschi.

E così si specula su un’oasi protetta tagliando legna per giunta di una singola specie, principio aberrante quando parliamo di alberi nei boschi, anche perché gli abeti costituivano nei fatti una barriera antivento in un versante esposto a ponente e maestrale, e una riserva di umidità nel contesto. Peccato che il comune di Corigliano-Rossano abbia uffici tecnici pochissimo esperti di alberi. L’unico elemento utile è la pulizia dei pini caduti sotto il peso della neve. Ma per gli abeti che erano sanissimi non c’è alcuna giustificazione vera al taglio.

Sono rimasto basito che alcuni ambientalisti (che non nomino per pura decenza antipolemica) abbiano approvato il taglio con la scusa dello spazio liberato ai castagni. È un argomento tecnicamente inconsistente rispetto a un taglio generalizzato di 300 abeti di fronte a 100 castagni monumentali. Mi dispiace per alcuni “ambientalisti” che con grande presunzione criticano gli scienziati che hanno conosciuto e visitato l’oasi, ma si dimostrano assolutamente privi di cultura botanica e forestale se giustificano il taglio di 300 piante per fare più spazio agli alberi di castagno. Esiste una relazione di uno studioso di botanica o di un fitopatologo (un medico delle piante)? E il comune ha una simile testimonianza o documentazione? Non risulta altro che una relazione a firma di un ingegnere non esperto né di forestazione né di botanica.

A parte queste differenti opinioni, esiste una legge nazionale sulle aree protette che nel caso specifico non è stata rispettata. Vale per i Parchi nazionali e regionali. Ma il principio di un’area protetta vale al di là dell’estensione della stessa. Solo relazioni tecniche molto ben documentate da esperti del settore possono giustificare “piccoli interventi di sistemazione e parziale diradamento di vegetali”, specie in presenza documentata da botanici forestali di malattie o elementi negativi. Nulla di tutto questo. Non c’è uno straccio di parere di un esperto forestale, e in Calabria ne abbiamo nelle Università. Un taglio privo di criterio scientifico giustificato solo dalla vendita di legname, che per quanto mi risulta posso chiamare “Taglio speculativo” volto all’ottenimento di denaro a spese di alberi.

L’area in questione è un SITO DI INTERESSE COMUNITARIO denominato “FORESTE ROSSANESI” con codice nazionale IT9310067, Habitat n. 9260, CENSITO E VISITATO DI RECENTE DALLA COMMISSIONE CALABRESE di tutela dei siti comunitari con sopralluogo effettuato tre anni fa che non ha rilevato alcuna condizione di deperimento o di malattia pericolosa in atto, o altra condizione ostativa alla conservazione dei castagni.

La commissione per conto della Regione Calabria ha scritto:

“Habitat 9260 – Boschi di Castanea sativa. I boschi di castagno sono concentrati in due aree poste nel settore centrale della ZSC e interessano nel complesso circa 89 ettari. Si tratta per lo più di cedui di castagno di varia età ancora in parte utilizzati. Inoltre, esiste un nucleo con esemplari vetusti e monumentali anche di altre specie arboree come l’acero campestre (Acer campestre), l’acero opalo (Acer opalus subsp. obtusatum), il castagno (Castanea sativa), l’agrifoglio (Ilex aquifolium), il carpino nero (Ostrya carpinifolia).

In particolare, a circa 1000 m s.l.m., presso Cozzo del Pesco, è ubicata una piccola oasi naturalistica del WWF, che include un eccezionale nucleo di castagni plurisecolari: 102 maestosi alberi della circonferenza di oltre 7 m e con un’età media di circa 700 anni. Si tratta di un vecchio castagneto da frutto, governato per secoli dall’uomo, che costituisce l’unico caso documentato in Italia di un così alto numero di castagni monumentali in uno spazio ristretto. Il popolamento rilevato si presenta in buone condizioni vegetative, la rinnovazione di castagno è abbondante e distribuita omogeneamente. Dai rilievi si riscontra necromassa morta in piedi, mentre il grado di copertura della lettiera è pari al 50%.” pag. 84 REDAZIONE DEL PIANO DI GESTIONE (PDG E RELATIVI ALLEGATI) DEI SITI NATURA 2000: n. 41 ZSC – Ente Parco Nazionale della Sila (EPN Sila) soggetto gestore – n. 3 ZPS.

Risultano pertanto prive di alcun fondamento scientifico le osservazioni mosse da alcuni sedicenti ambientalisti che hanno scritto sulla stampa più volte imputando lo stato di sofferenza dei Castagni di Cozzo del Pesco alla presenza di Abeti douglas (che oggi il comune sta tagliando), e risulta altrettanto priva di alcuna documentazione scientifica la direttiva di taglio di 300 esemplari di Abete douglas in corso attualmente ad opera del Comune di Corigliano-Rossano. Non si è mai visto che per tutelare alcuni alberi protetti se ne taglino altri che convivono con questi da almeno 50 anni.

Invitiamo pertanto il Comune di Corigliano-Rossano a sospendere l’operazione di taglio in corso per evitare danni futuri molto concreti in termini di erosione del terreno, laddove si intenda aprire di fatto ampi spazi tra i castagni scoprendo i suoli della copertura arborea che garantisce nell’inverno un freno alla caduta violenta delle precipitazioni atmosferiche. La commissione che si occupa della tutela della Zona speciale di protezione (ZPS) fa capo al Ministero dell’Ambiente e alla Regione Calabria e non risulta che siano stati approvati simili piani di taglio massiccio. Al contrario, la delibera di taglio appare in contrasto con le direttive della ZPS. Il presente scritto vale come diffida al taglio onde evitare ulteriori azioni di tutela legale del castagneto.

Fabio Menin
già presidente WWF Calabria

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