Civita si stringe attorno a Tocci: sindaci e istituzioni chiedono nuove regole

Una piazza gremita, decine di fasce tricolori e un messaggio condiviso: serve una revisione delle responsabilità attribuite ai sindaci nei casi di emergenze e calamità naturali. È questo il senso dell’incontro pubblico che si è svolto a Civita, nel cuore del Pollino, a sostegno del sindaco Alessandro Tocci, recentemente condannato in primo grado per la tragedia del Raganello.

L’iniziativa ha visto la partecipazione di numerosi amministratori locali provenienti da tutta la Calabria, oltre a rappresentanti istituzionali regionali e provinciali. La presenza massiccia dei sindaci ha rappresentato un segnale di vicinanza nei confronti del primo cittadino di Civita, ma anche un momento di riflessione sul ruolo degli amministratori nei territori.

Al centro del dibattito la sentenza relativa alla tragedia avvenuta nell’agosto del 2018, quando una piena improvvisa del torrente Raganello causò la morte di dieci persone e il ferimento di altre undici. Una vicenda che continua a suscitare emozione e interrogativi, soprattutto per le responsabilità attribuite agli enti locali.

Durante gli interventi è emersa la richiesta di un intervento normativo capace di ridefinire con maggiore chiarezza competenze, responsabilità e strumenti a disposizione dei Comuni. Secondo molti amministratori presenti, i sindaci operano spesso in territori complessi con risorse limitate e senza il necessario supporto di tutti i livelli istituzionali coinvolti nella gestione del rischio.

L’incontro ha rappresentato anche un’occasione per ribadire la necessità di una maggiore collaborazione tra Stato, Regione, Province, Prefetture e Comuni. Diversi relatori hanno sottolineato come la sicurezza del territorio non possa ricadere esclusivamente sulle amministrazioni comunali, ma debba essere il risultato di un lavoro condiviso tra tutti gli enti competenti.

Nel corso della manifestazione è stato inoltre lanciato un appello affinché il confronto avviato a Civita possa tradursi in iniziative concrete. L’obiettivo è aprire una discussione nazionale sul sistema delle responsabilità amministrative e sulle tutele per chi guida i Comuni, soprattutto nelle aree interne e montane.

La partecipazione registrata nel borgo arbëreshë ha confermato la volontà degli amministratori di fare fronte comune su una questione che riguarda l’intero sistema delle autonomie locali. Un confronto che, partendo da Civita, punta ora ad arrivare sui tavoli della politica regionale e nazionale.

 

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