Aggiornamento Protezione Civile ore 1.15.
È appena terminata la riunione della Unità di Crisi con il Dipartimento nazionale di Protezione Civile. Si conferma, fortunatamente, l’assenza di danni a persone o cose. La nostra Sala Operativa sta continuando a ricevere numerose telefonate di cittadini che chiedono informazioni. Ricordiamo ancora una volta il numero verde 800222211.
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“Mi sono già sentito con il distaccamento dei Vigili del Fuoco: non ci sono al momento segnalazioni importanti o gravi criticità, solo qualche allarme scattato e tanta paura.
Girano alcune foto di colonne crollate o altri danni importanti: mi sono recato sui posti accertandomi che siano false. Purtroppo gli imbecilli non mancano nemmeno in queste occasioni delicate ed importanti.
Continuerò a rimanere in contatto con i Vigili del Fuoco e tutte le Forze dell’ordine per ogni eventuale criticità, criticità che al momento – lo ripeto – non ne sono state rilevate.”
CATANZARO, 2 giugno 2026 – Il sisma è stato registrato a mezzanotte e dodici minuti dall’INGV. L’ipocentro eccezionalmente profondo, localizzato a 250 chilometri, ha evitato danni strutturali gravi ma ha esteso il risentimento sismico a gran parte del Sud Italia.
Una notte di forte apprensione ha interessato il Sud Italia, in particolare la regione Calabria. Alle ore 00:12:35 (ora italiana), i sismografi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) hanno registrato una violenta scossa di terremoto di magnitudo ML 6.2. L’epicentro è stato localizzato in mare, precisamente nella zona della Costa Calabra nord-occidentale, al largo della provincia di Cosenza.
Nessun danno grazie alla grande profondità 250km.
Nonostante l’elevata energia sprigionata dall’evento sismico, i primi riscontri non segnalano fortunatamente crolli o danni critici a cose o persone. Il motivo di questa assenza di danni devastanti risiede in un fattore geologico cruciale: la profondità dell’ipocentro. La Sala Sismica dell’INGV di Roma ha infatti localizzato il fulcro profondo del terremoto a ben 250 chilometri di profondità.
I terremoti così profondi – tipici della complessa area di subduzione del Tirreno meridionale, dove la placca ionica sprofonda sotto quella tirrenica – si comportano in modo molto diverso rispetto ai sismi superficiali. Se da un lato l’enorme spessore di crosta terrestre attutisce l’accelerazione del suolo riducendo drasticamente il potenziale distruttivo sulla terraferma, dall’altro permette alle onde sismiche di viaggiare in modo efficiente lungo la placca stessa. Per questo motivo, la scossa è stata distintamente avvertita dalla popolazione a grandissima distanza dall’epicentro, interessando non solo la Calabria ma anche la Sicilia e parte della Basilicata e della Campania.
I parametri definitivi rilasciati dall’INGV indicano che il sisma è avvenuto alle coordinate geografiche (lat, lon) 39.1550, 15.8210 a largo di Fuscaldo (Cs). Data la natura marina dell’epicentro, non vi sono comuni italiani situati nel raggio di 20 chilometri dal punto esatto della rottura della faglia.
Le grandi città più vicine all’epicentro come Cosenza e Lamezia Terme, dove la popolazione ha solo avvertito il sussulto notturno.
Subito dopo l’evento sismico, la macchina della Protezione Civile si è attivata per le consuete verifiche sul territorio, ma la situazione è rimasta sotto controllo.
Gli esperti dell’Osservatorio Nazionale Terremoti continuano a monitorare l’area attraverso la Rete Sismica Nazionale per registrare eventuali repliche, sebbene i sismi a tale profondità tendano ad avere un comportamento più isolato rispetto alle classiche sequenze superficiali.
Numerose segnalazioni sono arrivate anche da Corigliano Rossano, dove molti cittadini hanno riferito di aver percepito il terremoto nelle proprie abitazioni. In diversi quartieri il movimento è stato avvertito soprattutto ai piani superiori degli edifici, con oscillazioni di mobili e lampadari durate alcuni secondi.






