Strage di Amendolara, quattro braccianti bruciati vivi: l’affondo del M5S contro il caporalato

AMENDOLARA (COSENZA) – Una tragedia di proporzioni immani scuote la Calabria e riaccende i riflettori sulla piaga dello sfruttamento e della criminalità nei campi. Quattro cittadini di nazionalità pachistana, lavoratori immigrati privi di adeguate tutele e spesso sprovvisti di documenti, sono morti bruciati vivi ad Amendolara, in provincia di Cosenza. Le prime ricostruzioni restituiscono il quadro di un gesto caratterizzato da una brutalità sconvolgente.

La vicenda, consumatasi proprio in concomitanza con le celebrazioni della Festa della Repubblica, ha sollevato la durissima reazione dei vertici del Movimento 5 Stelle, che chiedono alle autorità di fare piena luce sul gravissimo episodio e di rivedere l’efficacia delle politiche di contrasto al caporalato.

Il capodelegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo, Pasquale Tridico, ha espresso un profondo cordoglio per le vittime, sottolineando «Inaccettabile morire così nella Repubblica fondata sul lavoro» e come l’evento imponga una radicale riflessione sul modello di società che si sta costruendo. Tridico ha denunciato i circuiti criminali che risucchiano i lavoratori più vulnerabili, esponendoli a morti disumane e violente.

“Rivolgiamo un appello alle autorità giudiziarie e agli organi inquirenti affinché venga fatta piena luce su questo omicidio e chiediamo al Governo di interrogarsi seriamente sull’efficacia delle misure adottate nella lotta al caporalato. Oggi festeggiamo la nostra Repubblica che è fondata sul lavoro, come recita l’articolo 1 della Costituzione, e non può essere tollerabile che oggi si possa ancora morire così”.

Per l’europarlamentare, superato il tempo del cordoglio, la responsabilità politica dovrà tradursi in interventi molto più incisivi, con l’introduzione di nuove norme e un netto rafforzamento delle ispezioni e dei controlli nei campi.

Parole di profondo dolore e sdegno sono arrivate anche dalla Vicepresidente del M5S, Vittoria Baldino, la quale ha manifestato sincera vicinanza alle famiglie dei quattro braccianti e alle comunità colpite da una strage che ha sconvolto l’intera regione.

Baldino ha evidenziato come l’atroce fatto di cronaca accenda dolorosamente i riflettori su una realtà drammatica che troppo frequentemente resta invisibile: quella della marginalità, della fragilità e della forte ricattabilità in cui sono costretti a vivere i migranti impiegati nel settore agricolo.

Qualora la magistratura dovesse accertare dinamiche riconducibili allo sfruttamento lavorativo o al caporalato, ha avvertito la parlamentare, ci si troverebbe di fronte all’ennesima dimostrazione dell’urgenza di potenziare le tutele. L’imperativo morale, conclude Baldino, è la determinazione a non voltarsi dall’altra parte davanti a tanta disumanità.

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