Logica dei flussi contro geometria del potere: la riflessione di Mazza sull’area Jonica

ROSSANO – L’area jonica calabrese è vittima di un persistente “autolesionismo istituzionale”. A lanciare l’accusa è un’analisi lucida e critica che mette a nudo l’incoerenza tra la realtà socio-economica del territorio e le scelte politiche che, troppo spesso, tentano di forzare la geografia amministrativa. Il nodo centrale del dibattito è il tentativo, giudicato privo di fondamento, di accorpare in un’unica visione governativa realtà eterogenee come la Sibaritide e il Pollino.

La teoria dei flussi: la geografia reale
Secondo l’analisi, la chiave per comprendere il territorio non è la semplice “contiguità geografica”, ma il flusso funzionale: il movimento reale di persone, risorse, pratiche e contenziosi. È proprio su questo indicatore che emerge una contraddizione profonda nello Stato, che agisce con due logiche divergenti:

La logica previdenziale (INPS): L’Istituto ha saputo “leggere” il territorio. Nel 2019, la sede di Corigliano-Rossano è diventata Filiale Provinciale, riconoscendo l’autonomia gestionale del bacino jonico. Al contempo, ha mantenuto Castrovillari nell’orbita cosentina, riconoscendo che i flussi dell’area valliva convergono naturalmente verso il sistema tirrenico-cosentino, mentre quelli dello Jonio seguono l’asse longitudinale.

La distorsione giudiziaria: Al contrario, la giustizia ha applicato la “geometria dell’indifferenza”. La soppressione del Tribunale di Rossano (2012) e il suo accorpamento a Castrovillari hanno creato una frattura tra la domanda di giustizia – concentrata sull’asse jonico – e l’offerta, collocata in un’area montana geograficamente distante e funzionalmente estranea.

Il paradosso del Pollino
Il punto focale della critica è il rapporto con il Pollino. L’analisi sostiene che non esiste alcuna comunanza funzionale tra le piane alluvionali dello Jonio e l’area montana dell’Esaro-Pollino. Insistere in tale direzione, da parte della classe dirigente locale, significa subire “sponde artificiali” che generano costi sociali ed economici diretti: ore di viaggio, chilometri inutili e una gestione inefficiente dei servizi al cittadino.

Verso un sistema autonomo: la Magna Graecia
Il superamento di questa impasse richiede il riconoscimento dell’Arco Jonico come sistema autonomo. Non una propaggine di altri territori, ma una realtà che si estende da Crotone fino al confine lucano, unita da:

Identità storica (Magna Graecia).

Fragilità strutturali e potenzialità produttive comuni.

Una logica territoriale che si impone “per forza di realtà” e non per concessione politica.

Conclusione: il costo dell’inerzia
L’inerzia politica, secondo l’autore, non è mai neutrale. Mentre lo Stato previdenziale si è piegato alla razionalità dei numeri, la politica locale sembra ancora prigioniera di una “postura ancillare” verso il Pollino. Una scelta che, in ultima istanza, si traduce in un danno tangibile per il cittadino, che vede negati diritti essenziali a causa di una visione politica che ignora la realtà dei fatti a favore di una cartografia amministrativa arbitraria.

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