CATANZARO – La polemica politica sulle politiche energetiche calabresi si infiamma. Al centro del dibattito c’è l’annosa questione del prezzo zonale dell’energia: un meccanismo che permetterebbe alle regioni che producono molta energia – come la Calabria, che ospita numerosi impianti – di vedere riconosciuto un beneficio economico diretto, compensando i costi ambientali e infrastrutturali sostenuti.
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«Una battaglia storica di giustizia territoriale»
Per la capogruppo M5S, la rivendicazione di Occhiuto suona come un paradosso politico:
«È curioso ed è spiazzante che il Presidente Occhiuto si accorga all’improvviso di questa enorme ingiustizia – afferma la Scutellà – sollevando la questione come se non ci fosse al Governo la sua stessa parte politica, significativamente rappresentata anche da Ministri del suo partito, ad averla tenuta bloccata negli anni».
La consigliera rimarca come la Calabria paghi il prezzo di una produzione energetica intensiva senza ricevere in cambio una riduzione del carico sui cittadini e sulle imprese, una disparità che il centrodestra nazionale non avrebbe, finora, inteso sanare.
Autonomia Differenziata: «Nessun nesso con il prezzo zonale»
Il punto centrale della critica di Elisa Scutellà riguarda il legame, giudicato strumentale, tra la battaglia per il prezzo zonale e l’Autonomia Differenziata. Secondo la consigliera, tentare di vendere la riforma Calderoli come lo strumento necessario per ottenere la territorialità energetica è una “lettura distorta”.
La posizione M5S: Il prezzo zonale è una riforma di natura nazionale che il Governo Meloni potrebbe attuare immediatamente, tramite decreto o norma legislativa, senza dover ricorrere allo smantellamento dell’unità nazionale.
Il rischio: Legare l’energia all’Autonomia Differenziata significherebbe, per la Scutellà, indebolire ulteriormente servizi essenziali come sanità e scuola nel Mezzogiorno, sacrificandoli sull’altare di una riforma che non è affatto necessaria per la questione energetica.
La stoccata a Forza Italia
Il Movimento 5 Stelle invita dunque il Presidente della Regione a “smettere di fare l’opposizione di se stesso”. La richiesta è chiara: Occhiuto, forte del peso politico di Forza Italia all’interno dell’esecutivo nazionale, dovrebbe trasformare le dichiarazioni in atti concreti a Roma, per sgravare imprese e famiglie calabresi da costi energetici che, ad oggi, risultano insostenibili e penalizzanti rispetto al contributo dato dalla regione al fabbisogno del Paese.






