La Calabria resta tra le regioni italiane con i livelli più bassi di partecipazione agli screening oncologici. È quanto emerge dall’ultima rilevazione dell’Osservatorio Nazionale Screening, che evidenzia un forte divario territoriale nella prevenzione dei tumori e una scarsa adesione ai programmi gratuiti promossi dal Servizio sanitario nazionale.
Nel 2025 sono stati quasi 18 milioni gli italiani invitati a sottoporsi ai controlli per la diagnosi precoce dei tumori, ma poco più di 7,5 milioni hanno effettivamente aderito. Per quanto riguarda la mammografia, il 58,4% delle donne aventi diritto ha effettuato l’esame a livello nazionale, mentre in Calabria la partecipazione scende al 34,9%, tra le percentuali più basse del Paese.
Dati negativi anche per lo screening del tumore del collo dell’utero e del colon-retto. In particolare, per quest’ultimo la Calabria registra il peggior risultato nazionale: solo il 6,4% delle persone invitate si sottopone all’esame, a fronte di una media italiana superiore al 35%.
L’Osservatorio sottolinea come la capacità di invitare la popolazione ai controlli sia generalmente elevata in gran parte d’Italia, ma evidenzia che in Calabria il problema principale resta la risposta dei cittadini agli inviti. Un dato che conferma la necessità di rafforzare le campagne di sensibilizzazione sulla prevenzione e sull’importanza della diagnosi precoce, fondamentale per aumentare le possibilità di cura e ridurre la mortalità legata ai tumori.
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