Affitti universitari a Rende, il collettivo denuncia prezzi fino a 450 euro per una stanza

Stanze singole fino a 450 euro al mese, posti in doppia a 370 euro e piccoli appartamenti che possono raggiungere i 750 euro. È la situazione descritta dal collettivo Aula Studio Liberata dell’Università della Calabria in un documento dedicato al caro affitti e agli studentati finanziati con il Pnrr.

Secondo il collettivo, trovare un alloggio accessibile vicino all’Unical è diventato sempre più difficile. I rincari, inizialmente concentrati nella zona universitaria di Rende, avrebbero coinvolto anche i quartieri periferici e i comuni vicini.

Il documento analizza anche i finanziamenti del Pnrr destinati agli studentati privati. Il contributo pubblico può arrivare a circa 20 mila euro per ogni posto letto. Il 30 per cento degli alloggi dovrebbe essere riservato alle graduatorie pubbliche, mentre il restante 70 per cento resterebbe nella gestione privata secondo le condizioni previste dal programma.

Aula Studio Liberata solleva dubbi soprattutto sui prezzi futuri. Dopo i primi tre anni, per altri nove anni il canone dovrebbe essere ridotto del 15 per cento rispetto al valore medio di mercato. Il collettivo chiede però come verrà calcolato questo valore e chi controllerà l’applicazione dello sconto.

Nell’area tra Cosenza e Rende sarebbero state presentate una decina di richieste di finanziamento, per circa 13 milioni di euro e 669 posti letto. Tra gli interventi citati figurano i complessi Urban Life e Smart City Life, previsti a Rende per un totale di 238 posti. Secondo il documento, i lavori procedono, ma non sarebbe ancora certa la data effettiva di consegna.

Il collettivo mette poi a confronto la costruzione degli studentati privati con il complesso pubblico Rocchi. I lavori di quest’ultimo sono iniziati più di 15 anni fa e la conclusione sarebbe ora prevista per aprile 2027.

Nel documento vengono segnalati anche ritardi nell’assegnazione degli alloggi universitari e problemi nelle condizioni di alcune residenze. Pur disponendo di numerosi posti, secondo Aula Studio Liberata l’Università non riuscirebbe a soddisfare tutte le richieste.

L’inchiesta si conclude con la richiesta di maggiori controlli, affitti più accessibili e nuove politiche pubbliche per il diritto allo studio e all’abitazione. I dati, le valutazioni e i collegamenti riportati nel documento rappresentano la ricostruzione del collettivo e richiedono un confronto con l’Università, il Comune, il Ministero e i soggetti privati citati.

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