Pietro Scintu, 76 anni, rimane nel carcere di Castrovillari. Il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha respinto il ricorso presentato dai suoi avvocati, Leonardo Graziadio ed Emanuela Capparelli, confermando la custodia cautelare.
L’uomo è indagato per la morte della moglie Carmela Bifano, imprenditrice agricola di 73 anni. La donna è stata uccisa il 18 agosto nell’agrumeto di famiglia, in contrada Torre Voluta, a Corigliano-Rossano. Secondo gli accertamenti, sarebbe stata colpita alla testa otto volte con una pietra.
Il giorno successivo la Procura di Castrovillari ha disposto il fermo di Scintu. Il 22 agosto il giudice per le indagini preliminari ha ordinato la custodia in carcere.
Durante l’udienza davanti al Riesame, la Procura ha sostenuto la necessità di mantenere la misura per il rischio di nuovi comportamenti violenti. I giudici hanno condiviso questa valutazione e respinto la richiesta della difesa di annullare o modificare il provvedimento.
Le indagini proseguono sotto il coordinamento della Procura di Castrovillari e coinvolgono gli agenti del Commissariato di Corigliano-Rossano. Scintu è da considerare innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva.
Il caso si inserisce nel più ampio problema della violenza contro le donne. Secondo il dossier del Viminale, nei primi sei mesi del 2026 in Italia sono state uccise 34 donne: 26 casi sono stati classificati come omicidi volontari e otto secondo il nuovo reato di femminicidio. Il dato complessivo è diminuito del 37 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025
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