Il governo studia nuove misure per contenere il costo dei carburanti dopo gli ultimi rincari registrati alla pompa. Al centro delle valutazioni c’è la possibilità di intervenire nuovamente sulle accise attraverso il meccanismo delle cosiddette accise mobili, che consentirebbe di ridurre il prezzo di benzina e gasolio di circa 7-10 centesimi al litro.
L’ipotesi è stata esaminata durante un confronto tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. L’obiettivo è limitare gli effetti dell’aumento delle quotazioni del petrolio, influenzate dalle tensioni internazionali e dal conflitto in Medio Oriente.
Negli ultimi giorni i prezzi dei carburanti hanno continuato a crescere, con aumenti sia sulla rete ordinaria sia in autostrada. Le associazioni dei consumatori segnalano un aggravio del costo dei rifornimenti per gli automobilisti, mentre il governo valuta quali strumenti adottare senza gravare ulteriormente sui conti pubblici.
Da Bruxelles, intanto, arrivano rassicurazioni sul fronte degli approvvigionamenti: l’Unione europea esclude, al momento, criticità nelle forniture di petrolio, sottolineando che il mercato continua a essere rifornito grazie alle scorte disponibili e alle importazioni dai mercati internazionali. Il confronto all’interno dell’esecutivo proseguirà nei prossimi giorni per definire un eventuale intervento.
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