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Trebisacce, senza diabetologo da circa un anno

  • 28 Luglio 2017
  • 21:00
  • Notizie
trebisacce

TREBISACCE E’ andato in pensione da circa un anno lo Specialista-Diabetologo e, anzichè sostituirlo in tempo reale, l’azienda sanitaria, per la verità ripetutamente sollecitata dalla Direzione del Distretto, finora si è defilata lasciando al loro destino i pazienti, in gran parte anziani costretti a spostarsi a Cassano, a Corigliano o addirittura a San Giovanni in Fiore. Ecco allora che, nell’esercitare il diritto-dovere alla tutela della salute dei cittadini, l’assessore alla Politiche Sanitarie Giuseppe Campanella, d’intesa con il sindaco Franco Mundo, ha scritto ai vertici aziendali invitandoli a provvedere al più presto alla sua sostituzione. «I servizi sanitari – ha scritto l’assessore Campanella – devono essere organizzati in base ai bisogni dei cittadini e non possono essere condizionati dall’esodo del personale che raggiunge il legittimo diritto alla pensione». Dopo aver riferito delle pressioni esercitate dai cittadini-utenti e soprattutto da quelli che non hanno la possibilità di muoversi in modo autonomo ed aver ricordato che detto servizio era molto gettonato tanto da aver registrato oltre 5mila prestazioni in soli sei mesi, il neo-assessore, anche nelle vesti di operatore sanitario, ha evidenziato trattarsi di una patologia diffusa e pervasiva che sta assumendo i connotati di patologia sociale e quasi di massa. «Nonostante questo – ha commentato il dottor Campanella – da parte dell’Asp registriamo una grande disattenzione: andato infatti in pensione lo Specialista-Diabetologo, i cittadini sono stati abbandonati al proprio destino creando così, all’interno dell’utenza, una discriminante darwiniana nella quale a soccombere è sempre il più debole: l’anziano, il disoccupato, in sintesi tutti i titolari del diritto alla salute a cui il messaggio che perviene da parte del Servizio Sanitario è quello del… si salvi chi può. Tale situazione – conclude – è umanamente intollerabile e gravemente lesiva dei diritti dei cittadini, nonchè offensiva nei confronti del nostro territorio».

(fonte: La Provincia di Cosenza)

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