A ROSSANO UN NUOVO PERCORSO EDUCATIVO BILINGUE CON IL METODO PINGU’S ENGLISH

Intervista a Giovanni Galluzzo, centre manager. Spazi a misura di bambino, docenti madrelingua e attività all’aperto per imparare l’inglese giocando – A Corigliano Rossano apre le porte la prima Pingu’s English School della Calabria, una realtà innovativa che punta a insegnare la lingua inglese già dai tre anni. A guidare il progetto è Giovanni Galluzzo, centre manager, che ha creduto fin dall’inizio in un percorso educativo capace di unire qualità, modernità e un metodo internazionale collaudato. La risposta delle famiglie è stata immediata con un successo diiscrizioni sia all’asilo sia ai corsi prima ancora dell’avvio ufficiale. La scuola dell’infanzia e i laboratori pomeridiani si presentano come spazi pensati su misura per i bambini, con ambienti sicuri, attrezzati e un approccio didattico che contempera la presenza di insegnanti madrelingua, attività all’aperto e l’uso costante della lingua inglese nella quotidianità. Abbiamo incontrato Giovanni Galluzzo per capire meglio come nasce questa esperienza, cosa offre concretamente alle famiglie e perché può rappresentare una scelta importante per il futuro dei bambini.

 Aprire la prima scuola di questo tipo in Calabria è una sfida: come ha vissuto questo debutto?

«Non nascondo un po’ di paura ed incertezza iniziale, ma poi con il primo open day virtuale e successivamente quello fisico ho acquisito ottimismo e consapevolezza che il progetto in arrivo a Rossano è stato apprezzato e capito da una buona fetta di popolazione».

In cosa si distingue la vostra struttura rispetto a un asilo tradizionale?

«La differenza sostanziale è che la nostra struttura è inserita in un contesto di scuola internazionale e la lingua usata quotidianamente con i bambini è l’inglese. La metodologia impartita è diversa dalla scuola tradizionale perché è stata creata da un’università inglese, quindi un nuovo modo di fare scuola. La scelta di essere una scuola dell’infanzia internazionale nasce dalla consapevolezza della facilità di apprendimento linguistico nel bambino. Crediamo sia importante che i nostri bambini si avvicinino in maniera naturale, graduale, positiva e divertente alla lingua inglese».

Può spiegare come funziona il “metodo Pingu’s English” e quali benefici ha per i bambini così piccoli?

«Il metodo Pingu’s English si articola attraverso la fusione di 4 metodologie didattiche: Reggio School, Montessori, Scuole inglesi e Swedish Forest School. L’unione di queste ha portato alla creazione di una metodologia unica basata sul gioco e sull’interazione e l’approccio bambino-centrico tutto ovviamente in lingua inglese. Molti studi hanno dimostrato che imparare una seconda lingua ampia le prospettive di veduta. L’introduzione di una seconda lingua sin dall’infanzia aiuta ad aprirsi, conoscere culture e tradizioni differenti dalla nostra, interpretare e comprendere il mondo e formare una mente più flessibile e aperta.

L’apprendimento avviene anche attraverso attività all’aperto. Può raccontarci meglio come si integra la “scuola nel bosco” con l’insegnamento della lingua? Quindi l’apprendimento non segue un metodo rigido ma si trasforma in gioco?

«La base della nostra metodologia e quindi dell’apprendimento è sempre incentrata sul gioco e su attività esperienziali giocose che, come detto in precedenza, vengono somministrate totalmente in lingua inglese. Una parte delle attività si svolge appunto all’esterno, riprendendo il metodo della swedish forest school, dove i bambini, anche in condizioni di leggera pioggia o freddo non eccessivo, entrano a contatto diretto con la natura per favorire sviluppo fisico, emotivo e cognitivo attraverso l’esplorazione spontanea e l’apprendimento esperienziale, piuttosto che tramite lezioni formali. La frase “non esiste tempo cattivo, solo vestiti cattivi” sottolinea che l’educazione all’aperto continua in tutte le condizioni meteorologiche, purché si indossino abiti adeguati.

Quanto conta la presenza di insegnanti madrelingua nel percorso formativo?

«La presenza di insegnanti madrelingua è fondamentale nel nostro percorso formativo, in quanto, come già ben spiegato in precedenza, si tratta di una scuola internazionale basata sul bilinguismo e di conseguenza sull’apprendimento della lingua inglese. Il nostro corpo docenti è totalmente madrelingua e abbiamo scelto questo tipo di figure perché pensiamo che se si vuole raggiungere un obiettivo abbiamo bisogno di solide basi nell’insegnamento. Non ci limitiamo ad organizzare solo alcuni momenti in lingua, ma da quando si entra a quando si esce l’unica lingua parlata sarà l’inglese e questo approccio porterà i bambini ad essere bilingui alla fine del percorso di 3 anni».

L’accesso ha dei costi sostenibili?

«Per la costruzione della retta sono stati presi in considerazione diversi fattori: servizio offerto, qualità della struttura, contesto internazionale e soprattutto è stata effettuata una lunga e solida analisi sui competitor e sul costo della vita nella nostra città. Ci distacchiamo, come giusto che sia, da altre realtà del territorio, innanzitutto perché siamo una scuola molto differente dalle altre che chiamerei “classiche” e poi perché da noi l’approccio al bambino e la metodologia impartita ricordano un contesto internazionale privato, che, come è noto, ha costi più elevati. Ad ogni modo abbiamo deciso di calmierare il costo mensile per dare l’opportunità ad ogni famiglia di poter aderire alla nostra iniziativa».  

Sicurezza, arredi, cibo, è tutto incentrato sul benessere del bambino?

«Il nostro primo obiettivo è sempre stato il benessere del bambino e la progettazione degli spazi, l’arredo e anche il cibo è stata fatta con l’ausilio dei tecnici del marchio Pingu’s  English Italy, che vantano una rete capillare in Italia con all’attivo 25 centri di scuole d’infanzia bilingue. Ogni ambiente è sicuro e monitorato da telecamere attive h24, gli arredi sono totalmente Montessori e sono stati acquistati dall’unica azienda ufficiale produttrice di questa tipologia di arredi. La costruzione dei menu è stata curata da un team di nutrizionisti specializzati in diete per bambini con sede a Milano. Prima di scegliere il fornitore locale del catering abbiamo avviato dei veri e propri colloqui e ci siamo assicurati che avrebbero rispettato pedissequamente i menu forniti dal team di nutrizionisti. I bambini avranno menu bilanciati in base all’età e solo ed esclusivamente con prodotti freschi e di stagione».

Come sono organizzate le giornate per chi frequenta l’asilo?

Il programma giornaliero delle attività è stato studiato e creato dall’università di Kensington insieme a Linguaphone group. Ogni momento della giornata è schedulato in maniera molto dettagliata e i bambini saranno stimolati con le varie attività ora per ora, senza momenti vuoti. Le nostre teachers seguiranno ogni giorno il calendario delle attività in programma e aggiungeranno la loro creatività per rendere la “lezione” più interessante e stimolante per i bambini.

Quali sono le fasce orarie disponibili e che tipo di flessibilità offrite alle famiglie?

«La nostra scuola dell’infanzia offre la possibilità di scegliere tra tre fasce orarie:

  • 08:30-13:00
  • 08:30-16:00
  • 08:30-18:30

Siamo estremamente flessibili sull’orario di entrata che può avvenire entro le 9 e anche sugli orari d’uscita, qualora ci fosse un’esigenza da parte di una famiglia rispetto agli orari si valuterà insieme e si deciderà insieme per il bene del bambino e per l’organizzazione delle famiglie».

Avete parlato di una struttura “a misura di bambino”: cosa significa in concreto per un genitore che sceglie di iscrivere il proprio figlio?

«Per un genitore, scegliere una struttura a misura di bambino significa scegliere un luogo dove il proprio figlio viene visto, ascoltato e accompagnato con cura. Dove ogni dettaglio è pensato per farlo sentire al sicuro, libero e pronto a crescere. Una struttura “a misura di bambino” non è solo uno slogan: è una promessa concreta di attenzione, sicurezza e rispetto per i ritmi e i bisogni dell’infanzia. Per un genitore, questo significa poter affidare il proprio figlio a un ambiente che lo accoglie, lo protegge e lo stimola in modo equilibrato.  Ecco cosa comporta, in termini pratici: Arredi e ambienti sicuri: materiali naturali, angoli morbidi, accessibilità a misura di altezza e autonomia. Zone dedicate al gioco, al riposo e alla scoperta: ogni momento della giornata ha il suo spazio, favorendo il benessere e la varietà delle esperienze. Colori, luci e suoni armonici: tutto è studiato per creare un’atmosfera serena e stimolante. Rispetto dei tempi individuali: nessun bambino è “troppo lento” o “troppo vivace”, ognuno ha il diritto di essere accompagnato secondo il proprio ritmo. Attività calibrate sull’età e sullo sviluppo: proposte che favoriscono la curiosità, la manualità, la relazione e l’autonomia. Educatori empatici e formati: figure professionali che sanno ascoltare, osservare e intervenire con sensibilità».

Prima ancora dell’avvio ufficiale avete già raccolto un importante numero di iscrizioni. A cosa attribuisce questo entusiasmo iniziale?

«Siamo molto felici ed entusiasti della risposta ricevuta dalle famiglie e siamo rimasti piacevolmente sorpresi dal numero elevato di iscrizioni, sono rimasti pochi posti disponibili. Molti hanno apprezzato il nostro progetto e condividono l’idea dell’importanza dell’inglese fin dalla tenera età. Inoltre, hanno trovato, all’interno della struttura, aule molto ampie, arredamento Montessori e spazi finemente progettati.».

Che tipo di famiglie si stanno avvicinando a questa proposta educativa?

«Famiglie attente all’educazione dei bambini, con mentalità aperta e interessate a far intraprendere un percorso di formazione internazionale ai propri figli. Anche famiglie che hanno avuto esperienza di lavoro al di fuori del territorio calabrese e hanno capito l’importanza di conoscere e parlare la lingua inglese. Famiglie che conoscono la tipologia di scuola a livello nazionale e sognavano di poter avere una struttura simile anche nel nostro territorio».

Come immagina lo sviluppo futuro di Pingu’s English School a Rossano e in Calabria?

«È lampante che, quando si inizia una nuova attività, si costruisce un piano di azione che comprende anche gli anni successivi e gli sviluppi futuri. L’intenzione è quella di espandersi in altre città della nostra regione e continuare a sviluppare il centro esistente di Rossano. Il prossimo anno, visti i risultati finora, ci aspettiamo di raddoppiare il numero di bambini e continuare a migliorarci ogni giorno e negli anni successivi continuare ad accogliere ancora bambini per formare dalle 3 alle 4 classi. Per ora ci concentriamo ad iniziare bene questa nuova avventura e siamo concentrati solo questo. Vogliamo farci trovare pronti e vogliamo mostrare a tutti gli iscritti cosa significa entrare nel mondo di Pingu’s English Rossano».

Perché oggi è così importante iniziare con l’inglese già dai tre anni?

«Diverse ricerche hanno dimostrato che l’abilità di imparare una seconda lingua con competenza nativa è concentrata nei primi 8/10 anni di vita. Il bilinguismo dà una marcia in più e ha molteplici benefici: migliora i processi mentali, sviluppa la capacità di prendere decisioni e quindi di problem solving, accresce la percezione e la rielaborazione degli stimoli esterni, rafforza l’attenzione e la memoria. L’essere bilingue influenza positivamente anche lo sviluppo e la plasticità cerebrale oltre che le competenze comunicative: il bambino adatterà il linguaggio alle diverse situazioni e contesti, scegliendo la lingua da utilizzare in base all’interlocutore e rafforzerà le sue competenze sociali».

Qual è l’invito che sente di rivolgere ai genitori che stanno valutando se iscrivere i propri figli?

 «Ai genitori direi questo: investite nel futuro dei vostri figli scegliendo un contesto che li valorizzi come persone. Iscrivere un bambino non è solo una scelta logistica, ma un atto di fiducia. Cercate un luogo dove possano crescere sul piano intellettuale, emotivo, sociale e creativo, in dialogo aperto con le famiglie. Informatevi sui valori che guidano l’istituzione: la coerenza tra parole e azioni è decisiva. Scegliete esperienze che alimentino curiosità ed entusiasmo, aiutando i ragazzi a scoprire chi sono e chi possono diventare. Ogni talento merita riconoscimento, ogni emozione ascolto. Vorrei sottolineare anche l’importanza del bilinguismo precoce: non significa solo imparare vocaboli stranieri, ma sviluppare flessibilità mentale, memoria e capacità di problem solving. Una seconda lingua apre culture, migliora la comunicazione e prepara a un mondo sempre più globale. Scegliete quindi un percorso che metta al centro la persona e dia spazio a esperienze autentiche e stimolanti, non semplicemente una scuola, ma un luogo dove vostro figlio possa crescere e scoprire il proprio potenziale».

                                                                                  UFFICIO STAMPA – ADV

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