Il Corriere della Sera racconta la vicenda chiusa in tribunale. I fatti avvennero nel Lazio dopo una conoscenza nata in chiesa – Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, si è chiusa con un patteggiamento la vicenda giudiziaria che ha coinvolto un sacerdote originario del territorio e per lunghi anni impegnato come parroco in diverse comunità locali. Il procedimento si è concluso davanti al Tribunale di Roma, con una pena concordata di un anno e quattro mesi per i reati di tentata rapina e lesioni.
I fatti risalgono al 27 settembre 2021 e sarebbero avvenuti nella capitale. Stando alla ricostruzione pubblicata dal quotidiano, il sacerdote si sarebbe presentato nell’abitazione di una donna con cui in passato aveva avuto una relazione. La conoscenza, sempre secondo la stessa fonte, sarebbe nata in chiesa, dove il figlio della donna avrebbe prestato servizio come chierichetto. Durante l’irruzione, la donna sarebbe stata colpita alla testa con un oggetto metallico. A bloccare l’aggressione sarebbe stato il figlio, che avrebbe poi allertato le forze dell’ordine. La vittima, riporta il Corriere della Sera, non si è costituita parte civile. Il risarcimento sarebbe stato indirizzato a iniziative benefiche.
Il pubblico ministero avrebbe dato parere favorevole alla richiesta della difesa, definendo così il caso con rito alternativo. Negli anni successivi, il sacerdote sarebbe stato trasferito e avrebbe svolto incarichi pastorali fuori regione. La vicenda, pur essendo ormai definita sul piano giudiziario, ha suscitato nuove reazioni anche nella città d’origine del religioso, dove in molti lo ricordano per l’attività svolta per lungo tempo. Una notizia delicata, che tocca non solo la cronaca giudiziaria ma anche la sensibilità di una comunità che oggi guarda ai fatti con amarezza e prudenza.
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