Al Museo di Cariati il viaggio di Saliou e l’impegno di Ibrahima raccontano l’immigrazione

Un viaggio lungo migliaia di chilometri, tra deserto, violenze e speranza, fino a trovare una nuova vita in Calabria. È stato questo il filo conduttore del secondo appuntamento del Festival delle Culture “Sguardo e Mondi”, ospitato al Civico Museo del Mare, dell’Agricoltura e delle Migrazioni di Cariati e coinciso con la Giornata Mondiale del Rifugiato.

Protagonista dell’incontro è stato Mohammadou Saliou, autore del libro L’avventura degli africani neri per l’Europa, che ha raccontato al pubblico il suo drammatico percorso iniziato in Camerun a soli 16 anni. Attraversando Nigeria, Niger, Algeria e Tunisia, il giovane ha affrontato il deserto, soprusi e la traversata del Mediterraneo su un’imbarcazione sovraffollata prima di approdare a Lampedusa.

Dopo il passaggio nel C.A.R.A. di Isola Capo Rizzuto, Saliou è arrivato a Cariati come minore straniero non accompagnato, accolto nella struttura Casa Don Alessandro. «Qui ho visto la luce», ha raccontato, spiegando di aver scelto di restare nel paese dove oggi lavora, ha costruito relazioni solide e trovato una nuova famiglia. Il suo libro nasce con l’obiettivo di informare altri giovani africani sui rischi dell’emigrazione irregolare, senza spegnere i loro sogni ma invitandoli a partire con maggiore consapevolezza.

A dialogare con l’autore sono stati la direttrice del museo Assunta Scorpiniti e il docente e mediatore culturale Ibrahima Deme Diop, da anni impegnato nell’accoglienza e nell’integrazione dei migranti. Diop ha sottolineato come il libro racconti non solo il viaggio fisico, ma anche il peso emotivo che molti minori portano con sé, ricordando che dietro ogni storia migratoria ci sono persone vulnerabili e non semplici numeri.

L’incontro è stato arricchito dalla proiezione del cortometraggio “Il filo invisibile – vite intrecciate e legami inaspettati”, realizzato dallo stesso Ibrahima Deme Diop. L’opera racconta il dialogo tra giovani migranti e anziani delle comunità ospitanti, evidenziando come l’integrazione nasca soprattutto dall’incontro tra esseri umani e dalla costruzione di relazioni autentiche.

La manifestazione si è conclusa tra lunghi applausi e forte partecipazione emotiva, chiudendo la terza edizione del Festival delle Culture “Sguardo e Mondi”, promosso dalla Direzione del Museo con il coinvolgimento del Comune di Cariati, del Centro SAI, del Prog-36 Sarepta e delle numerose associazioni interculturali attive sul territorio.

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