Le quattro vittime della tragedia avvenuta nelle campagne di Amendolara saranno sepolte nel cimitero comunale, qualora i familiari non dovessero reclamarne le salme. Lo ha annunciato la sindaca Maria Rita Acciardi al termine di un incontro istituzionale convocato per affrontare le conseguenze del drammatico episodio che ha scosso l’intero Alto Jonio.
Le vittime, tre giovani afghani e un cittadino pakistano, hanno perso la vita in un caso che ha riportato al centro dell’attenzione il fenomeno dello sfruttamento del lavoro e del caporalato. Al vertice hanno preso parte amministratori locali, rappresentanti istituzionali e sindacali del territorio.
Nel corso dell’incontro è stata avanzata una proposta simbolica destinata a lasciare un segno nella comunità. L’amministrazione comunale chiederà infatti l’intitolazione dell’area Ip di Amendolara alla memoria dei migranti deceduti. Nello stesso luogo potrebbe essere collocata una lapide commemorativa per ricordare le vittime e mantenere viva l’attenzione su una vicenda che ha profondamente colpito il territorio.
La sindaca ha ribadito la necessità di contrastare con decisione ogni forma di sfruttamento e di rafforzare la collaborazione tra istituzioni, sindacati e mondo produttivo. Dall’incontro è emersa inoltre la volontà condivisa di promuovere iniziative concrete per prevenire situazioni analoghe e tutelare i lavoratori più vulnerabili.
Per i prossimi giorni è stato annunciato anche il lutto cittadino in concomitanza con le esequie, mentre i sindaci del comprensorio lavorano alla definizione di un percorso comune per affrontare il fenomeno dello sfruttamento lavorativo.
nessuno reclama le vittime del rogo: il Comune prepara i funerali
Nessuno, finora, si è fatto avanti per reclamare i corpi dei quattro migranti morti nel drammatico incendio avvenuto nell’area di servizio Ip sulla Statale 106. Una tragedia che ha scosso l’intero Alto Jonio e che oggi lascia dietro di sé un altro dato doloroso: l’assenza di familiari o conoscenti pronti a riportare a casa le vittime.
Le salme sono state trasferite dall’ospedale di Rossano all’obitorio del cimitero di Amendolara, dove resteranno custodite a disposizione dell’autorità giudiziaria. Si tratta del pakistano Waseem Khan, 29 anni, e degli afghani Pashtun Amin Fazal Khogjani, 28 anni, Ullah Ismat Qiemi, 19 anni, e Safi Iayjad, 27 anni.
Secondo quanto emerso, dovranno trascorrere dieci giorni prima che si possa procedere con le esequie. Se entro quel termine nessun parente avanzerà richiesta di restituzione delle salme, sarà il Comune di Amendolara a organizzare i funerali e la successiva sepoltura nel cimitero cittadino.
L’amministrazione guidata dalla sindaca Maria Rita Acciardi dovrà inoltre sostenere le spese funerarie, stimate in circa 12 mila euro, oltre ai costi necessari per garantire una degna sistemazione ai quattro lavoratori deceduti.
Al momento non risultano richieste provenienti dal Pakistan o dall’Afghanistan, nonostante la vicenda abbia avuto risonanza internazionale. Una circostanza che rende sempre più probabile la celebrazione dei funerali ad Amendolara.
Nei giorni scorsi il Comune ha annunciato anche l’intenzione di chiedere l’intitolazione dell’area di servizio dove si è consumata la tragedia alla memoria delle vittime, con l’installazione di una lapide commemorativa. Un gesto simbolico per mantenere vivo il ricordo di quattro giovani morti lontano dalla propria terra e dai propri affetti.
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